Gunther Grass – Il tamburo di latta


A cura di Augusto Benemeglio

1. Un film

Mi ricordavo di un film noiosissimo. Una sola scena m’era rimasta nella memoria e non era particolarmente gradevole: Mario Adorf che ha un rapporto orale con una bambina. La censura lo fece passare. Non ricordo l’epoca, forse fine anni settanta?… Poi, a distanza di anni, ecco Grass nobel della letteratura e …”Il tamburo di latta” è su tutti i giornali del mondo , unitamente a quello gnomo , Oskar, che sta in un manicomio -rifugio , una sorta di “Wilhelm Meister tambureggiato sulla latta”, Heinrich von Ofterdingen trasportato nel mezzo della guerra più infame e inutile della storia , un Franz Sternbald ridotto a nanerottolo, il pittore Nolten che dipinge a fosche tinte e suona un’aria sinfonie di sangue e zolfo , un Doktor Faustus ridotto in sedicesimillesimo . Eravamo tutti con gli occhi sgranati attoniti curiosi . Compriamo e leggiamo ( o rileggiamo) il tamburo di latta, anno di grazia 1999 , scopriamo Gunther Grass che da parte sua dice: Ohe’, guardate che non nasco ora come letterato ,c’ho quasi ottant’anni, essendo nato nel 1927, ed ero famoso già a trentadue anni, se permettete. E da allora abbiamo la Fama come sottoinquilina. Sta dappertutto, è fastidiosissima ed è difficile ignorarla. È una monella a volte tronfia e a volte senza vita. I visitatori credono di venire a trovare me, ma, appena entrati, si guardano intorno perché in realtà è lei che vogliono vedere… Soltanto perché assedia la mia scrivania inutilmente, ho deciso di portarla con me nel mondo della politica, dandole un impiego come maestra di cerimonie: cosa che lei sa espletare alla perfezione…

2. Boll

Provo gioia e orgoglio, è vero. E mi sono spontaneamente chiesto che cosa avrebbe detto Heinrich Boell, l’ultimo tedesco insignito del Nobel. Ma ho la sensazione che sarebbe stato d’accordo. Questo premio è una grande soddisfazione per me».
Grass ha poi annunciato che darà una parte del compenso in denaro che gli verrà elargito alla Fondazione per i Sinti e i Rom che porta il suo stesso nome . Il premio gli è stato attribuito «per aver dipinto la storia dimenticata». Facendo chiaro riferimento a , «Il tamburo di latta»,romanzo con cui Grass esordì nel 1959. L’Accademia ha sottolineato «la grande padronanza» dello scrittore nell’affrontare «l’immane compito di rivisitare la storia contemporanea ricordando i dimenticati: le vittime, i perdenti, le bugie che la gente vuole scordare perchè una volta ci ha creduto». Non è eccessivo presupporre che “Il tamburo di latta” diverrà una delle pietre miliari della letteratura del XX secolo. Quando Grass lo pubblicò nel 1959 fu come se la letteratura tedesca si fosse rigenerata dopo decenni di devastazione linguistica e morale. Grass l’aveva scritto a Parigi , sui tavolini di Montmartre , sorseggiando pernod e caffè , chiacchierando con Celan , e l’aveva presentato al “Gruppe 47″ di cui faceva parte e il Gruppe l’aveva premiato. Bravo, Gunther. E Grass si era esaltato e aveva scritto subito dopo Gatto e Topo ( 1961) e Anni di Cani (1963) per completare la trilogia di Danzica, città dov’era nato, mezzo tedesco , per via di padre , mezzo casciubico , per via di madre. Lì i genitori gestivano un negozio di coloniali e l’avevano fatto studiare, fino al liceo , ma nel 1944, a soli diciassette anni era stato richiamato alle armi per far parte dell’ultimo esercito di bambini che Hitler poteva mettere in piedi, con la Germania ormai distrutta per via di Stalingrado . Lui disse che fino all’ultimo 1945 era convinto che la ” nostra fosse una guerra giusta” e che Hitler fosse un grandissimo statista e un eroe .

3.Gruppe 47

Viene ferito e fatto prigioniero dagli americani. A diciannove anni comincia a comprendere quali enormi colpe gravano sul popolo tedesco , quali colpe e responsabilità sarebbero per sempre gravate sulla sua generazione e quella successiva. Rilasciato nel 1946, trova lavoro come scalpellino e si iscrive contestualmente all’accademia di belle arti. Aveva deciso molto tempo prima che avrebbe fatto l’artista , il pittore o lo scultore. Nel 1953 si trasferisce a Berlino per proseguire gli studi e comincia a scrivere i primi racconti. L’anno dopo si sposa con la compagna di studi Anna Schwarz e con lei entra nel Gruppe 47 , occupandosi quasi esclusivamente di teatro . Scrive una serie di opere teatrali che vengono rappresentate a Berlino e in altre città tedeche: A dieci minuti da Buffalo, Zio zio , Ventidue denti, Cattivi cuochi….. Nel 1956 pubblica il suo primo libro: non è un testo teatrale, nè un romanzo, ma una raccolta di poesie ( “I vantaggi dei polli al vento”) di stampo e stile espressionistico…. Nello stesso anno si trasferisce a Parigi e comincia a scrivere Die Blechtrommel con cui si afferma rapidamente , anche in Italia , fin dai primi anni sessanta , in cui Gunter svolge anche attività politica a fianco di Willy Brandt ( già, proprio lui, il grande Willy).Presentandolo al pubblico, un telecronista disse: “Signori, Grass non è solo l’autore del tamburo di latta , è un grande scrittore , un artista che si muove a trecentosessanta gradi . Oltre ad aver prodotto lavori di grafica molto originali, Grass ha scritto magnifici versi di tono espressionista.

4.L’incipit

Come romanziere, bisogna attestargli la capacità di saper unire la poesia (immagini forti, dalle pennellate sicure) all’engagement sociale e politico. Grass è un fervido difensore delle minoranze.E anche quando si lancia alla riscoperta di leggende e miti del passato (vedi soprattutto ‘Il rombo’), egli non perde mai d’occhio l’odierna società tedesca. La sua biografia è esemplare per il divenire delle speranze della Germania del dopoguerra, speranze che spesso però si sono sbugiardate da sé. Si può affermare che Grass non abbia scritto di storia, ma che abbia contribuito, tramite i suoi scritti, a ricordare la storia. Sempre coerente con le proprie idee e con il proprio stile, in lui l’identità esistenziale si fonde perfettamente con quella dell’artista “”Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quando non mi toglie gli occhi di dosso perche’ nella porta c’e’ uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non puo’ penetrarmi perche’ lui ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti””. Che incipit, eh? Da grande romanziere, da romanzone da seicento pagine , cosa che per me leggere , oggi come oggi , costituirebbe un’ impresa, una sorta di scalata dell’Everest…Ma allora, perdio, questo maledetto tamburino che conclude il suo sviluppo intellettuale con la nascita e in seguito non fa che confermarsi , questo Oskar che a tre anni decide di smettere di crescere ( “”dal mio compleanno in poi non crebbi di un dito “) , “ma che è anche il tre volte furbo che tutti gli adulti sorpassavano in altezza , ma che a tutti gli adulti sarebbe stato di tanto superiore” , perchè ogni esperienza gli è già nota prima di viverla , mi stava abbastanza antipatico. In fondo la sua vita consiste solo nelle ” conferme” , di volta in volta . Conferma ciò che già sapeva . Il tamburo diviene il mezzo che gli consente di sopravvivere e di essere se stesso , che in manicomio lo aiuta a rievocare gli orrori della Storia . E’ lo strumento della sua protesta e del suo rifiuto a integrarsi negli schemi dell’esistenza borghese. La sua statura è ovviamente satireggiante , si contrappone alle manie di grandezza dell’epoca. La sua condizione d’eterno bambino cui nessuno presta attenzione e la sua apparente ingenuità gli consentono di vedere le cose dal basso e di coglierne le distorsioni e i lati grotteschi….

5.Chi è Oskar?

Questa storia – l’abbiamo già detto – Oskar Matzerath la scrive in manicomio, un luogo dove si sente al contempo protetto e emarginato . Si determinano così due livelli narrativi : da un lato l’autobiografia , a partire dal momento in cui viene concepita la madre ( ottobre 1899) sino all’arresto a Parigi , nel settembre 1952, con al centro il periodo nazista , le persecuzioni, la guerra e infine la rapida restaurazione verso quella specie di “miracolo economico” tedesco chiamato “Bierdermeier ; dall’altro la narrazione delle vicende all’interno dell’ospedale psichiatrico , dalla fine del 1952 ( anno dell’interenamento) sino all’inizio del settembre 1954, quando il protagonista compie trent’anni e teme di essere rilasciato. Da ” La gonna larga” , il primo capitolo del primo libro a ” Trenta” , l’ultimo capitolo dell’ultimo libro, Gunther Grass ci mette tre libri e quarantasei capitoli per riassumere la vita di questo Oskar , nanerottolo con il tamburo, che rac Chconta le scappatelle erotiche della madre con Bronskj , il cugino-amante ( Oskar non sa esattamente chi sia suo padre , se Matzerath o, appunto, il cugino) , poi racconta del negozio e della piccola borghesia di Danzica ( Grass la conosceva bene) ; lo gnomo è dotato di poteri straordinari: con la sola voce riuesce a infrangere le finestre del teatro comunale , oppure tambureggiando fa perdere il ritmo al marziale corteo nazista e , con un linguaggiio sempre ricco di fantasia , descrive le tragedie della città durante la guerra . Oskar è anche fonte di sciagure: la madre si suicida e per colpa sua Jan Bronskji verrà ucciso dai tedeschi , il padre muore all’arrivo dei russi ingoiando il distintivo del partito che lui gli ha porto….Dopo la guerra genera ( forse) un figlio con la madre adottiva , diviene famoso e ricco, con concerti e dischi. Fino a quando – accusato di avere ucciso un’infermeriera – viene internato in un manicomio.Il suo letto a sbarre sarà a questo punto il centro dal quale verrà narrata questa storia della catastrofe tedesca….Chi è Oskar? ” Non chiedete a Oskar chi è! Egli non ha più parole . Perchè chi prima mi sedeva sulle spalle e poi baciò la mia gobba ecco che adesso mi si fa incontro e sempre più s’avvicina…”

6. Un mucchio di merda

Oggi Günter Grass è ritenuto uno dei “grandi” in assoluto, l’erede di Heinrich Böll per quanto riguarda le istanze morali, il più scomodo poeta della Germania…. Perchè? Lo vedremo con altri personaggi singolari come Mahlke ( Gatto e Topo) e Matern (il Rombo) in cui si sintetizza il suo messaggio di una creazione non andata per il verso giusto, di un progetto sbagliato, di ” UN MUCCHIO DI MERDA CHE DIO LASCIO’ CADERE “In origine la vicenda del giovane Joachim Mahlke , il protagonista di Katz und Maus ( Gatto e Topo) , era inserita nel più ampio contesto narrativo di “Anni di cani”; Grass tuttavia decise di estrapolarla e di presentarla sotto forma di racconto autonomo. La storia è narrata in prima persona da Pilenz , colui che per primo si accorge dell’enorme e mobilissimo pomo d’adamo di Mahlke e che, seguendo uan folle intuizione , gli aizza contro un gatto. Una volta di ” pubblico dominio” , questa particolarità fisica fa del protagonista un eroe contro voglia , diviene metafora dell’antitesi fra costante bisogno di esibirsi e ” monumentale solitudine” , di un rapporto disturbato fra io e mondo esterno. Nel suo tentativo di distogliere l’attenzione “dall’immensa strozza” con gli oggetti più strambi ( fra cui un cacciavite e una medaglia che testimonia della sua adorazione per la Madonna) e al contempo di mettersi in mostra con i compagni , Mahlke arriva a rubare la croce di ferro a un tenente di vascello pluridecorato . Espulso dal liceo , si arruola e conquista a sua volta la decorazione: ma non sarà sufficiente a fargli riconquistare un ruolo sociale. Disperato , diserta e – presumibilmente – muore in un’ennesima esibizione.
Nella metafora del gatto e del topo trova espressione quella ” crepa ” escatologica che – secondo Grass – sin dall’inizio ha NEGATIVAMENTE segnato il mondo
Il “grande Mahlke” è al centro di un universo fatto di inimicizia e persecuzione . A differenza di Oskar tuttavia, accetta di combattere ( anche se con scarse possibilità di imporsi) , cercando consenso con le sue bizzarre esibizioni ( in palestra , in acqua, ecc.) , usando oggetti capaci di nascondere la ” fatale cartilagine” e infine con esasperato e grottesco culto mariano ( mentre non crede in Dio che in questo processo di autoredenzione è infatti del tutto superfluo) . Questi tre livelli vengono a coincidere nella croce di ferro che Mahlke ottiene grazie al suo eroismo e all’aiuto della Vergine ( e che si porta al collo). La “tragedia dell’uomo” qui si compie storicamente nel destino dei giovani mandati in guerra, quando il ” valore, che veniva misurato solo in base ai successi militari , per la mia generazione divenne sinonimo di felicità”.

7-Diario di una lumaca

Dopo Oskar e Mahlke , Matern ( Anni di cani) è il terzo personaggio in cui Grass sintetizza il suo messaggio di una creazione non andata per il verso giusto, di un “progetto sbagliato”, di un “mucchio di merda che Dio lasciò cadere” (Il rombo) che assomiglia tanto a quella di Jung. Grass condivide la concezione ebraico-cristiana dell’uomo peccatore ma rifiuta ogni idea di redenzione. L’unica possibilità di salvezza sta nell’accettazione della colpa e nella capacità di pentirsi: sia l’arte di Amsel (l’amico-nemico ebreo di Matern) , che quella di Oskar possono svolgere un ruolo positivo nella presa di coscienza dell’uomo. Lo scrittore , in quanto cittadino , deve essere anche impegnato su questioni concrete? Sebbene Grass abbia sempre voluto tenere distinti i due momenti – letteratura e impegno politico – alla lunga quest’ultimo aspetto non restò comunque senza conseguenze sull’ opera letteraria. Così, ad esempio, molte poesie raccolte in Ausgefragt ( Interrogato) sono a sfondo politico e il dramma “I plebei provano la rivoluzione “ si interroga sulle possibilità di agire politico dell’artista.Infine , all’impegno politico è dedicato anche ” Dal diario di una lumaca” , in cui Grass rielabora ” per i figli miei e quelli degli altri” , gli appunti presi nel corso della campagna elettorale.

Augusto Benemeglio

Titolo: Il tamburo di latta
Traduttore: Bianchi B.
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Edizione: 4
Data di Pubblicazione: Dicembre 2012
ISBN: 8807880334
ISBN-13: 9788807880339
Pagine: 604
Reparto: Narrativa

 

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