Graffiti writing: Banksy


É uno dei maggiori esponenti di Graffiti writing, si firma Banksy e cercava di rimanere nell’anonimato, ma la popolarità ha preso il sopravvento. Le sue opere tappezzano i muri e le strade londinesi, si trovano anche nei grandi musei come British Museum e il Tate Modern e sul muro che il governo israeliano sta costruendo attorno ai territori occupati palestinesi, proclamato illegale dalla corte internazionale di giustizia. Definito il terrorista, per la violenza con cui attacca le icone sacre della cultura occidentale. Banksy è un artista graffiante, provocatorio. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti di politica, cultura ed etica, oggetto di culto e discussione. Artista visionario, anticonformista, si definisce un “vandalo di qualità”.
Varia nelle tecniche e negli stili, murales, graffiati, sculture, spray, stencil, dipinti. Molto spesso di altri pittori, vandalizzati, ridicolizzati. Famose le sue performances interattive. Il rischio è che si faccia anche lui fagocitare dal sistema, che con le sue opere contribuisce a deridere e combattere.


Il ratto è il suo animale simbolo: “Perché non rispetta le gerarchie e fa sesso anche 50 volte al giorno”. Molti appassionati se lo fanno tatuare in segno d’ammirazione.
Ripreso dal diario di un luogotenente inglese alla liberazione del campo di Bergen-Belsen e riportato sul sito di Banksy, dice: I can give no adequate description of the Horror Camp in which my men and myself were to spend the next month of our lives. It was just a barren wilderness, as bare as a chicken run. Corpses lay everywhere, some in huge piles, sometimes they lay singly or in pairs where they had fallen. It took a little time to get used to seeing men women and children collapse as you walked by them and to restrain oneself from going to their assistance.

L’arte dello stencil

Non è facile unire tecnica e dissacrante ironia e spargerla per la città in piena notte, eppure Bamksy ci riesce. “Alcuni vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo renderlo un posto più bello. Se non ti piace puoi sempre dipingerci sopra“. Vi sfido a farlo, credo sia impossibile. Mi riferisco a ridipingerci sopra!
Lascia la sua impronta sul muro per eccellenza, quello che divide Israeliani e Palestinesi, a Betlemme. Realizza nell’arco di una sola notte stellata un immaginario varco sul muro di Gaza, all’insegna di una libertà anelata da tutti i cittadini civili abitanti di quelle zone. “La pace non si dipinge con il sangue, come stanno facendo questi due soldati”, sembra volerci dire.

John Travolta e Samuel L. Jackson con due banane al posto delle pistole

Dopo gli attentati di Londra qualcuno ha dipinto su questo mitico stencil di Banksy la scritta “f®©k al quaida”… E’ sempre inquietante vedere quanta rabbia abita l’uomo. Il dipinto si trovava vicino a una fermata della metropolitana londinese, ma nell’aprile 2007 è stato cancellato a colpi di pennellate nere dai netturbini dei trasporti pubblici, che credendo di fare il loro dovere hanno commesso lo sciagurato errore; il gesto ha scatenato le reazioni indignate di moltissimi appassionati, che l’avevano valutato circa 450 mila euro.
Una giovane domestica, dipinta su un muro nella periferia nord di Londra, ha destato molta curiosità: che ci fa una donna in grembiulino bianco in questo quartiere sporco, intenta a spazzare a lato della strada? Simbolo di chi ignora i grandi problemi dell’umanità, nascondendo, la spazzatura sotto il tappeto. Gira voce che sia stato dipinto su commissione di Bono Vox, cantante degli U2, ma l’unica dichiarazione dell’artista in proposito è stata: «La gente si lamenta che i graffiti sporcano i muri, chissà che ne diranno di un graffito che sta proprio facendo le pulizie su un muro!»
E’ impossibile riportare tutte le opere di Banksy, andate sul suo sito ufficiale per rendervene conto.

Sito ufficiale di Banksy

Katia Ciarrocchi

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