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Gordiano Lupi: Nemici Miei

22 dicembre 2007 | 128 viewsCommenta

a cura di Katia Ciarrocchi

Titolo: Nemici miei. Consigli utili per difendersi da scrittori, editori e giornalisti inutili
Autore: Lupi Gordiano
Prezzo: € 9,00
Dati: 2005, 122 p., brossura
Editore: Nuovi Equilibri (collana Eretica)

“Io continuo a fare la solita vita, qui a Piombino, lavoro in banca, sputo veleno sulla vita e sul mondo letterario, scrivo romanzi, spedisco pacchi celeri alle case editrici e attendo. Un giorno o l’altro smetterò, forse. Ma per adesso no. Per fortuna qualcuno risponde. E a me ne restano ancora di cose da dire”
“Nemici miei” denuncia mode, corruzione e decadenza dell’editoria e della letteratura italiana, si va dall’avversione nei confronti degli editori al disdegno per i corsi di scrittura creativa, dall’ostilità nei confronti delle stampa mainstream, quotidiana e periodica, al teppismo a danno delle peggiori (e più pubblicizzate) pubblicazioni.
Nel libro si smascherano impostori vestiti da agenti letterari. “quelli veri non domandano denari perché guadagneranno solo e soltanto dalla vendita del manoscritto”.
Molti sono gli autori citati, e affondati da Lupi: l’atroce Santacroce e la scadente Melissa P.. Ammaniti, che esalta Lansdale senza averne titolo: chi è Ammaniti?, Capossela per i suoi strapromossi racconti da poco, Brizzi di “Jack Frusciante”, la Cochetti per il pressappochismo de “L’autore in cerca di editore”, Balestra e Coelho; la Vinci che plagia “Giardino di cemento” di McEwan nel suo “Brother and Sister”, Avoledo che per diletto parla di costume su un periodico, De Carlo che sta riscrivendo “Due di due” da circa ventuno anni, la Ciabatti da Orbetello che campa per stroncature a tutta pagina; Citati per le marchette sulla collana dei classici del suo gruppo editoriale e D’Orrico per l’arte della marchetta, in generale (memorabile il passo sul “poeta” Pietro Bottai) e il di lui figlio Faletti; l’editore Dino Audino (già redattore/usurpatore di Savelli) e i suoi manuali americani brossurati da euro diciotto, l’ex arbitro Collina che pubblica una biografia illeggibile e irrichiesta, il commissario Giuttari e il suo secondo lavoro da romanziere, l’inqualificabile libraccio di cronaca nera dell’altro ferraride Giorgio Dell’Arti; Gene Gnocchi e le sue pubblicazioni in Stile Libero, racconti e poesie, la Mazzantini e i romanzi da sartine (con parziale rivalutazione della Tamaro!), Nove e l’orrore della stupidità e della mediocrità messa a sistema, Orengo e Tuttolibri, Minimum Fax e le sue mediocri antologie acchiappanicchie, la merda del “Corpo” di Scarpa e la medietà buonista del Veltroni narratore da 19 Marzo. Più tenero con i Wu Ming e il fu Luther Blissett, in un capitolo finale che sembra paradossalmente quasi pubblicitario, a meno di non voler riconoscere intenti speculativi nel loro copyleft (caro ai Quindici).
Ci invita invece a leggere autori pregevoli ma poco conosciuti Boccardi e Penni, Lansdale (in particolare per gli horror), Veronesi (”La forza del passato”), Buzzati, Tabucchi, Pallavicini, Carver, Calvino, Cassola, Pavese, Consonni (”Wrong”, recensito anche da Pallavicini su Pulp), il regista Virzì.
Che dire? Che lupi ha avuto le “palle” di mettere per iscritto grandi verità, spesso leggiamo quello che vogliono farci leggere, non importa se hanno capacità narrativa o tutti ciò che serve per emozionare. Un liro che parla di ingiustizie e di quando questo ambiente, come tanti altri in realtà siano corrotti.
Una pecca: il linguaggio usato da Lupi, sgrammaticato e a volte si ha difficoltà nel proseguire la lettura, ma l’incazzatura è tale che forse scritto in altro modo non avrebbe dato il tono giusto, non sò! E’ il primo che leggo di Lupi quindi mi astengo dal giudicare la forma grammaticale, mi sono riproposta di leggere altro di questo autore, poi vi saprò dire. Nel frattempo lo consiglio vivamente.
Lo stesso Lupi dice di “Nemici miei” e “Quasi quasi” faccio un corso di scrittura

“È il seguito ideale di Quasi quasi, una seconda parte del mio fazioso viaggio nel mondo letterario italiano. Questo nuovo libro è concepito come un dizionario degli autori da evitare, non mancano pagine sarcastiche, cattive, satiriche, ironiche… ma non sempre sono state capite, soprattutto da certi bersagli pieni di sé ma privi di autocritica. Non scriverei più un libro come questo, come non rifarei un Quasi quasi, non mi sono serviti a niente, se non a farmi dei nemici tra i più permalosi… Il mondo letterario italiano non è certo cambiato per merito mio, ma tutto è continuato come prima. Ogni giorno nasce un editore a pagamento (pure tra gli insospettabili) e frotte di fessi corrono a ingrassarlo, magari dopo se la prendono con i piccoli che fanno onestamente il loro mestiere. Ogni giorno nascono agenti letterari che si fanno pagare per fare editing e dopo non vendono un tubo a nessuno, magari gli unici editori che trovano sono a pagamento… Ogni giorno il buon D’Orrico riempie le pagine del Corriere della Sera di idiozie mascherate da scoperte letterarie (vedi Piperno e soci…). Nemici miei e Quasi quasi sono due libri nati da solenni incazzature, ma credete a me era meglio se le incazzature me le tenevo…”
Gordiano Lupi

Cenni biografici dell’autore

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Capo redattore de Il Foglio Letterario e Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Collabora con Mystero e con la Casa Editrice Profondo Rosso di Roma. Pubblica racconti per X Comics, Blue e Underground Press. Scrive soggetti e sceneggiature per fumetti realizzati graficamente dal disegnatore Oscar Celestini (pubblicati su X Comics, Blue e Underground Press). Ha pubblicato: Lettere da Lontano (Tracce, 1998), Il mistero di Incrucijada (Prospettiva, 2000), L’età d’oro (Il Foglio, 2001), Il giustiziere del Malecón (Prospettiva, 2002), Le ultime lettere di Pilvio Tarasconi (Il Foglio, 2002), Per conoscere Aldo Zelli (Il Foglio, 2002). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particolar – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007). I suoi lavori più recenti sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Cannibal – il cinema selvaggio di Ruggero Deodato (Profondo Rosso, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa, 2004), Orrore, erotismo e pornografia secondo Joe D’Amato (Profondo Rosso, 2004), Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (Profondo Rosso, 2004), Le dive nude – vol. 1 – il cinema di Gloria Guida e di Edwige Fenech (Profondo Rosso, 2005), Serial Killer italiani (Editoriale Olimpia, 2005), Nemici miei (Stampa Alternativa, 2005), Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari – in collaborazione con Fabio Zanello – (Profondo Rosso, 2006), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio, 2006) e Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006). Il suo ultimo libro è il saggio Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006). Di prossima pubblicazione: Il cinema di Sergio Martino (in collaborazione con Fabio Zanello). Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol.it
Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come Cominciamo bene le storie di Corrado Augias (libro Serial killer italiani), Uno Mattina di Luca Giurato (libro Serial killer italiani), Odeon TV (trasmissione sui Serial killer italiani) e La Commedia all’italiana su Rete Quattro (dove ha parlato di Gloria Guida e di commedia sexy). È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche per i suoi libri e soprattutto per il saggio su Cuba intitolato Almeno il pane Fidel che sta facendo discutere. I suoi libri sono stati oggetto di numerose recensioni e segnalazioni che si possono leggere al sito ww.infol.it

di Katia Ciarrocchi

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