ArteRecensione: Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti


Giacomo Ceruti, Ritratto di vecchio con carlino, olio su tela, 74 x 57 cm. Collezione privata

Sono i nostri compagni di viaggio. Sovente amati, ma anche, troppo spesso, maltrattati o ritenuti di categoria spirituale inferiore: gli animali, che in sé contengono la parola anima. Domestici o selvaggi, anch’essi hanno riempito la storia e il tempo cosmico di questo pianeta. Alla loro popolazione, in tale concetto così idealmente trascurata, alla loro essenza, oltre l’apparenza, in relazione più simbiotica di quel che possa credersi con la società degli individui umani, dedica una splendida mostra il bresciano Palazzo Martinengo: Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti. Attraverso la tangibilità simbolica dell’arte, in quell’orizzonte di finzione che sa raccontare la quotidianità o trasfigurarla, si susseguono nelle sale del bellissimo palazzo dipinti di Giacomo Ceruti, Jan Roos, Giovanni Benedetto Castiglione, Francesco Ubertini detto Bachiacca, Guercino, Pietro Boel, Michelangelo Cerquozzi, Rosa da Tivoli, Giuseppe Recco, Luca Giordano, Niccolò Cassana, Giovanni Maria Crivelli, Giorgio Duranti, Jacob Victor, Candido Vitali, Cesare Dandini, Michelangelo Pace da Campidoglio, David de Koninck, Paolo Porpora, Francesco Zuccarelli, Lorenzo Lippi, Domenico Fiasella, Pietro Liberi… Una magnifica congerie di opere: cani e gatti, il cigno, il fenicottero, l’asino e la volpe, capre, pesci, tacchini, galli e pulcini, cavalli, elefanti, rapaci, conigli, il dromedario e le scimmie, pavoni e uccelli d’ogni genere, rettili et alii. Nella Natura, anatomicamente perfetti, fra gli esseri umani, in metamorfosi, immersi in paesaggi reali o immaginari, compresi capricci e bizzarrie assortite. Animali che suscitano tenerezza e meraviglia o, secondo i pregiudizi, anche ribrezzo, che muovono al riso, esotici, utili, “inutili”. Su tutti, grazie alla valentia degli artisti più disparati il marchio del Bello.
Oltre ottanta opere, che coprono un arco temporale di due secoli, dal Cinquecento al Settecento. “[…] i più grandi maestri del Rinascimento, del Barocco e dell’Età dei Lumi, da Raffaello a Caravaggio, da Guercino a Tiepolo fino a Ceruti, hanno spesso dipinto animali sia in rappresentazioni autonome – alla stregua di veri e propri ritratti caratterizzati anche psicologicamente – che in compagnia dell’uomo, soprattutto in occasione di commissioni ufficiali da parte di nobili e aristocratici. Inoltre, traendo ispirazione dai testi biblici e dalla letteratura classica greca e latina, gli artisti hanno licenziato tele nelle quali l’animale è l’assoluto protagonista – come, ad esempio, nell’episodio dell’Arca di Noè – oppure comprimario, divenendo attributo iconografico dei santi più venerati – Girolamo con il leone, Giorgio con il drago, Giovanni Battista con l’agnello –, o parte essenziale del racconto mitologico. Basti citare, ad esempio, le storie di Diana cacciatrice accompagnata dal suo fedele cane, Ganimede e l’aquila, Leda e il cigno e il ratto di Europa escogitato da Zeus trasformato in toro. Senza dimenticare gli affascinanti personaggi della maga Circe – che aveva il potere di trasformare i suoi nemici in animali – e di Orfeo che, suonando la lira con impareggiabile maestria, incantò gli animali e la natura”, ben spiega il curatore Davide Dotti.
Il percorso espositivo, ideato dal comitato scientifico internazionale della mostra, è suddiviso in numerose sezioni tematiche rispettivamente dedicate a: Animali nella pittura sacra; Animali nella pittura mitologica; Cani; Gatti; Pesci, rettili e insetti; Uccelli; Animali della fattoria; Nani e pigmei Vs. animali; Animali esotici e fantastici. Completano l’itinerario delle schede scientifiche ben realizzate, che focalizzano l’attenzione sullo stato delle specie protette, “la salvaguardia dell’ambiente, la biodiversità, la cultura della sostenibilità contro lo spreco di risorse, il rispetto degli ecosistemi e la lotta contro il bracconaggio”.
Una mostra ricca, curiosa e oltremodo stimolante.

Alberto Figliolia

Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti, a cura di Davide Dotti. Organizzazione dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia e del Comune di Brescia, in partnership con WWF Italy, Palazzo Martinengo, via dei Musei 30, Brescia. Fino al 9 giugno 2019.
Catalogo Silvana Editoriale.
Orari: mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 9 alle 17,30; sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 20; lunedì e martedì chiuso (biglietteria aperta sino a un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra). Apertura straordinaria: 2 giugno.
Prenotazione obbligatoria per tutte le tipologie di visita guidata: tel. 3804650533; e-mail gruppi@amicimartinengo.it.
Info e prenotazioni: tel. 3273339846; sito Internet www.animalinellarte.it; e-mail  info@amicimartinengo.it.

 

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