Teatro: Giuseppe Cederna in “Da questa parte del mare” da Gianmaria Testa


Domenica 22 ottobre, ore 18, al Teatro delle Ariette
[Via Rio Marzatore 2781 – località Castello di Serravalle]
Ingresso libero fino esaurimento posti.

Produzioni Fuorivia e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
presentano
GIUSEPPE CEDERNA
in
Da questa parte del mare
da GIANMARIA TESTA
regia Giorgio Gallione
elementi scenografici Lorenza Gioberti
luci di Andrea Violato

Produzioni Fuorivia / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
in collaborazione con Teatro dell’Archivolto

STRANIERI
A TEATRO NELLE CASE / TERRITORI DA CUCIRE #2
XXI edizione
23 settembre – 22 ottobre 2017
Valsamoggia, Bologna

Sarà Giuseppe Cederna a concludere domenica 22 ottobre, alle ore 18, il festival ‘A teatro nelle case’ al Teatro delle Ariette (Via Rio Marzatore 2781, località Castello di Serravalle), con Da questa parte del mare, il libro della vita di Gianmaria Testa, arrivato in libreria, purtroppo postumo, il 19 aprile, per Giulio Einaudi Editori con prefazione di Erri De Luca, che e ora diventa spettacolo teatrale, diretto da Giorgio Gallione, produzioni Fuorivia / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in collaborazione con Teatro dell’Archivolto.
Da questa parte del mare” è il racconto dei pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita ad ognuna delle canzoni dell’album omonimo, ed è anche, un po’, il racconto di Gianmaria stesso e delle sue radici. È il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, il racconto delle radici e della loro importanza. Radici che non sono catene, ma sguardi lunghi.
È il libro con cui Gianmaria si è congedato in pace, dopo una vita onesta e dritta. Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Gianmaria, un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza. È uno sguardo lucido, durato più di 20 anni, sull’oggi. Una lingua poetica, affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata.
Da qui si è partiti per dar vita ad uno spettacolo teatrale vero e proprio, con un linguaggio drammaturgico che potesse reggere alle tavole del palcoscenico e rendere possibile un viaggio a due voci, quella di Giuseppe Cederna, solo in scena alle prese con diversi personaggi da questa e dall’altra parte del mare, e quella di Gianmaria Testa, presente con la sua voce e le sue canzoni profetiche e umanissime. Giorgio Gallione ha curato non solo la regia, ma anche il passaggio di parole pensate per la pagina scritta al teatro. Lo ha fatto mescolando le parole di Gianmaria a quelle delle cronaca quotidiana e a quelle di due osservatori attenti del fenomeno migratorio contemporaneo: Marco Revelli e Alessandra Ballerini.
“Da questa parte del mare” è un viaggio lirico e ruvido, per storie e canzoni, sulle migrazioni umane, ma anche sulle radici e sul senso dell’“umano”. In scena alcuni sassi e un cerchio di terra che abbraccia un simbolico mare nostrum da attraversare e da difendere, sul palco un attore che dà voce, attraverso le parole di Gianmaria Testa, a quelli che non hanno voce per essere ascoltati.
Lo spettacolo è un continuo alternarsi di voci e personalità distinte, trovate e ritrovate su un mare che abbraccia e divide, culla e annega. Giuseppe Cederna si incarna nelle loro storie raccontate attraverso una recitazione impeccabile, affettuosa e graffiante, lacerante e tenerissima. Proprio come le canzoni e le parole di Gianmaria Testa.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

“Ciao socio, compare, fratello che non mi è capitato in famiglia e che ho cercato intorno,
grazie di accomunarmi al libro della tua vita, che non è un’autobiografia ma una multibiografia di persone e di luoghi, dove sei anche tu…”

Erri De Luca

Produzioni Fuorivia e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
presentano
GIUSEPPE CEDERNA
in
Da questa parte del mare
da GIANMARIA TESTA
regia di Giorgio Gallione
elementi scenografici Lorenza Gioberti
luci di Andrea Violato
Un ringraziamento a Alessandra Ballerini e Marco Revelli per il loro contributo nella stesura del testo
Produzioni Fuorivia / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
in collaborazione con Teatro dell’Archivolto
Date tour
22 ottobre 2017 –  VALSAMOGGIA (BO) – Teatro Delle Ariette
dal 31 ottobre al 12 novembre 2017 – TORINO – Teatro Gobetti
14 novembre 2017 – ASTI – Teatro Alfieri
15 novembre 2017 – COMO – Teatro Sociale di Como
16 novembre 2017 – IVREA (TO) – Teatro Giacosa
17 novembre 2017 – ALESSANDRIA – Teatro San Francesco
18 novembre 2017 – COLUGNA di TAVAGNACCO (UD) – Teatro Luigi Bon
24 novembre 2017 – COPPARO (FE) – Teatro Comunale De Micheli
3 dicembre 2017 – BRA (CN) – Teatro Politeama Boglione
5 dicembre 2017 –  SAVIGLIANO (CN) – Teatro Milanollo
6 dicembre 2017 – CORREGGIO (RE) – Teatro Asioli
7 dicembre 2017 – GONZAGA (MN) – Teatro Comunale di Gonzaga
23 febbraio 2018 – MONTEMURLO (PO) – Sala Banti
25 febbraio 2018 – PANICALE (PG) – Teatro Caporali
1 marzo 2018 – RUSSI (RA) – Teatro Comunale di Russi
2 marzo 2018 – FIDENZA (PR) – Teatro Girolamo Magnani
e altre date in via di definizione
Info e prenotazioni Teatro delle Ariette
Via Rio Marzatore 2781 località Castello di Serravalle
40053 Valsamoggia (BO) – Tel e fax +39 051 6704373
info@teatrodelleariette.itwww.teatrodelleariette.it
fb: Teatro delle Ariette

LA STAMPA

Dicono gli antropologi che la retorica delle «radici», sempre usata come arma contundente ideologica nei confronti di chi non condivide i nostri stessi tratti storici è solo un altro degli imbrogli che giustificano le sopraffazioni. L’umanità ha i piedi per muoversi e spostarsi, non filamenti infissi nel terreno. Il resto è veleno identitario. Nessuno lascerebbe la propria casa, a meno che non sia la tua stessa casa a gridarti che devi fuggire perché arriveranno quelli con le lame e il fuoco a bruciare tutto. Ogni altro posto può essere più sicuro. Questo è il senso dell’emigrazione e delle onde umane che cercano di passare il Mediterraneo. Perché la loro casa brucia. Questo in estrema sintesi potrebbe essere il senso di uno spettacolo lirico e ruvido come Da questa parte del mare […]
[…] Il titolo è quello del libro (e di un disco a monte del tutto) che Gianmaria Testa ha lasciato come estremo dono prima di andarsene, un anno fa, un libro che incrociava storie personali e storie di chi è dovuto emigrare per forza. Storie aspre e bellissime […]
In scena sassi, un simbolico contorno di terra che abbraccia uno specchio d’acqua simulacro di «mare nostrum». Cederna è e non è al contempo la voce di Testa, affiorante con lacerti accennati di canzone: è la voce scheggiata di quelli che non hanno voce […] della sindaca di Lampedusa e di Agnese di Palermo, la «grande madre mediterranea» È LA VOCE che accoglie tutti […] GIÀ, UNA CASA: forse è questo il cuore di Da questa parte del mare, uno spettacolo che dovrebbe girare anche nelle scuole […].

Guido Festinese

Il manifesto – 6 maggio 2017

La collaborazione tra Giuseppe Cederna sul palco e Giorgio Gallione alla regia non poteva che garantire uno spettacolo di grande efficacia e profondità. […]
[…] All’attore romano va riconosciuto il merito di avere offerto una recitazione impeccabile in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico e a gestire come un regista in scena una narrazione che alterna voci e personalità distinte in un continuo campo e controcampo che ha quale elemento costante un mare che salva e insieme danna. Il successo è stato pieno come comprovano gli scroscianti applausi di un uditorio realmente emozionato che, oltre a Giuseppe Cederna e a Giorgio Gallione, ha esteso grande calore all’affettuoso ricordo di Gianmaria Testa.

Gabriele Benelli
www.sipario.it – 29 aprile 2017

[…] Una matassa scura e fitta avvolge l’intero palcoscenico all’alzarsi delle luci. Nero e grigio scuro o grigio petrolio, a tratti blu, sono decisamente i colori dominanti di questa produzione. Attraverso un’esile tenda, Giuseppe Cederna si insinua in questo garbuglio, proiezione che in qualche modo suggerisce e si fa icona dei tanti fili narrativi che man mano si svolgono tra parole e piccole azioni. Cavalcando una sedia, sedendovisi di lato, mettendo i piedi in una pozzanghera-mare al cui centro un sasso-scoglio indica Lampedusa, l’attore ci accompagna dentro un preciso sguardo, rivolto a decifrare la tensione che tante vite umane genera, a guardare in faccia il senso del migrare contrapposto a quell’esperienza altra che viviamo da viaggiatori al che il mare nostrum lo percorrono in direzione opposta […]
[…] Gallione taglia e ricuce il materiale del libro per una tessitura affacciata soprattutto sul mare, per far emergere quest’altro protagonista, il Mediterraneo. Mescolando i fatti della contemporaneità, […] cantato e recitato si amalgamano e si intersecano, perché le canzoni proseguono il racconto o lo precisano. Sono veraci interventi che sanno di sale, di vento, di strade, di sole cocente, restituiscono visione e materia alle figure evocate dalle parole. […]
[…] Un episodio scivola nell’altro in una colatura di vicende umane che si assomigliano e si associano a dipingere un grande quadro fatto di molte tinte diverse, ma tutte sporcate da quel liquame misto a petrolio, nero o bluastro, in cui tanti migranti muoiono avvelenati prima ancora di arrivare a destino.
Un poetico languore triste attraversa questo spettacolo che, come un cantico dedicato a creature perdute, celebra un cantore e il suo pensiero, abbracciando passato e presente di una vasta umanità, attraversata ora per caso ora con intenzione, mai con indifferenza.

Laura Santini
www.mentelocale.it – 28 aprile 2017

 

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