Giulio Maffii – L’odore amaro delle felci


A cura di Gordiano Lupi

Ne L’odore amaro delle felci Giulio Maffii perfeziona il concetto di “atonalità mista”, sua intuizione nata sviluppando un andamento rapsodico della scrittura che sfugge ai canoni perfetti del contrappunto, come bene insegnava Schönberg per la musica. La poesia al pari delle piccole cose offre una possibilità di salvezza, nella certa consapevolezza del dubbio, nella ricerca di vie d`uscita alla sconforto umano e all`inquietudine che turba il vivere quotidiano. Maffii utilizza un linguaggio che Elio Pecora definisce “fuoco mite e durevole”, dando vita a ritmi e motivi che si snodano e si riallacciano tra loro partendo dall`esergo affidata ai versi di Margherita Guidacci non a caso tratti dal libro Poesie per poeti. Maffii è un grande studioso e conoscitore della poesia, delle sue regole e  dei  suoi paradossi: come direbbe Sandro Penna “Io non so più se muoio o se rinasco” e i versi contenuti in questo libro ne sono la riprova. Il libro di rara intensità si snoda in due parti complementari in cui i motivi si sviluppano e si riallacciano tra loro come in una partitura. “Un ritmo fluido, incalzante, a volte sincopato, raramente aspro e pausato. In questo ritmo risiede il fascino di questa poesia decisamente post-montaliana, allineata ai tempi odierni, tutta giocata tra disincanto e tentativo di non perdere le coordinate di un’esistenza che si sente spesso anonima e svilita” come correttamente nota Enrico Cerquiglini. Un lavoro innovativo che e` stato premiato con il prestigioso “Sandro Penna”   nel passato appannaggio delle più importanti voci poetiche contemporanee.

Il mondo in tanta parte telchino
non lo sarà mai del tutto
una specie di lutto
in chi si crede grande
e porta in sé la sua rovina
così mi addentro
nella via di fuga
il gioco il tempo il ritmo delle foglie
lasciano semi d’ansia
radici sotterranee
Mi salvo lontano dalla gloria
delle cose effimere
mi salvo nella storia
delle cose piccole

Gordiano Lupi – www.infol.it/lupi

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