Giovani Promesse. Intervista a Martino Gozzi


A cura di Elena T

Un romanzo definito “di formazione”. Nuovi incontri, amori, tennis, università. Questi in sintesi gli argomenti di “Giovani promesse”, il secondo romanzo del ventottenne ferrarese Martino Gozzi, pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Come definiresti il tuo romanzo?
A me piacciono le cose semplici, e quindi direi che Giovani promesse è – molto semplicemente – un romanzo. Poi, chi lo prenderà in mano, a seconda delle inclinazioni, lo troverà un romanzo di viaggio, di sport o di formazione. Oppure nessuna di queste cose. Emiliano, il protagonista, non sembra animato dalla volontà di diventare un grande tennista… Emiliano gioca a tennis fin dalla prima adolescenza, perché si diverte e perché gli riesce particolarmente bene. L’arrivo all’Anderson Accademy – la scuola di tennis vicino a New York dove è ambientata buona parte della storia – coincide per lui con una prima presa di coscienza: il talento non basta. Per diventare professionisti bisogna impegnarsi con grande dedizione.

Uno sport di solitudine il tennis. La scelta è voluta appositamente?
È uno sport che mi ha sempre affascinato. È vero, nel tennis si compete necessariamente da soli, uno contro uno. Sul terreno di gioco, più ancora che la tenuta fisica, conta quella psicologica: la capacità di non cedere ai tranelli della mente, di mantenere alta la concentrazione. Giocare a tennis, in un certo senso, significa prima di tutto confrontarsi con se stessi, con le proprie ambizioni ma anche con i propri limiti. Bianca e Camilla, due ragazze opposte nella personalità ma che affascinano Emiliano. Anche di fronte a questa scelta si ritrova in difficoltà… Emiliano ha diciassette anni quando conosce Camilla. Si trova a un passo dalla maturità, dall’età adulta, e per la prima volta si rende conto che la vita è fatta di scelte. E che queste scelte, che lo si voglia o meno, comportano delle conseguenze.

Nel romanzo è presente una precisa connotazione descrittiva, un preciso stile…
È così. Ma credo che ogni storia, per essere raccontata, abbia bisogno di uno stile proprio. Quando ho cominciato a scrivere, sapevo solo che questo libro sarebbe stato necessariamente molto diverso dal precedente. Poi, capitolo dopo capitolo, la storia ha preso questa forma.

Cosa hai voluto catturare con questo romanzo?
Al cuore del libro c’è questa coppia di parole, che ho avuto in mente fin dall’inizio. Presenza e appartenenza. Si tratta, a mio avviso, di due condizioni tipiche dell’esperienza contemporanea, ed Emiliano vive in bilico tra l’una e l’altra. Da un lato, nella sua vita, ci sono la casa, la famiglia, il legame con un luogo, con una rete di persone, un senso di radicamento; dall’altro, invece, c’è lui soltanto, sbalzato in un contesto radicalmente nuovo. Emiliano si trova scisso tra questi due modi dell’essere. Sei una giovane promessa della letteratura, questo è il tuo secondo romanzo.

Hai vissuto un “viaggio di formazione” come quello del protagonista Emiliano?
Sono convinto che ogni viaggio sia un’esperienza di formazione. In questi giorni sono tornato dalla Lituania, dove ho vissuto per tre mesi e dove ho imparato molto. Da come si sbucciano correttamente le patate, a cosa significa fare i conti con il passato.

Cosa è la scrittura per te?
Il modo migliore che conosco per raccontare qualcosa a qualcuno.

Sei di Ferrara, la città di Antonioni, di Bassani, l’importanza delle opere dei tuoi conterranei la senti presente?
Antonioni e Bassani sono due mostri sacri e la loro influenza – credo – non vale solo per chi è nato a Ferrara. Alcune delle loro opere hanno scavato così a fondo nel nostro immaginario, che spesso alcuni frammenti, alcune immagini, alcuni dettagli dei loro lavori, riaffiorano inconsapevolmente, trasfigurati, nella scrittura di molti contemporanei.

Titolo: Giovani promesse
Autore: Martino Gozzi
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 16.00
Collana: I narratori
Data di Pubblicazione: Febbraio 2009
ISBN: 8807017741
ISBN-13: 9788807017742
Pagine: 238
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

Il romanzo in breve
Autunno, 1998. Emiliano ha diciassette anni quando ottiene una borsa di studio che gli apre le porte di una prestigiosa accademia di tennis negli Stati Uniti. Si ritrova catapultato all’estremità orientale di Long Island. Tutti, qui, sono giovani talenti del tennis, e la competizione è alta. Ma ci sono anche feste da organizzare, scorribande notturne e sfide che bisogna vincere a tutti i costi, non solo sulla terra rossa. A sole cento miglia, magnetica e scintillante, New York. D’un tratto l’altra metà del mondo appare a Emiliano lontanissima, quasi irreale, come anche l’immagine di una ragazza minuta, fragile e intelligente – Bianca – che lo sta aspettando. Cresce intanto il vitale rapporto con il compagno di stanza Nuke e l’infatuazione di entrambi per Camilla Banks. Una condivisione che presto diventa conflitto, scontro anche fisico. Molto deve ancora accadere. E il ritorno in Italia per Natale rimette tutto in discussione.
Cosa conta di più? Il futuro di una giovane promessa del tennis o la promessa di un amore? La muta lealtà amicale o una nuova maturità? C’è spazio per una vera, profonda educazione sentimentale?

Elena T

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