Cinema: Ghost in the Shell


Recensione film “Ghost in the Shell” di Rupert Sanders

Nel mondo dei Cyborg
TRA l’acciaio bionico di “Terminator” e la sensibilità umana dei replicanti di “Biade Runner” c’è il maggiore Mira, primizia riuscita di trapianto di cervello in robot. Al servizio di una squadra speciale nella guerra tra aziende, hacker e scienziati per la supremazia cibernetica, una piroettante Johansson in “chroma key” cerca l’identità rubata. In 3D, prova ad aggiornare, dal manga famoso del 1989, le risorse di serie tv e vidogiochi alla più spericolata, visionaria “action” digitale. Fin troppo disegnata a cartoon la metropoli dove i cattivi vogliono un mondo di cyborg da dominare per la morale sul nostro presente, al limite dell’umorismo involontario l’incontro con la mamma, ma dettagli e tranche d’azione confermano doti del regista di “Biancaneve e il cacciatore”. Immancabile brand jap, Kitano.

Silvio Danese

Titolo originale: Ghost in the Shell
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 120′
Regia: Rupert Sanders
Cast: Scarlett Johansson, Takeshi Kitano, Juliette Binoche, Michael Pitt, Pilou Asbæk, Kaori Momoi, Chin Han, Danusia Samal, Lasarus Ratuere, Yutaka Izumihara, Tuwanda Manyimo

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