Georges Simenon – Maigret e l’uomo solitario


A cura di Renzo Montagnoli

Uno strano caso
Ciò che mi colpisce di più quando leggo un libro di Simenon, sia che si tratti di un giallo con protagonista il celebre commissario Maigret, sia che abbia a che fare con romanzi noir, o comunque con un’atmosfera di sospetto, è lo straordinario stile dell’autore belga. L’opera può essere più o meno riuscita, ma è innegabile la presenza di una qualità di assoluta eccellenza con una scrittura piana, relativamente semplice, ma diretta, tale da riuscire sempre a coinvolgere il lettore. Non è che Simenon ami dilungarsi nelle descrizioni dei personaggi e degli ambienti, anzi le sue sono poche e misurate pennellate che consentono a chi legge di vedere come se fosse là, sul luogo della scena. E’ questo il caso anche di Maigret e l’uomo solitario, con un’insolita vicenda che trae origine dall’omicidio di un barbone, rasato di fresco e con le mani estremamente curate, tanto da far dire a Maigret “Sembra un vecchio attore nel ruolo di un barbone”. Qui non ci sono cieli con nubi gravide di pioggia, né nebbie fitte e impenetrabili, anzi siamo in una Parigi agostana, in parte spopolata dai suoi abitanti per la tradizionale villeggiatura, ma affollata di turisti. Ma ritorno allo stile e rilevo, piacevolmente, che ho l’impressione di essere in strada con il commissario a Montmartre, alla ricerca di alberghetti e pensioni compiacenti, così come ho netta la sensazione di vedere la birra che ogni tanto si concede nei bistrot, insomma più avvinto di così non potrei essere.  Simenon, senza ricorrere all’eloquenza di un D’Annunzio o di un Sholokhov, rende partecipi con un’immediatezza a dir poco strabiliante, ma non è l’unico pregio, perché vi è anche una capacità considerevole di sondare in profondità l’animo umano, di mettere a nudo l’intimo di ognuno, dal maggior indiziato a una clochard testimone. E, se non bastasse anche la trama veramente interessante, l’autore belga ha l’innato dono di condurre per mano il lettore in modo che giunga insieme a Maigret all’identificazione del colpevole, senza colpi di scena improvvisi, ma con pedine mobili che poco a poco scoprono un tassello di un intricato mosaico quale è quasi sempre un fatto delittuoso.
A volte scoprire il colpevole non è un piacere, quando questi meriti, per circostanze varie, tutta la nostra pietà, la stessa pietà che Simenon  riserva a personaggi non naturalmente inclini all’omicidio, ma che lo hanno commesso per fatalità o anche per un estremo senso di giustizia. E così, in questi casi, la vera vittima finisce con l’essere quello che subirà il carcere, fatto non inconsueto nella produzione dell’autore belga, che finisce sempre con l’offrire un concetto variegato di giustizia che solo il lettore disattento non potrà cogliere.
Maigret e l’uomo solitario è un eccellente romanzo e, quindi, è meritevole di lettura.

Titolo: Maigret e l’uomo solitario
Autore: Georges Simenon
Traduttore: Mambrini S.
Prezzo: € 10.00
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi. Le inchieste di Maigret
Data di Pubblicazione: Luglio 2011
ISBN: 8845926036
ISBN-13: 9788845926037
Pagine: 184
Reparto: Gialli > Giallo classico

Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatre romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».

Le Centre d’études Georges Simenon et le Fonds Simenon de l’Université de Liège si trovano all’indirizzo: www.ulg.ac.be/libnet/simenon.htm.

Renzo Montagnoli Sito

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