Recensioni: Gavino Puggioni – Afonie indispensabili


Recensione libro “Afonie indispensabili. Incontri di-versi” di Gavino Puggioni

Noi e l’infinito
Nella breve nota introduttiva dell’autore c’è un cenno a Giacomo Leopardi, con la citazione dell’ultimo verso dell’Infinito (e il naufragar m’è dolce in questo mare), quel perdersi negli spazi incommensurabili dell’infinito, una riflessione che può portare allo sgomento, ma anche a una dolce struggente malinconia. E questo infinito è un motivo ricorrente nella poesia di Gavino Puggioni che, pur tuttavia, resta ancorata alla realtà di ogni giorno, ma tiene conto dell’umano dolore, delle tragedie che accompagnano l’esistenza, quali le ingiustizie e le guerre. Il poeta si chiede giustamente, visto che noi siamo un nulla di fronte a uno spazio temporale che trascende ogni umano concetto, perché mai non dobbiamo condurre un’esistenza di affetti e di pace, senza prevaricazioni, ma solo aprendo il proprio animo agli altri. E ciò appare tanto più indispensabile quando si consideri che la solitudine permea quell’attimo fuggente che è la vita di ognuno di noi. Nascono così dei versi di pacata riflessione, si instaura un dialogo con il proprio “io” volto al coinvolgimento di terzi, si apre un cancello nel muro che altrimenti rinchiude e isola, un desiderio di comunicazione in cui il poeta si libera da vincoli innati e acquisiti nella convivenza, esprime una sincerità offerta in pegno di un reciproco comprendere.
Sono molte le poesie di questa silloge e anche varie, pur nel rispetto di quel fil rouge di cui ho accennato, scritte in una metrica libera che comunque non prescinde dal raggiungimento di un equilibrio strutturale convergente in un’apprezzabile armonia. Non mancano quelle del ricordo, legato alla propria terra e in cui è ben espresso il percorso seguito per cercare di dare un senso alla propria vita (Era la vita / in quelle verdi vallate / bruciate dopo dal solleone / ridente / nell’arcobaleno delle stagioni/…) (Pietra di mare / arsa dal sale / amore nel sole / neve fissata/ nella croce / del tempo). Quella che però esprime meglio il pensiero dell’autore, permeata da un pessimismo esistenziale, è secondo me Questa vita, che merita di essere riportata integralmente perché compendia abilmente quell’infinito senso di solitudine per cui è giustificabile l’accostamento a Leopardi (Questa vita / come l’amore / Questa vita / fatta di terra / e di nuvole / di fumo e di fuochi / Questa vita / che sembra correre / e invece è ferma / fatta di parole inutili / Questa vita / che corre senza argini / nella culla di pensieri  / arrugginiti dal tempo / Questa vita / come l’amore / vive di trasparenza / nell’attesa di una porta / che rimarrà chiusa / per sempre).
Ecco, credo che Gavino Puggioni sia riuscito a scrivere una silloge che rappresenta, non solo per lui, il frutto di una lunga serie di riflessioni sull’esistenza, in modo chiaro e senz’altro di gradevole lettura; a mio avviso Afonie indispensabili è il suo capolavoro, magari irripetibile, anche se auguro all’autore di ripetersi, di allietarci con altre e nuove pregevoli raccolte.

Titolo: Afonie indispensabili. Incontri di-versi
Autore: Gavino Puggioni
Prezzo copertina: € 12.00
Editore: Thoth
Data di Pubblicazione: 2017
EAN: 9788898025916
ISBN: 8898025912
Pagine: 146

Gavino Puggioni è nato a Porto Torres (Sassari) nel 1939. Scrive dall’età di 18 anni ed ha pubblicato le sue prime poesie in alcune riviste letterarie nel 1959. Dopo una lunga parentesi dedicata al lavoro, nel 2003, pubblica ‘Finagliosu’, con dodici racconti giovanili e, dal 2004 al 2013, le raccolte: ‘L’arcobaleno in giardino’, ‘Nel silenzio dei rumori’, editi dalla Magnum Edizioni di Sassari. Negli ultimi anni: ‘Le nuvole non hanno lacrime’, altra silloge, pubblicata da Edizioni Il Foglio Letterario, di Piombino; ‘Nelle falesie dell’anima’, silloge autopubblicata. Diverse sue poesie sono state premiate in vari concorsi letterari, nazionali e internazionali, ed altrettante pubblicate in una decina di antologie.

Renzo MontagnoliSito

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