Gabriella Bertizzolo: Figlio di Mercurio


Citazioni tratte da: Figlio di Mercurio [la mente ri(s)cattata]

Dovevo avventurarmi nella realtà della carne, infilare il mio cazzo nelle gole profonde, nelle fiche e nei culi delle puttane, dato che le pornostar mi erano precluse per le mie ridotte finanze e le ragazze normali mi avevano tradito. Dovevo annusarla la vita, tradurre in pratica le fantasie con esperienze concrete, dovevo assolutamente dare un’impronta di realtà ai miei sogni e ai miei desideri di vendetta.

Ripensavo agli occhi limpidi e buoni di Ernestina, ultimo baluardo di una fallita speranza, all’odio e all’acredine maturata verso le donne che mi avevano umiliato. Prima fanno di tutto per adescarci, sedurci, usarci e poi ci scaricano e si vendicano su di noi.

Leggo una pagina datata… 1992 (il nome del mese è illeggibile)
Mi sento il corpo come quello di un riccio tutto ricoperto di aculei, solo il viso ne è privo. Cammino sulle zampe instabili e spesso inciampo, cado e mi appallottolo. Il mio desiderio più grande è quello di andare in letargo per mesi e mesi e non sentire più le voci dello psichiatra, degli infermieri, della psicologa, degli amici, di mia madre… A volte cambio idea e vorrei essere una larva molle sgusciata dall’ involucro prima del tempo. Una larva che striscia per terra ferendosi al contatto con i più piccoli sassolini… A volte il cuore fa degli sbalzi, ho le palpitazioni, le braccia vanno per conto loro e mi sembra di nuotare… Sento un sapore salmastro in bocca… mi specchio e vedo un viso che non avevo mai visto prima… ha la bocca semiaperta e le narici sono dilatate… sono diventato un pesce… forse il grongo di Gavino… Anche i pochi mobili della camera sono permeati del mio stato abulico: freddi e asettici, incarnano il grigiore di infinite giornate… Guardo i medici e i miei compagni senza vederli, parlo con suoni inarticolati, brandelli di parole… Altre volte il petto mi scoppia e corro in avanti per assecondarlo… ma non trovo niente cui aggrapparmi… sto sprofondando in una voragine senza forma né fondo… Tutto a volte mi fa paura, altre volte invece mi provoca una goduria indescrivibile. .. So che qualcosa di straordinario mi sta aspettando alla fine del tunnel, ali ‘apertura dell’orifizio. Ieri ho sentito una sinfonia melodiosa… suonava per me, ne sono sicuro… E Floriana che, nuda, pizzica le corde dell’arpa con le sue dita affusolate…

Tre colori per l’identificazione delle tre parti di me che spesso si fronteggiavano come arditi combattenti nelle giostre medioevali. Ma c’era anche un quarto quaderno, con la copertina azzurra dove Davide, il poeta, scriveva sonetti e testi in rima.

La solitudine, l’unico comune denominatore dell’umanità.

La mia mente mise ancora meglio a fuoco il nucleo della perdita per afferrarne il concetto. Ecco, stava affiorando alla coscienza la sensazione che si trattava di una cosa che conteneva in sé tutti i luoghi e gli anni della mia vita sprecata. Un oggetto ancora vago ma senz’altro capiente e capace di contenere il quando e il dove della mia esistenza. – Io sentivo con un’urgenza spasmodica di aver perso un oggetto unico e insostituibile che dovevo ritrovare a ogni costo per sopravvivere a me stesso.

Facendomi male sarei stato meglio, mi sarei affrancato , dalle catene della mia mente più resistenti di quelle del carcere. Solo vivisezionando il mio passato sarei stato arbitro del mio futuro, solo tradendo me stesso il ricatto della mia mente si sarebbe convertito in riscatto.

Titolo: Figlio di Mercurio [la mente ri(s)cattata]
Autore: Gabriella Bertizzolo
Editore: Leonida
Collana: Narrativa
Prezzo: € 13.00
Data di Pubblicazione: 2013
ISBN: 8897995284
ISBN-13: 9788897995289
Pagine: 200
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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