Fratelli d’Italia di Neri Parenti


Neri parenti

A cura di Gordiano Lupi

Fratelli d’Italia è commedia all’italiana in tre episodi – non uniformi e abbastanza volgari – tutto sommato divertente, soprattutto quando si ispira alla pochade e alla commedia sexy.
Christian De Sica è un borgataro romano che si spaccia per il figlio di Gardini per conquistare una bella ma volubile ragazza dell’alta società. Alla fine decide di tornare con i suoi simili, abbandona lo yacht dei ricconi e preferisce la compagnia dei trucidi che se la fanno con due ragazze di strada. Il tema non è nuovo nella commedia all’italiana, alta o bassa che sia, ricordiamo simili personaggi interpretati da Vittorio De Sica e Luigi Proietti.
Jerry Calà è un playboy di provincia che scommette un milione con gli amici del bar per portarsi a letto la moglie del padrone dell’azienda in cui lavora. Sabrina Salerno interpreta da par suo la disponibile compagna del re del panettone veronese (il dottor Sauli, impersonato da un ottimo Gian), perché come curve non le manca niente, ma la sua recitazione è a livelli molto modesti. L’episodio termina con la sconfitta del playboy che si trova a fronteggiare un’improvvisa apparizione del padrone nell’albergo dove si era rifugiato per consumare il tradimento. Commedia sexy citata a piene mani, ma più morigerata che in passato, diluita in salsa pretelevisiva.

Il terzo episodio vede un ottimo Massimo Boldi nei panni di un tifoso del Milan in trasferta che deve fingersi romanista per non essere fatto a pezzi da due ultrà capitolini. Il finale vede Boldi massacrato da tifosi rossoneri, romanisti e persino dalla polizia.
I tre episodi sono legati dal misero collante di un’auto a noleggio in transito che introduce il protagonista della storia successiva. Non si tratta di grande commedia all’italiana, ma gli interpreti sono bravi e si muovono bene conferendo spessore a tre storie ispirate al nostro cinema del passato. Il segmento più debole è il primo, interpretato da un diligente Christian De Sica, mentre Jerry Calà rispolvera la commedia sexy e la pochade in una farsa degli equivoci divertente anche per la presenza di un’ottima spalla come Gian.
Parenti cita a piene mani l’erotismo degli anni Settanta, mitigandolo come suo stile e non concedendo più di tanto alla vista degli spettatori. Per esempio vediamo Gian sbirciare la moglie dal buco della serratura, ma il regista non insiste e fa solo intuire, senza mostrare quello che il marito vede nel bagno. L’episodio più riuscito è il terzo che vede Boldi alle prese con il suo personaggio preferito: il milanese sciocco vessato dai prepotenti e costretto a comportamenti fantozziani.

Soggetto e sceneggiatura sono di Carlo ed Enrico Vanzina. Non si fa fatica a notarlo perché i personaggi sono tipici della loro filosofia.

Gordiano Lupi
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Regia di Neri Parenti.
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo ed Enrico Vanzina.
Interpreti: Christian De Sica, Jerry Calà, Massimo Boldi, Sabrina Salerno, Massimo Serato, Gloria Paul e Maurizio Mattioli.

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