Francis Scott Fitzgerald – Tenera è la notte


Francis Scott Fitzgerald in “Tenera è la notte” descrive la malattia della moglie Zelda, Nicole (nel romanzo). Narra il collasso psichico di una vittima, di uno stile di vita e il fallimento di Dick Diver a rappresentare il collasso mentale di un uomo integro, irretito e corrotto dal denaro. Fitzgerald elaborò la storia del crollo mentale di Zelda e di Dick Diver per nove anni e poi continuò a elaborarlo nelle successive versioni del libro: tre rimaste allo stadio di manoscritto e due pubblicazioni ma Fitzgerald non ne fu mai soddisfatto di nessuna.
E’ la storia di Dick Diver, giovane psichiatra che ha sposato la bella Nicole Warren che un rapporto incestuoso con il padre ha reso schizofrenica. Dick non esercita più la professione ma lavo- ra a un libro. La ricchezza di Nicole permette alla coppia di vivere, come in un dorato sogno, tra la riviera francese e Paris con un piccolo gruppo di amici: tra questi è Abe North compositore alcolizzato, e Tommy Barban soldato di ventura francese innamorato di Nicole. Al gruppo si unisce Rosemary, bella attrice del cinema, sana e splendente ra gazza americana, attraverso gli occhi della quale ci è presentata all’inizio del romanzo la vita dei Driver. Dick si innamora di lei, si abbandona all’alcol, perde la sua disinvolta sicurezza e la sua inesauribile disponibilità. Nicole non trova più in lui l’appoggio di un tempo e il suo equilibrio psichico ne è sconvol to. La loro unione si sgretola. Nicole trova un nuovo compagno in Tommy. Dick si arrende alle forze della notte e ritorna negli stati Uniti senza lasciare tracce. ( Da Antenati)
Il romanzo è diviso in tre libri. Il primo libro è accentrato intorno a Rosemary (riconoscibile ritratto di Lois Moran, che Fitzgerald conobbe a Hollywood nel 1937, quando fu chiamato da George Considine a scrivere una sceneggiatura per la “Stella” Costance Talmedge), introduce i Diver “dall’esterno” ed è quasi tutto ricavato dalla prima versione.
La tecnica tipica di Fitzgerald è di introdurre i suoi personaggi come apparizioni, come presenze vagamente mistiche, scaltramente seducenti nel suscitare il desiderio di scoprire l’enigma che le circonda: una tecnica tanto più importante per un autore che i suoi personaggi li ricava da persone realmente esistite (si sa che Fitzgerald aveva l’abitudine di annotare i dialoghi dei suoi “modelli” e riportarli a volte di peso nei libri).
Il secondo libro inizia con l’incontro tra Dick e Nicole, il cui caso è presentato dal dottor Gus Struppen, e introduce un sogno di Nicole, Rosemary si da a Dick per compassione.
Il terzo libro fu composto rapidamente nel 1933 mentre Fitzgerald collaborava con il dottore che curava Zelda nella clinica, ove era ricoverata.
L’autore lo rimpianse sempre, scrisse a Maxwell Perkins: “Darei qualunque cosa per non aver dovuto scrivere la parte terza di Tender is in the night sotto stimolante. Se l’avessi riguardato in totale sobrietà credo che sarebbe stato molto diverso”.
Fitzgerald trasse il titolo dell’opera da un verso dell’Ode all’usignolo di John Keats: “… Io volerò a te… sulle ali invisibili della poesia… Tenera è la notte / e felicemente la Luna Regina è sul suo trono… ma qui non c’è luce…
Il libro inizia con un’apparente banalità in fondo descrive un’attrice, ma in realtà andando avanti con la lettura ci si rende conto di quando sia profondo in tutte le sue sfaccettature.
L’autore considerato tuttora da alcuni “frivolo” e “superficiale” dal punto di vista dell’impegno sociale, è in realtà un durissimo denunciatore della ricchezza come fonte di corruzione e quindi di disintegrazione morale. Il tema della corruzione esercitata dalla ricchezza ritorna in tutti i suoi libri. Dal primo Di qua dal paradiso, dove Amory Blain si lascia disintegrare dalla necessità e dal desiderio di guadagnare soldi decadendo dallo stato di raffinato intellettuale a quello di aspirante arrivista nell’ansia di “far carriera”. Il tema ritorna via via in Belli e dannati, dove Antony Patch, viziato dal possesso e dal miraggio del denaro, intenta un processo moralmente illegale pur di impadronirsi di una cifra che in realtà non gli appartiene. In questa corruzione si distruggerà non soltanto psichicamente ma anche fisicamente, fino a ridursi su una sedia a rotelle. In Il grande Gatsby, dove Joy Gatz-Gatsby pur di conquistare la ragazza amata che lo aveva respinto in gioventù per la sua povertà diventa un gangster e finisce assassinato in una torbida storia; e infine in Tenera è la notte, dove Dick Dever, brillante promessa della psichiatria europea, finisce medicone in villaggi sperduti d’America per essersi lasciato corrompere dal miraggio di una vita ricca e potente.
Denaro come veleno senza antidoto nella minaccia contro la libertà umana. Una minaccia che Fitzgerald provò sulla pelle permettendo al denaro di esercitare una forza maggiore sul talento.

Titolo: Tenera è la notte
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Curato da: Pivano F.
Prezzo: € 12.50
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
Data di Pubblicazione: Settembre 2005
ISBN: 8806174533
ISBN-13: 9788806174538
Pagine: XVIII-384
Reparto: Narrativa > Narrativa classica

Nato a Saint Paul (Minnesota) nel 1896 (morto a Hollywood nel 1940). Il padre era un gentiluomo del sud di scarsa fortuna economica, la madre di ascendenza cattolica e irlandese, figlia di un ricco commerciante. Grazie al nonno materno studiò alla Newman School (New Jersey) e poi a Princeton dove strinse durevole amicizia con Edmund Wilson, la sua “coscienza intellettuale”. Nel 1918 lasciò gli studi per arruolarsi nell’esercito. Incontrò a Motgomery (Alabama) Zelda Sayre, che divenne modello di tutte le “ragazze dorate” dei suoi racconti, e che sposò appena raggiunse i primi successi letterari. Fitzgerald divenne famoso e ricco, visse tra Europa e America, tra Paris dove conobbe gli espatriati americani (Stein, Hemingway, Dos Passos), e New York in piena “età del jazz”. Nel 1921 nacque la figlia Scottie, iniziarono le difficoltà finanziarie e emotive di Fitzgerald, i sintomi della malattia mentale di Zelda che nel 1929 fu costretta a ricoveri sempre più frequenti in clinica (nel 1948 morì nell’incendio del- la clinica in cui viveva). Dimenticato, alcoolizzato, Fitzgerald tentò disperatamente di trovare un lavoro a Hollywood come sceneggiatore. La morte lo colse al lavoro.

Katia Ciarrocchi

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