Francesco Baldassi – La giovinezza non muore


A cura di Renzo Montagnoli

Non muore mai, non muore
la giovinezza nascosta / dentro il cuore
quando piena s’accende l’espansione
dello spirituale soffio dell’eterno!

Perché tu hai inondato con l’ardore
il fondo, l’anima
che si stringe alla speranza.

Hai rimosso
ogni consuetudine del cuore
avversa alla novità del cielo.

(da La giovinezza nascosta)

Ha ragione Matteo Pugliares quando nella sua incisiva presentazione parla di un viaggio, un movimento inteso come inevitabile cambiamento, dalla tensione interiore causata dallo scorrere dei tempi dell’anima.
In effetti Baldassi rivela un progressivo approccio alla fede con un percorso tutto interiore che lo porta a riscoprire l’innata spiritualità di ogni essere umano e che nel caso specifico si manifesta in un sentire e percepire convergente con la religione cristiana.
Non ci è dato di conoscere il motivo di questo avvicinamento, ma ritengo che non sia improbabile possa derivare da una visione della vita meno pragmatica e positivista in forza di un approfondimento che, nella ricerca dell’IO, ha trovato spiragli per tentare di approdare all’Assoluto.
Quindi, più che una conversione, potrei dire che il tutto riviene da un percorso filosofico che, attraverso l’introspezione, ha svelato nature sopite, finendo con il consentire la percezione di una verità sul perché della vita.
La poetica di Baldassi, che già avevo apprezzato in L’involucro del nulla, raccolta influenzata in modo marcato dall’ermetismo e che posso considerare propedeutica dell’attuale, come del resto anche evidenziato dall’autore nella sua nota, qui stranamente si fa più limpida, meno incline a svariate interpretazioni, come l’artista avesse acquisito certezze in quel lungo cammino ora arrivato alla meta.

Solo parole per aprire il sogno
e la distanza che sovrasta
questa sperduta landa del destino.

Il mondo nel silenzio
sulla croce apre ancora
le sue braccia.

(da Malinconia)

Si apprezza, in particolar modo, la linearità dei versi, il fluido scorrere delle parole, in immagini di grande effetto, che nulla hanno a che vedere con il misticismo, ma sono il frutto di una riflessione sulla condizione umana e sul Supremo che ne ha delineato i contorni affinché l’uomo, che vuole sapere con il cuore, in questa consapevolezza trovi la via della verità.
La giovinezza non muore è un’opera di sicuro interesse e presenta il non trascurabile vantaggio di essere accessibile anche a chi, pur non credente, ricerchi in sé il mistero della vita.

Titolo: La giovinezza non muore
Autore: Francesco Baldassi
Curato da: Pugliares M.
Editore: Tabula Fati
Prezzo: € 7.00
Collana: A lume spento
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8874751710
ISBN-13: 9788874751716
Pagine: 80
Reparto: Studi letterari > Poesia > Poeti

Francesco Baldassi vive a Roma dove è nato nel 1938. È stato insegnante di scuola elementare; ha studiato presso i Padri Cappuccini della Provincia di Roma sino all’età di ventiquattro anni.
È laureato in pedagogia, con una tesi su Karl Raimund Popper.
Dal 1969 ha partecipato a movimenti culturali giovanili della capitale ed ha frequentato i sabato letterari alla Libreria Ferro di Cavallo e, successivamente, il gruppo autogestito di “Pubblico e Privato” ed il collettivo “Valore d’Uso”.
Dal 1968 ha condiviso posizioni ideologiche, culturali e pedagogiche della sinistra, fin verso la fine degli anni Novanta, conclusisi col ritorno apparentemente improvviso e quasi imprevedibile, alla fede.
Ha pubblicato le seguenti sillogi poetiche: Ceneri del cortile (Rebellato, Padova 1969), Identificazioni e Ossessioni (Gabrieli, Roma 1976), Questa luce indossata dalle nostre parole (Rebellato, Padova 1983), Prova generale (Gabrieli, Roma 1985), Stupore (Gabrieli, Roma 2003), Il volto e la parola (Pigreco, Roma 2004), L’uomo è la sua minaccia (Tabula Fati, 2005), La forza della vita (Patti 2006), Amore coniugale (Tabula Fati, 2006), Lieve il vento (Tabula Fati, 2007), L’involucro del nulla (Tabula Fati, 2008) e La giovinezza non muore (Tabula Fati, 2009). Ha esordito nella narrativa con il romanzo Il ritorno (Bonaccorso, Verona 2008).

Renzo MontagnoliSito

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