FOOD – Mercurial Balm


2269 XA cura di Giuseppe Maggioli

FOOD -Mercurial Balm- (ECM).
Nella musica niente è perduto dal punto di vista emotivo e le conseguenze umorali che trasporta sono tra le più intense. Il progetto Food, al secolo Thomas Stronen (drums, turntable, loop, elettronics), Iain Ballamy (saxophones) più qualche eminenza grigia del jazz nordico come Eivind Aarset, Christian Fennesz e Nils Petter Molvaer, formano un collettivo dei più arditi e rappresentano il versante ‘strano’ e ambient dell’indie jazz mondiale.Ritmiche spezzate, celestiali, l’influenza di Harold Budd e Jan Garbarek che si sente lungo le 10 tracce, le infinite guitar alla Michael Brook usate per codificare e sminuzzare un prodotto sonoro dei più avvincenti ascoltato nell’ultimo periodo. Il jazz digitale di Astral si scontra con i fili sonanti di Nebular con inpercettibili variazioni, mentre l’avanguardia minimale Di Moopie ha si un approccio lezioso con la tromba di Petter Molvaer ma le sue risonanze-elettroniche-magnetiche caratterizzano l’intero asse di questo Mercurial Balm che costituisce uno dei migliori passi in casa ECM. Allievi della musica profusa da Jon Hassel, LaMonte Young, Brian Eno, il “combo ambientale” si prodiga in trame dilatate, apparizioni fugaci e un graduale suonoonirico che getta il jazz moderno nelle viscere sperimentali della musica del terzo millennio, affascinante ed evocativa.

Giuseppe Maggioli


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