Festina Lente Teatro presenta “La vita fragile”, regia di Andreina Garella


Per festeggiare i 40 anni della Legge Basaglia, Festina Lente Teatro presenta “La vita fragile”, regia di Andreina Garella, in scena al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia il 19 e 20 maggio

Per festeggiare i quarant’anni della Legge Basaglia, una delle più grandi rivoluzioni culturali del nostro tempo, Festina Lente Teatro, sabato 19 e domenica 20 maggio, dalle 16 alle 19, presenta al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia lo spettacolo itinerante “La vita fragile. Ha quarant’anni la Legge Basaglia”, regia di Andreina Garella, ambientazione Mario Fontanini, realizzato in collaborazione con Dipartimento di Salute Mentale AUSL di Reggio Emilia e Scandiano e Fondazione I TEATRI nell’ambito di Reggionarra.
In scena il gruppo fuori dall’ordinario composto da Stefano Barbieri, Elena Beltrami, Luciano Bertazzoni, Marco Cavalli, Giovanni Coli, Carmine Cirillo, Marco Di Franco, Gaia Gambarelli, Monica Gandolfi, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Giuliano Iembo, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Karmen Montanaro, Antonia Prandi, Gianluca Tagliavini, Massimo Torri, Aurelio Vergai accompagnati dalle musiche travolgenti della Banda di Quartiere di Reggio Emilia diretta da Emanuele Reverberi.
Impegnata dal 2002 a condurre un progetto di Laboratorio Teatrale rivolto a persone con fragilità e disagio psichico, Andreina Garella anche in questo nuovo lavoro, come nei precedenti, vuole sottolineare come la fragilità sia una delle tante forme di stare al mondo, dare spazio ad altri modi di essere, aprire nuove strade di riflessione per liberare da stereotipi e luoghi comuni che tuttora accompagnano chi soffre di un qualsiasi disagio.
“La vita fragile” è un percorso dove, in alcuni punti, si svolgeranno, in contemporanea, diverse azioni teatrali, che si ripeteranno ininterrottamente. Gli spettatori, così come i visitatori di una mostra, potranno seguire le indicazioni o scegliere liberamente il proprio tragitto e le “stazioni” in cui soffermarsi.
Nel foyer del teatro, psichiatri, artisti, storici, cittadini, racconteranno il loro rapporto con la Legge Basaglia per ricordare a tutti che in Italia non si dovrà rispondere mai più al disagio psichico con l’internamento, la segregazione e l’esclusione.
“La vita fragile” è ‹‹dedicata a tutti quelli che non lo fanno apposta, a chi è un poeta e non lo sa, a chi arriva sempre un po’ dopo e a chi lo aspetta, alla libertà, a chi è gentile, a chi è timido, a chi è mite, a chi non è indifferente, alle differenze, a chi tiene sempre le porte aperte,  a tutte le persone nascoste, invisibili, fragili, a chi è ancora capace di ascoltare e tacere, alle parole che guariscono, alle parole fragili, a chi ha male all’anima, alla follia che è in noi, alla fragilità del silenzio, a chi non sa cos’è la follia, può essere tutto o niente, a chi ha dimostrato che l’impossibile può diventare possibile, che il teatro l’abbia sempre vinta!››

Biglietto d’ingresso: Posto unico € 7,00
Prenotazione obbligatoria. Sono previsti 5 turni d’ingresso. Il pubblico entrerà in modo scaglionato, ogni 3/4 minuti, nei seguenti orari: 16.00/16.30, 16.30/17, 17.00/17.30, 18.00/18.30, 18.30/19.00.
Informazioni e prenotazioni
Tel. 0522.458811
www.iteatri.re.it

‹‹Per me tutto è nato nel Parco di San Giovanni, su quella collina dove si trovava l’ex Ospedale Psichiatrico di Trieste. La mia pratica teatrale è incominciata in quei luoghi. Era la fine degli anni settanta e proprio li, dentro l’ex manicomio, avevamo uno spazio prove per i nostri spettacoli, pieno di luce e sempre aperto. Il Parco, da quel momento, diventa un luogo di innovazione e cambiamento, si apre alla città, i “matti” sono liberi di uscire e i “cittadini” di entrare. Condividevamo gli stessi spazi con grande naturalezza, sembrava quasi impossibile che quello stesso luogo fino a pochissimo tempo prima avesse avuto i cancelli chiusi, sbarrati, a segnare un netto confine tra un fuori e un dentro, tra follia e normalità.
A Reggio Emilia ho iniziato a collaborare con il Dipartimento di Salute Mentale nel 2003 e forse questa collaborazione non è stata un caso. Poi tutto è accaduto nel modo più naturale, l’incontro con gli utenti e il dare spazio ad altri sguardi e altre sensibilità. In questi anni si è formato un gruppo stabile aperto, fatto di attori fuori dagli schemi, che collabora con me nella realizzazione degli spettacoli. Un gruppo di straordinaria umanità, capace di trasformare la fatica del vivere in poesia e di offrirsi al pubblico con la sincerità del proprio corpo, dei propri movimenti, della propria voce. Vite “difficili” che con sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contendono lo spazio scenico alle convenzioni sociali, alla prepotenza, all’egoismo, nel tentativo di liberarsi da imposizioni che imprigionano.
Ho abbandonato da tempo il rapporto con attori di professione, prediligo le persone, che rimangono tali anche sulla scena, non si trasformano mai in personaggi, ma diventano persone straordinarie; ognuno di loro nasconde un segreto, un enigma, un mistero, il mio lavoro è quello di rendere tutto questo più percepibile e visibile sulla scena. La vita autentica si impone alla forma e la vita irrompe sul palcoscenico mettendo in crisi la finzione. Cerco di mettere a disposizione del teatro ciò che in queste persone è sottile e impercettibile; credo e vedo che quello che ne scaturisce è “poesia dell’invisibile”, quella poesia dalle infinite e imprevedibili potenzialità. 
Il mio non è un teatro terapeutico, il teatro non fa distinzioni di genere, è teatro e basta. L’acqua sicuramente disseta, il teatro sicuramente fa bene. Ma fa bene a tutti, a chi lo fa e a chi lo guarda, ci ricorda che dobbiamo vivere in un altro modo, recuperare lentezza, ascolto, empatia››.

Andreina Garella, Festina Lente Teatro
(estratto dal libro “A teatro. In compagnia” a cura di Bruna Zani, ed. Pendragon, 2017)

Festina Lente Teatro propone un teatro attento alla società, indicatore di eventi e cambiamenti che modificano il modo di essere, un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente. La necessità del fare teatro è l’urgenza del dire, per creare relazioni, scambi, incontri, per resistere, difenderci da un mondo che spesso ci spaventa e spesso non riconosciamo. È un teatro che fa drammaturgia con i racconti di donne migranti, con le visioni poetiche dei matti, con le storie di donne indigene, con i disagi, con i razzismi e le discriminazioni. Raccoglie nella grande discarica dei valori ciò che quotidianamente viene dispensato dalle relazioni tra gli uomini, fino ad entrare nell’animo dello spettatore attraverso i difetti di fusione del suo sentire.
La Banda di Quartiere è un laboratorio musicale aperto e rivolto a musicisti principianti, 20 elementi coordinati dal maestro Emanuele Reverberi che affrontano un repertorio che tocca varie geografie e tradizioni musicali: dalla tradizione popolare emiliana, ai colori dei Balcani, alle luci della musica ebraica, restituendo il tutto in una personalissima versione.

Teatro Cavallerizza, sabato19 e domenica 20 maggio 2018
dalle 16.00 alle 19.00
Festina Lente Teatro – Progetto Teatro e Salute Mentale
LA VITA FRAGILE
Ha quarant’anni la legge Basaglia
Progetto e regia Andreina Garella
Ambientazione Mario Fontanini
Musiche Banda di Quartiere diretta da Emanuele Reverberi

Con Stefano Barbieri, Elena Beltrami, Luciano Bertazzoni, Marco Cavalli, Giovanni Coli, Carmine Cirillo, Marco Di Franco, Gaia Gambarelli, Monica Gandolfi, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Giuliano Iembo, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Karmen Montanaro, Antonia Prandi, Gianluca Tagliavini, Massimo Torri, Aurelio Vergai
Organizzazione Patrizia Marcuccio
Ufficio Stampa Raffaella Ilari
In collaborazione con AUSL Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia e Scandiano
Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia nell’ambito di Reggionarra

Festina Lente Teatro
Fraz. Paroletta 110, 43012 Fontanellato (PR)
Tel. 349.5243604
www.teatrofestinalente.blogspot.cominfo@festinalenteteatro.it
FB https://www.facebook.com/FestinaLenteTeatro/?fref=ts

Ufficio Stampa Raffaella Ilari
mob. +39.333.4301603
email raffaella.ilari@gmail.com

 

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