Festina Lente Edizioni presenta: La città del però 1


Contenuti: A dispetto dei ferraresi, Ferrara è Patrimonio dell’Umanità. Stretti fra un passato (anche calcistico) glorioso e un presente (anche calcistico) un po’ così, i discendenti degli Estensi si crogiolano nella astrusa convinzione di vivere nell’ombelico del mondo, condizione che peraltro il suddetto mondo ignora allegramente: e il primo piano urbanistico d’Europa, e il primo Palio del mondo, e il primo pane ‘cum li orletti’, cioè a dire la coppia ferrarese, e la città col maggior numero pro capite di biciclette, e la città col maggior numero pro capite di ladri di biciclette, e via magnifi cando. Così, nelle pagine del libro passa sotto le forche caudine della satira affettuosamente complice degli scritti di Andrea Poli e degli acuminati disegni di Andrea Pizzirani e Luca Ghetti la composita fauna della città e dintorni annessi e connessi: ciclisti bricconi, agricoltori esigenti, gelosi cultori delle eccellenze gastronomiche della tradizione, automobilisti prevaricatori. Il tutto condito dagli eventi che scandiscono il lento scorrere della vita in città: il Palio, il Festival delle mongolfi ere, la saga dei musicisti di strada meglio nota come Busker’s Festival, le partite della Spal.
Un’umanità varia che rappresenta in fondo uno spettacolo nello spettacolo della piccola superba pretenziosa meravigliosa fantastica unica città di cotto rosso.

Titolo: La città del però. Vizi e virtù di Ferrara e dei ferraresi
Autori: Luca Ghetti, Andrea Pizzirani, Andrea Poli
Editore: Festina Lente Edizioni
Collana: Piccola biblioteca del sorriso
Prezzo: € 16.00
Data di Pubblicazione: Novembre 2012
ISBN: 8897589049
ISBN-13: 9788897589044
Pagine: 128
Reparto: Politica e società > Società e cultura > Studi culturali
Trailer libro: http://www.youtube.com/watch?v=NyP13jaynyw

Gli autori:
Luca Ghetti, classe 1966, è stato dotato dal Fato di uno straordinario talento nel campo delle arti fi gurative. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, si dedica con pari successo alla pittura -su tela e su intonaco – alla ceramica, al disegno umoristico, alle illustrazioni, alla rinfrescatura delle pareti della camera da letto. Sarà per legge di compensazione che il suddetto Fato non è stato con lui altrettanto
prodigo in materia grigia: nei fi ne settimana, infatti, abbigliato da primitivo Gallo Lingone col nome di battaglia di Tarvos, va in giro per lo Stivale a prendere legnate vere da antichi Romani fi nti.

Andrea Pizzirani, classe 1960, ha fatto molte cose nella sua vita, se si eccettua il lavorare: il geologo, l’editore, il fumettista, impaginatore, esperto di computer, viaggiatore all’estero, collaboratore di prestigiose case editoriali. Unico docente universitario italiano a perdere la cattedra prima ancora di averla vinta, è fervente ammiratore, non ricambiato, del disegnatore Quino.

Andrea Poli, classe da vendere, spazia con la sua multiforme attività in tutti i campi della letteratura scritta: giornalista, scrittore, poeta, zzirudellaro, è la conferma vivente del vecchio detto: chi fa troppe cose è perché non ne sa fare bene neanche una. Nei ritagli di tempo tiene in caldo una sedia in un ente pubblico. Affetto da manie di grandezza, sogna che alla sua morte gli venga intitolata un’arteria della sua amatissima città; la commissione toponomastica del Comune, in considerazione del suo giro vita, ha già deciso di intestargli Largo Andrea Poli.


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