Recensione docufilm: Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato


Via del Campo c’è una bambina/ con le labbra color rugiada/ gli occhi grigi come la strada / nascon fiori dove cammina.

Così bello da piangere. 3 gennaio 1979, Padiglione C della Fiera Internazionale di Genova. Una folla giovane, strabocchevole, per il concerto di Fabrizio De André accompagnato dalla PFM. Il cantautore e la band di progressive rock più famosa d’Italia, il Cantagruppo per dirla alla Franz Di Cioccio, il talentuoso e versatile batterista del complesso di Impressioni di settembre. È un De André trentanovenne quello che suona: bello, forte, con le stimmate del poeta maledetto, un santo anarchico, un affabulatore senza pari, giovane e già inventore di canzoni epocali. E gli arrangiamenti, le improvvisazioni e le divagazioni della PFM si sposano magistralmente e magnificamente con le parole deandreiane. Alla faccia di tutti coloro che storcevano il naso all’idea dell’insana alleanza fra due pianeti in apparenza (e soltanto in apparenza) inconciliabili. E il miracolo avvenne.
Le immagini di quello storico concerto sono state recuperate da un nastro conservato dal regista di quell’evento Piero Frattari e sono divenute preziosissima testimonianza nel docufilm Fabrizio De André & PFM-Il concerto ritrovato, che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane dal 17 al 19 febbraio.
“Tutto quello che era rischioso e improbabile per lui andava bene…” (Dori Ghezzi). “Vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo” (Franz Di Cioccio). “Fabrizio era un visionario” (Franco Mussida). Il film, che si avvale della regia di Walter Veltroni, presenta integralmente il concerto e tutta una serie di contributi e interviste ai protagonisti di quello straordinario incrocio artistico. La formazione sul palco era così costituita: Faber, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Lucio Fabbri, Roberto Colombo e, come supporter, David Riondino. E i brani, immortali: La canzone di Marinella, Andrea, Il testamento di Tito, Un giudice, Giugno ’73, La guerra di Piero, Amico fragile, Zirichiltaggia, Rimini, Via del Campo, Avventura a Durango, Bocca di rosa, Volta la carta, Il pescatore. Ciascuna, un capolavoro.
Altri vent’anni di vita avrebbe avuto Fabrizio e tanti altri superlativi pezzi avrebbe regalato al suo popolo e al mondo. È bellissimo immergersi in questo film, che non è affatto una mera e astuta “operazione nostalgia”, bensì un documento di rara bellezza nonché la ricostruzione di anni che non erano solo di piombo, ma altamente fecondi e creativi, colmi di ideali da realizzare. Grazie anche alle parole e alla musica di Fabrizio De André e della PFM. Perché dai diamanti non nasce niente/ dal letame nascono i fior/ dai diamanti non nasce niente/ dal letame nascono i fior

Alberto Figliolia

Trailer: Trailer https://www.youtube.com/watch?v=lyFvgAOK7kM&feature=emb_logo
Lo storico live di Genova
FABRIZIO DE ANDRÉ IN CONCERTO – ARRANGIAMENTI PFM
sarà un docufilm diretto da Walter Veltroni
“FABRIZIO DE ANDRÉ E PFM. IL CONCERTO RITROVATO”
nelle sale cinematografiche solo il 17, 18, 19 febbraio

 

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