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Fabio Geda – Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani

5 settembre 2008 | 361 viewsCommenta

A cura di Claudio Arzani
Titolo: Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani
Autore: Geda Fabio
Editore
: Instar Libri
Data di Pubblicazione: 2007, pag: 198
Collana: I Dirigibili
ISBN: 8846100867
Fabio Geda vive e lavora a Torino come educatore professionale. Conosce dunque il mondo dell’emarginazione, delle nuove povertà, dell’immigrazione nel BelPaese seguendo il miraggio di un futuro dorato o comunque appena decente. Un mondo nel quale vive Emil Costantin Sabau, tredicenne rumeno, orfano di madre, entrato clandestinamente nel nostro paese su un trasporto di riso, amante assoluto dei fumetti e del linguaggio di Tex Willer. Presto abbandonato dal padre rimpatriato e incarcerato a seguito di una rissa, ospitato da un architetto con tendenze maniacali verso l’ordine e la perfezione, dal quale sarà costretto a fuggire. Con un incontro fortunato: un gruppo di ragazzi e ragazze punk, cane compreso, in partenza lungo i liberi sentieri dell’Europa, destinazione Germania. Nulla di più fortunato, poiché a Berlino dovrebbe vivere, a quanto il padre ha raccontato a Emil, il nonno, Viorel Vasile Sabau, pacifista ed artista di strada senza fissa dimora che lui non ha mai visto né conosciuto. Un vero colpo di fortuna, per il giovane, ma, lassù nei land ariani, l’attende una brutta sorpresa: il nonno, con la sua compagnia teatrale, se n’è andato per portare il proprio messaggio di pace, uno spettacolo contro la guerra fino alla lontanissima Madrid, per uno spettacolo che, come annunciano i volantini, verrà replicato per dieci giorni, in Plaza del Dos de Mayo. Non si sa quale sia il santo che veglia su Emil. Senza escludere si tratti dello spirito di nonno Kit Carson, il pard di Tex. Sta di fatto che, dietro l’angolo, si profila l’incontro con un italiano, di professione fotografo, in procinto di partire destinazione la Francia: nulla in contrario a farsi carico di questo tredicenne, di aiutarlo a superare i confini di un’Europa senza più frontiere e barriere doganali. Parte dunque sferragliando il convoglio dalla stazione di Berlino ma, nel frattempo, la polizia spagnola caccia dalla piazza del Dos de Mayo il gruppo di pericolosi sovversivi la cui recita è tutta finalizzata al disarmo nucleare. Insomma, un romanzo carico di speranza, generosa fotografia di un’Europa che non conosce barriere e tantomeno è attraversata dalla violenza dei nuovi nazisti, da stupratori assassini, dal demone feroce del razzismo. Un’Europa che, a prescindere dalla loro etnia, non sporca le mani dei bambini con l’inchiostro delle Questure. Dunque, una fiaba? Forse, semplicemente, solo una delle due facce della medaglia. Lasciando l’altra, quella oscura, ad una realtà estranea al romanzo di Geda.
di Claudio Arzani

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