Eric-Emmanuel Schmitt – Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
A cura di Daniele della Libreria Fahrenheit 451 Quarrata (PT)
Titolo: Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Autore: Schmitt Eric-Emmanuel
Traduttore: Bracci Testasecca A.
Editore: E/O
Prezzo: € 8.50
Data di Pubblicazione: 2006
Collana: Super e/o
ISBN: 8876417117
ISBN-13: 9788876417115
Pagine: 123
Il breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino annovera vie che hanno il sapore delle favole: Rue Bleue, Rue de Paradis. Il quartiere dove abita l’adolescente Mose detto Momo, è pieno di vita e di luce, percorso da un’animazione popolare colorita e gaia, proprio l’opposto dell’appartamento in cui Momo vive con un padre, perennemente immerso nella penombra, eccettuato per il cono di luce serale che avvolge l’avvocato, senza affari e senza moglie, intento a leggere uno dei ponderosi volumi. Nonostante l’atmosfera pesante di una casa dalla quale l’amore sembra fuggito, Momo è un ragazzo dallo spirito aperto e curioso, ferito dalle accuse del padre e dalla sua indifferenza ma capace di reagire con una serie di spensierate trasgressioni.
Testo breve che a tratti riesce a dare il gusto della poesia, un racconto crudo dai toni delicati, per dirla in gergo pittorico quasi un acquarello.
Siamo nella Parigi dove ciascun quartiere è un piccolo mondo a se stante, dove tutti si conoscono, dove ci si parla e; la Parigi dei piccoli negozietti e delle baguettes, quella delle biciclette e dei baschi blu, la Parigi dove le prostitute, oltre alla loro professione, hanno un cuore.
La storia è quella di un’amicizia tra Mose’, un ragazzo di undici anni e monsieur Ibrahim, un commerciante arabo, dove “arabo significa aperto dalle otto a mezzanotte, sabato e domenica inclusi“.
Questa amicizia nata per caso, con il tempo diviene un legame fortissimo tra due persone sole. Mose’ vive con il padre, un avvocato depresso e capace unicamente di umiliarlo paragonandolo ad un fantomatico fratello maggiore simbolo di perfezione, e monsieur Ibrahim è un commerciante proprietario di una drogheria che siede dietro alla cassa dal mattino alla sera, tutti i giorni, feste comprese.
L’amicizia tra i due si costruisce a piccoli passi, cadenzati dalle visite giornaliere di Mose’ alla drogheria che comprendono, ogni volta, un piccolo furto da parte sua e una perla di saggezza elargita dal commerciante.
Monsieur Ibrahim, giorno dopo giorno, un fiore del Corano dopo l’altro, aiuta l’undicenne Mose’ a crescere e a superare anche l’avvenuto l’abbandono da parte del padre.
Ma ogni vera amicizia comporta uno scambio equo, uno spontaneo dare e avere.
Cosï Mose’, che tanto ha avuto da monsieur Ibrahim, lo ricambia riempiendo la solitudine del commerciante lontano dalla sua terra d’origine: la Mezzaluna D’oro.
Con un viaggio in auto attraverso l’Europa, monsieur Ibrahim e il suo figlio adottivo Mose’, soprannominato Momo, varcano i confini d’oriente e fanno rotta verso la Mezzaluna D’Oro.
In quella terra lontana entrambi troveranno qualcosa: monsieur Ibrahim troverà la morte e Momo l’inizio di una nuova vita.
Un bel racconto, una storia piena di sentimenti caldi e confortanti.
Un racconto con bei personaggi che si muovono in uno scenario di vita rassicurante, dove tutto è intriso di bontà e anche gli emarginati sono belli.
Note biografiche dell’autore:
(tratta da Zam)
Eric-Emmanuel Schmitt è nato a St. Foy Les Lyon nel 1960; figlio di due sportivi, ha preferito da subito gli studi letterari e si è diplomato al Conservatorio di Lione. Laureato all’Ecole Normale Supérieure d’Ulm a Parigi, ed aggregato di Filosofia nel 1983, appassionato di letteratura e di musica, Schmitt divideva il suo tempo fra i suoi corsi di filosofia e numerose letture. È dopo un viaggio nel deserto di Hoggar, dove l’autore racconta di aver vissuto un’esperienza unica, che decide di mettersi a scrivere. Nel 1991, il suo primo lavoro, La Nuit des Valognes, incontra un successo immediato. Schmitt s’impone come autore di successo nel 1993 con Le Visiteur, incontro improbabile fra Freud e Dio. Questa opera ottiene tre Molières nel 1994. Da allora ha scritto otto opere, tutte di grande successo, come Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e Piccoli crimini coniugali. La maggior parte delle opere sono tradotte all’estero e l’autore ha una fama internazionale. Molti suoi libri sono poi stati oggetto di trasposizioni cinematografiche. Jean-Paul Belmondo, Alain Delon, Omar Sharif, tra gli altri, hanno accettato con piacere di recitare nei ruoli dei suoi personaggi. Sono del 1997 un ritratto di Diderot e i romanzi La Secte des Egoistes e L’Evangile selon Pilate. Schmitt ha anche tradotto delle opere liriche. Premiato dall’Académie Française nel luglio 2001 con il Grand Prix du théâtre per l’insieme del suo lavoro, Schmitt è l’autore di teatro contemporaneo più rappresentato del momento. Per le edizioni e/o sono in preparazione i romanzi Milarepa, La part de l’autre e Lorsque j’étais une oeuvre d’art.
di Daniele della Libreria Fahrenheit 451 Quarrata (PT)
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