Ergastolani in libertà


A cura di Arturo Casalati

Paola Burci, cittadina rumena di 19 anni, è stata uccisa dai suoi sfruttatori perché non voleva prostituirsi.
Sergio Benazzi, magnaccia di Villadose (Rovigo) e Gianina Pistroescu, rumena e sfruttatrice di prostitute, sono coloro che hanno ucciso Paola Burci.
Questo è stato accertato in via definitiva in sede processuale, e quindi non ci sono dubbi.
Per questo reato Benazzi e la Pistorescu sono stati condannati entrambi all’ergastolo, come previsto dal Codice Penale della Repubblica Italiana.
I due assassini, però, di fatto sono liberi, a causa di un “inghippo” giudiziario.
Le uniche limitazioni alle quali sono sottoposti sono le seguenti:
– firmare una volta al giorno dai carabinieri;
– non uscire di notte;
– non espatriare, in quanto è stato loro ritirato il passaporto.
Come risulta evidente, si tratta di restrizioni di una durezza a dir poco spaventosa.
Giusto per avere un’idea di quella che è la realtà, Benazzi e la Pistroescu, hanno massacrato di botte la Burci, con una violenza tale da causarne la morte tra sofferenze atroci.
Dopo averla uccisa, giusto per completare l’opera e per dare il buon esempio alle altre prostitute della loro “scuderia”, hanno dato fuoco al suo cadavere.
Di casi come questo, in Italia, ve ne sono a decine ogni anno.
Ora la domanda è una sola.
In questo Paese esiste la giustizia?
A voi la risposta.

Arturo Casalati

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