In libreria: Energia survina. Parole e vita te nna fiata di Raffaele Bissanti


E’ in libreria “Energia survina. Parole e vita te nna fiata. Vocabolario storico salentino. Dialetto di Surbo” di Raffaele Bissanti

La lingua della nostra terra e del nostro passato è davvero destinata a perdersi, dimenticata, insieme alla storia di Surbo e del Salento? Il rischio che si corre è che molte parole potrebbero estinguersi non tanto dal nostro vocabolario quotidiano quanto dall’intero bagaglio della nostra cultura popolare. Voci storiche, ormai rare o desuete, tramandate dagli avi, rappresentano un’eredità di cui dovremmo essere fieri; il dialetto, parlato o scritto, in quanto strumento di comunicazione, deve essere vessillo della nostra cultura. L’opera ha la pretesa di voler porre, nel terreno dell’attualità, un seme, quello del senso di appartenenza ad un Paese, per far sì che col tempo possano emergere, nei cittadini, lo spirito di comunità e l’attaccamento ai valori che sono insiti nei rapporti sociali, linguistici, morali e organizzativi. Il dialetto è cultura e non può perdersi nel mare dell’appiattimento della globalizzazione.

Titolo: Energia survina. Parole e vita te nna fiata. Vocabolario storico salentino. Dialetto di Surbo
Autore: Raffaele Bissanti
Prezzo copertina: € 18.00
Editore: Esperidi
Data di Pubblicazione: giugno 2016
EAN: 9788897895831
ISBN: 8897895832
Pagine: 448
Formato: rilegato

Raffaele Bissanti (Surbo 1947), ha vissuto i primi anni della sua vita tra Bologna, Forlì e Bari. Nel 1960 rientra nel Salento iniziando il rapporto indissolubile con la sua terra. Per due volte Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Turismo a Surbo, si è interessato di ambiente e territorio raccogliendo nel corso degli anni appunti sulla lingua e sulle tradizioni del Salento, in particolare su quelle dell’area nord. Afferma l’Autore: “Questo vocabolario storico vuol’essere un tentativo di recupero del nostro dialetto attraverso le parole, gli usi e i costumi dei nostri nonni, che altrimenti andrebbero persi, così come si è perso il rapporto del paese di Surbo con il suo passato”.

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