Recensioni: Elisa Giobbi – Eterni. Vite brevi e romantiche di grandi compositori


Questi sommi compositori hanno portato nelle loro tombe illustri di Parigi, Londra, Vienna o Berlino, oltre alla loro musica immortale, i misteri e le storie straordinarie delle loro vite, del loro passaggio sulla Terra, fugace ma eterno.

Rimango un po’ così… in sospeso, dopo aver terminato la lettura di Eterni di Elisa Giobbi. Un libro che sembra incompleto, da la sensazione che manchi di qualcosa.
Elisa Giobbi, in Eterni ci racconta la vita di quei compositori che sono morti giovani non oltre le soglie dei quarant’anni, personaggi di straordinaria sensibilità, ma con grande fragilità nel corpo e tormenti nell’anima. Di loro ci rimangono perle eterne che sono suonate e rappresentate in tutto il mondo.

Compositore molto prolifero e precursore del Barocco, Purcell scrisse musica sacra e vocale, si cimentò in opere teatrali nel nascente genere dell’opera lirica e non disdegnò l’ambito strumentale. Nei suoi brani incorporò elementi stilistici italiani e francesi e creò un particolare stile di musica barocca inglese.

Purcell  muori  giovane, per cause non note, esistono diverse teorie in riguardo che va dalla polmonite fin al sospetto di avvelenamento. L’autrice scardina ogni singola teoria e la riporta in Eterni, curiosità che si susseguono  nel raccontare anche, per quello che ci è arrivato nel tempo, il tratto psicologico dei vari autori.

Il suo destino fu certamente singolare: la sua vita fu breve e la sua promettente parabola ancora di più. La sua esistenza fu segnata dalla sua salute cagionevole, ma la sua attività artistica si rivelò intensa e luminosa…

Parliamo del “fanciullo prodigio” così chiamato dai compaesani Pergolesi, anche lui morto giovanissimo, anche lui, come gli altri di salute cagionevole, con problemi a una gamba più piccola dell’altra, come gli altri la sua morte è avvolta nel mistero, e il suo operato immenso sarà ricordato nei secoli.
In Eterni l’autrice ci trasporta in un mondo di mistero passando da Mozart, del quale Bernhard Paumgartner scrisse: “Mozart passò su questa terra senza solennità e senza enfasi”.
Un uomo dal genio incredibile ma nonostante ciò soffrì la vita, anche se ne beveva a piene mani dalla sua fonte.  Continuando con grandi nomi quali Schubert, Mendelsoohn, Chopin del quale Il suo amico e collega Franz Liszt scrisse che Chopin usò l’arte per riflettere sulla tragedia della propria vita, ed è innegabile che i suoi infiniti disturbi e tormenti influenzarono profondamente – nel bene e nel male – il suo percorso di artista e di uomo.
Si attraversa Bizet e alla sua meraviglia, George Gershwin in tutto il suo dolente splendore, per concludere questa carrellata con un piccolo grande gigante del piano: Michel Petrucciani, morto giovane e nonostante una gravissima malattia degenerativa è riuscito a vivere i giorni dalla sua vita con tutta la passione possibile senza precludersi nulla.
Un libro che racchiude molte curiosità, dicerie e voci di corridoi soprattutto sulle morti così premature e avvolte nel mistero più totale, l’autrice scrive con grande maestria momenti di vita e di pensiero, ma nonostante abbia molto apprezzato il curiosare dell’autrice nelle vite di grandi artisti, Eterni mi ha lasciato dell’amaro in bocca, ho la sensazione che sia un’opera incompiuta un po’ “menomata” perché manca di quell’essenza che ha reso grandi questi compositori, manca di musica.

L’arte è un enigma insolubile, un regalo non richiesto degli dei, misteriosamente elargito agli uomini attraverso autori che rappresentano soltanto un mero tramite.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

Titolo: Eterni. Vite brevi e romantiche di grandi compositori
Autore: Elisa Giobbi
Prezzo copertina: € 18.00
Editore: Vololibero
Data di Pubblicazione: febbraio 2018
EAN: 9788897637936
ISBN: 8897637930
Pagine: 208

 

 

 

 

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