In libreria: Educazione diffusa di Luigi Gallo, Paolo Mottana


E’ in libreria “Educazione diffusa. Per salvare il mondo e i bambini” di Luigi Gallo, Paolo Mottana

Proviamo seriamente a pensare un modo di educare che vada al di là della scuola così come la conosciamo.
Proviamo a immaginare che non esistano più edifici chiusi e muri dove i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze restino confinati per il tempo della loro educazione ma che quei muri, come certi giochi di carta, improvvisamente pieghino le loro pareti verso l’esterno, per lasciare che i loro reclusi escano fuori, si mescolino al mondo, sciamino per le strade, anche solo per percorrerle, guardandosi in giro, vedendo e toccando, riempiendo l’aria dei loro corpi e dei loro respiri, del loro camminare e correre, del loro muoversi colorato.
Proviamo a immaginare, non costa nulla no?
Confinati intere giornate in luoghi prestabiliti come le aule scolastiche, affidati a libri di testo dalle strutture rigide e marmoree – dove ogni sapere viene omogeneizzato, ogni differenza smussata, e tutto si riduce all’unico monolinguaggio dei manuali –, sorvegliati di continuo, i bambini vivono separati dal mondo; sradicati dalla storia della loro città, dalla cultura che li circonda, costretti ad allinearsi alle leggi della passività – la valutazione continua, la prova periodica, il test di fine anno all’insegna del nozionismo più rozzo, preludio del premio o della sanzione, a seconda –, sudditi prima ancora di averne coscienza.
In tale contesto, qualsiasi innovazione culturale, didattica e formativa rischia di venire soffocata da protocolli di sicurezza, permessi dei dirigenti scolastici, regolamenti d’istituto, circolari ministeriali.
Parallelamente da più parti si suole spacciare per innovazione didattica l’adeguamento del sistema scolastico alle regole del libero mercato, della competizione più sfrenata, dell’organizzazione aziendale.
Ecco così i bambini e i ragazzi diventare la fotocopia degli adulti, mentre le loro attitudini e la loro energia vitale si appannano. Occorre, invece, che essi non vivano distaccati dalla società ma che con questa dialoghino e in questa si muovano agevolmente, non temendola ma arricchendola e arricchendola al contempo.
Alla necessarietà di un ripensamento totale del paradigma formativo intende rispondere il modello dell’educazione diffusa, educazione che si trovi, si riversi, sia accessibile in tutti i luoghi della collettività – biblioteche, parchi, musei, centri culturali, università, antiche ville romane, ASL, fabbriche, redazioni, botteghe artigianali – dove bambini e ragazzi circolino occupandosi non solo di ciò che li riguarda in prima persona ma anche dello spazio pubblico, facendo opere di manutenzione e abbellimento, familiarizzando con i servizi per le persone, ricercando, esplorando, attingendo da esperienze concrete in ambienti reali oltre che in ambienti predisposti, imparando da maestri di strada, di officina e di impresa oltre che da quelli qualificati.
Il bambino che cresce nell’educazione diffusa e in essa si misura è un bambino più facilmente esposto a individuare le sue reali attitudini e, assecondandole, è più felice di apprendere in generale.
In opposizione all’irreggimentazione educativa tradizionale c’è tuttavia un fermento speciale: l’emergere di nuove forme produttive e di socialità – economia circolare, share economy, modelli energetici diffusi ed ecologici, forme di trasporto collettivo e condiviso – ha già, ma potrà avere sempre più, ripercussioni positive per le pratiche di educazione diffusa e infatti sempre più numerosi, anche in Italia, sono i casi di scuole che ad essa si ispirano felicemente.
Luigi Gallo e Paolo Mottana si adoperano da tempo sia a livello teorico sia attuativo per un’inversione di rotta che metta al centro il come insegnare piuttosto che cosa insegnare – distanziandosi dall’ozioso dibattito attorno al bailamme delle materie scolastiche.
La loro è una direzione ostinata e contraria verso una società del ben-essere, che prenda finalmente congedo da un’organizzazione sociale governata dalla frustrazione.

Titolo: Educazione diffusa. Per salvare il mondo e i bambini
Autore: Luigi Gallo, Paolo Mottana
Prezzo copertina: € 11.00
Editore: Dissensi
Data di Pubblicazione: aprile 2017
EAN: 9788896643839
ISBN: 889664383X
Pagine: 150

Luigi Gallo, ingegnere, è attualmente parlamentare del M5S alla Camera dei Deputati nella Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione”. Attivo su diversi fronti – dall’impegno per la gestione pubblica dell’acqua e per la realizzazione del modello “rifiuti zero” alla valorizzazione e il sostegno dei Gruppi D’acquisto Solidale –, è a fianco di tanti docenti nella battaglie a difesa della scuola pubblica. È il primo firmatario della Proposta di Legge “Istituzione dei nuclei per la didattica avanzata e introduzione di progetti di scuola aperta e di scuola diffusa negli istituti scolastici di ogni ordine e grado”.

Paolo Mottana è professore ordinario di Filosofia dell’educazione presso l’Università di Milano Bicocca. Da anni si occupa dei rapporti tra immaginario, filosofia ed educazione. Tra le sue pubblicazioni: Miti d’oggi nell’educazione. E opportune contromisure (2000); La visione smeraldina. Introduzione alla pedagogia immaginale (2004); Piccolo manuale di controeducazione (2012), La gaia educazione (2015). Anima il blog “Controeducazione” nel quale sviluppa una politica culturale all’insegna dell’affermazione vitale dei soggetti in formazione in conflitto con le pratiche di disciplinamento diffuse nelle agenzie di educazione istituzionali (http://contreducazione.blogspot.it)

Dall’introduzione:

C’è una volontà di depauperare l’istinto alla libertà sin da bambini per far crescere uomini senza pretese e sogni. […] ciò che emerge [..] è il senso di libertà perduto. Un istinto che è vivo nei bambini e non più nella maggioranza degli adulti. Un istinto che fa paura e per questo viene represso in “istituzioni totali” come sono troppe scuole. […] Nuove importanti esperienze alternative però stanno germogliando e vanno sostenute. […] il progetto noto come “scuole senza zaino” dove non viene insegnata la competizione ma la condivisione delle idee e degli spazi, dove si mira a far emergere l’originalità di ogni bambino e l’importanza della cooperazione, o […] l’Asilo del Mare dove si sperimenta l’educazione all’aria aperta. […] È questo tipo di educazione scolastica la strada che va percorsa in futuro.

www.educazionediffusa.it

 

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