Citazioni tratte da Milioni di farfalle di Eben Alexander

Quando la macchina si guasta, la coscienza cessa. Per quanto complicati e misteriosi siano i reali meccanismi dei processi cerebrali, in sostanza la faccenda è molto semplice. Se staccate la spina, il televisore si spegne. Lo spettacolo è finito, non importa quanto possa esservi piaciuto.

Secondo la neuroscienza moderna, il cervello dà origine alla coscienza – alla mente, allo spirito, o comunque vogliate chiamare quell’invisibile e intangibile parte di noi che ci rende veramente quelli che siamo

Per quanto astratto e misterioso, il cervello umano è anche incredibilmente concreto.

Un meraviglioso, incredibile mondo di sogno…
Solo che non si trattava di un sogno. Anche se non sapevo dove fossi e nemmeno cosa fossi, non avevo dubbi: il luogo in cui ero capitato era assolutamente reale.
La parola “reale” esprime qualcosa di astratto, ed è fru-strante constatare quanto sia inadatta a trasmettere ciò che sto tentando di descrivere. Immaginate di essere un bambino e di andare al cinema in un giorno d’estate. Magari il film è bello e vi divertite pure a vederlo. Ma poi lo spettacolo finisce, uscite dalla sala e tornate nell’intenso calore, vibrante e accogliente, di quel pomeriggio estivo. E, mentre venite investiti dall’aria e dal bagliore del sole, vi chiedete perché diavolo avete sprecato una splendida giornata standovene seduti in una sala buia.

La fanciulla mi guardò con un’espressione che, se vi foste soffermati a osservarla per qualche istante, avrebbe reso tutta la vostra vita fino a quel momento degna di essere vissuta, indipendentemente da quello che era accaduto in precedenza. Non era uno sguardo romantico. E neppure di amicizia. Era uno sguardo che superava tutto questo… che superava i diversi tipi di amore che conosciamo qui sulla Terra. Era qualcosa di più alto, che racchiudeva in se stesso tutti gli altri tipi di amore, e nello stesso tempo era il più puro e il più genuino in assoluto.

La vista e l’udito non erano due cose distinte nel luogo in cui mi trovavo. Udivo la bellezza esteriore dei corpi argentei di quegli esseri scintillanti sopra di me, e vedevo la fluttuante, gioiosa perfezione dei loro canti.

Dove mi trovo?
Chi sono?
Perché sono qui?
Ogni volta che ponevo silenziosamente una di queste domande, la risposta mi arrivava all’istante in un tripudio di luce, colore, amore e bellezza che mi attraversava come un’onda travolgente. La cosa importante di queste esplosioni improvvise era che non si limitavano a rendere mute le mie domande con la loro forza prorompente. Davano risposte, ma trascendendo il linguaggio. I pensieri entravano direttamente dentro di me. Ma non si trattava del pensiero come viene inteso sulla Terra. Non era vago, immateriale o astratto. Questi pensieri erano solidi e immediati, più caldi del fuoco e più bagnati dell’acqua, e via via che mi arrivavano ero in grado di capire immediatamente e senza sforzo concetti che nella vita terrena avrebbero richiesto anni per essere assimilati.

Avevo capito che ero parte del Divino e che nulla avrebbe mai potuto portarmi via questa certezza. Il (falso) sospetto di essere in qualche modo separati da Dio sta alla radice di ogni forma di ansia nell’universo e la cura per questo timore – che io ricevetti in parte nella Via Maestra e completamente nell’Utero Cosmico – fu comprendere che nulla può strapparci da Dio, mai. Questa consapevolezza, che resta la cosa più importante che io abbia mai imparato, liberò il Regno della Prospettiva del Verme dal terrore che suscitava e mi permise di vederlo per ciò che era realmente: una parte del cosmo non proprio piacevole, ma indubbiamente necessaria.

Oggi gran parte degli scienziati ritiene che la coscienza umana sia composta da informazioni digitali, cioè dati fondamentalmente dello stesso tipo di quelli usati dai computer. Anche se alcuni frammenti di questi dati – un tramonto spettacolare, una bella sinfonia ascoltata per la prima volta, perfino un amore – possono apparirci più intensi o speciali rispetto alle innumerevoli altre informazioni immagazzinate nel nostro cervello, in realtà questa è solo un’illusione. Tutti i frammenti, infatti, sono qualitativamente gli stessi. La nostra materia grigia modella la realtà esterna trasformando le informazioni acquisite tramite i sensi in un ricco affresco digitale. Ma le nostre percezioni sono soltanto un modello, non la realtà. Un’illusione.

Il lato fisico dell’universo è come un granello di polvere se paragonato alla parte invisibile e spirituale.

Ma il libero arbitrio implica la perdita o il distacco dall’amore e dall’accettazione. Noi siamo liberi, ma completa-mente immersi in un ambiente che complotta per non farci sentire tali. Il libero arbitrio è di fondamentale importanza per la nostra funzione nel regno terreno: una funzione che, come noi tutti scopriremo un giorno, è strumentale al compito molto più alto di consentire la nostra ascesa nell’altra dimensione senza tempo.

la capacità di vedere in tutte le direzioni contempora-neamente; la sensazione di essere al di sopra del tempo li-neare, di essere, fondamentalmente, sopra tutto quello che una volta avevo considerato in grado di definire lo scenario della vita umana; l’ascolto di una musica solenne che penetra tutto il nostro essere piuttosto che semplicemente attraversare le orecchie; l’assimilazione diretta e istantanea, senza alcun tipo di difficoltà, di concetti che normalmente avrebbero richiesto molto tempo e studio per essere compresi; la percezione dell’intensità di un amore incondizionato.
Più e più volte, nei moderni resoconti di NDE e negli antichi scritti di natura spirituale, intuivo che il narratore era alle prese con i limiti del linguaggio terreno e cercava di caricare tutto il pesce che aveva abboccato a bordo della barca del linguaggio e delle idee umane… mancando sempre, in qualche misura, l’obiettivo.

Titolo: Milioni di farfalle
Autore: Eben Alexander
Prezzo copertina: € 13.50
Editore: Mondadori
Collana: Oscar absolute
Traduttore: Dallavalle M. C.
Data di Pubblicazione: agosto 2016
EAN: 9788804670551
ISBN: 880467055X
Pagine: 204

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