DUCHAMP, ARTE ED EROTISMO


(Intervista immaginaria, ma non troppo.. Di Augusto Benemeglio)

1. L’artista è un coglionazzo qualsiasi.
…Allora Duchamp mi guardò diritto negli occhi e disse , Amico io non credo a un beato cazzo di tutte le minchiate che voi scribacchini da quattro soldi andate cianciando in giro, sull’arte, il ruolo dell’arte, la verità dell’arte, l’arte profetica e cazzate consimili.
La verità lo sai qual è? E’ che l’ artista non è per nulla diverso da un uomo qualsiasi, ed io mi piscio dalla risate quando si parla della funzione creatrice dell’artista e di altre menate del genere.
Secondo me, ripeto, ripeto, l’artista è un coglionazzo qualsiasi.
-E allora la sua attività in che cosa consiste? Nel fare certe cose come pittare, comporre musica, scrivere, oppure, scolpire, forse ci si diverte per lo più usando colori, pennino, note musicale; ci si diverte come i ragazzini a fare svolazzi e piroette, ci si diverte pure con mazza e scalpello a trovare qualcuno dentro il marmo come faceva Michelangelo, o dentro il tronco di un ulivo come fa Aldino De Vittorio nel vecchio Salento, a Gallipoli, se non sbaglio, vero? Sempre se non sbaglio da quelle parti viveva un certo barone poeta, Comini o Cometti, o Comi, qualcosa di simile, un mezzo sciroccato che io ho conosciuto a Parigi e che mi voleva a tutti i costi ospitare nella sua villa vicino Lecce, e ci sarei pure andato se le cose non avessero preso un’altra piega….
Ma torniamo all’arte. Ad esempio modellare la creta, dipingere i vasi di terracotta, son tutte cose che facevano migliaia e migliaia di anni fa – e meglio di noi – gente che non si chiamava artista, ma artigiano.. Ma pure barbieri, scarpari, falegnami, fabbri, meccanici, anche i capi d’azienda e i manager fanno qualcosa di simile, qualcosa che è sicuramente più utile e forse più importante dell’ arte . E allora perché non parliamo di loro? E poi alla fin fine la vera cosa importante sai qual è? E’ “fare”, la parola arte significa proprio questo, “fare”. Ma tutti fanno qualcosa, e tuttavia voi chiamate artisti solo quelli che fanno qualcosa su una tela di merda, con la cornice, e messa in bella mostra su una parete. Ma in fondo tutti siamo artigiani, o no? Perché tu ora vieni a intervistare me, a rompere i coglioni a me, anziché al maniscalco che sta qui a fianco?

2. Il Barnum dell’arte
– Scusi, Maestro, ma Lei si contraddice. Se lei dice che siamo tutti uguali, cioè che tutti siamo artigiani, perché ha voluto lasciare questo suo modo di essere. Lei, circa sessanta anni fa, ha preso tele e pennelli e ha gettato tutto, ha detto basta senza alcuna motivazione, senza un perché…
Perché, maestro?
Caro amico bello, se me lo consente potrei risponderle che questi sono cazzi miei. E amen, qui finisce tutto… Comunque, capisco che anche lei ha famiglia e deve campare facendo questo brutto mestiere di scribacchino, e quindi ha l’obbligo di scrivere qualche minchiatella, vero?..E quindi…Vede, il fatto della rottura è che .. sì, è vero, ma si tratta di un’infinità di rotture di balle: ad esempio mia moglie, che è mezza lesbica, la gatta a cui abbiamo fatto togliere le ovaie per non farla andare in calore, ma poi le è venuto un cancro proprio per questo, e poi la luce che veniva in un certo modo, e le tele, sempre con gli stessi colori di merda, direi anche i pennelli anzi soprattutto i pennelli e le spatole mi chiedevano , mi imploravano : Duchamp , basta , abbi pietà di noi , non ce la facciamo più con questo stillicidio. Ci stai rompendo le spatole!!! Ma la classica goccia direi che è stata soprattutto la fatica, la noia, l’asfissia che mi procurava dover vedere e parlare tutti i giorni con la lunga teoria di artigiani critici mercanti e affini, questo barnum dell’arte che potrebbe essere una cosa comicissima, anzi che è proprio comicissimo, se uno ha la fortuna di starne fuori. Se invece stai dentro è una tragedia o meglio una cosa grottesca.
Credimi, amico scribacchino, non ce la facevo più a vederli tutti i giorni questi zangolatori, ossia tagliatori di burro, mandolinari e menatorrone , mi davano sinceramente la nausea, mi squassavano l’anima e mi scassavano pure ‘u cazzo , te comprì?

3. Il nudo che scende le scale
Quando feci il nudo che scende le scale ci fu una reazione che non mi sarei mai aspettata.. Fino ad allora avevo creduto che i cosiddetti artisti fossero uomini liberi, uomini progressisti, spiriti eletti, uomini superiori, proprio perché avevano maggiore umanità, maggiore comprensione, maggiore tolleranza, veduta a trecentosessanta gradi, ecc. ecc. Tutte cazzate, amico mio . Erano tutti più realisti del re, più reazionari di un Metternich dopo gli squassi napoleonici, più chiusi di un uovo chiuso e soprattutto erano di un’invidia spaventosa, una meschinità, una grettezza… Altro che anime elette ..erano delle vere e proprie merde!. Io non avevo fatto quel quadro sulla scia della moda cubista, o almeno non propriamente. Cercavo un modo nuovo, una via nuova. Ma capii che non era il caso di continuare, così lasciai tutto e mi impiegai come bibliotecario. Ma in realtà non si è trattato di un brusco cambiamento, di una sterzata, di un abbandono improvviso, no, ma di una progressiva rinuncia a esprimermi con i mezzi d’espressione della tradizione, una rinuncia al passato, una chiusura. Totale. – Però , qualcuno dice che fu grazie al “nudo che scende le scale” che lei diventò celebre in America, dov’era sbarcato a New York,giovanissimo. Sì, certo che fui lusingato, vorrei vedere te se a ventotto anni trovi un ammiratore competente come un Arensberg che ti dice che sei un genio e come te non ci sta nisciuno. Ohè, mica è un minchiazzo qualsiasi che te lo diceTe lo dice il maggior critico del momento, uno che ti fa entrare come niente nel museo di Philadelpia e infatti il nudo fu accolto in quel museo. Insomma , tutto ciò, non lo nego, a suo tempo mi fece un effettone, anche perché a Parigi mi trattavano con un pizzico di sufficienza, anzi non mi calcolavano più del due di briscola, o di una caccol , te comprì?. Ma di tutta questa mia esperienza, col tempo, sai che mi è rimasto? – Cosa, maestro? Le lezioni di francese che davo per sbarcare il lunario, le grandi bevute con un mio amico negro che suonava divinamente la tromba, forse meglio di Sacthmo e le scopate che mi son fatto a New York. Bene come le newyorkesi, credi a me, non scopa nessun’ altra. C’hanno una gran classe quelle lì e sono a posto. Nessuna malattia venerea. E poi entravo nei salotti-bene come volevo, perché ero l’ autore del famoso nudo che stava al museo di Philadelpia e la gente, le ragazze soprattutto, strabuzzavano gli occhietti. Ma sai allora le americane erano assai puritane, la passera se la lisciavano ben bene la sera prima delle preghiere, ma se non te la sposavi, non è che te la dessero così facilmente come uno sarebbe portato a credere vedendo i film.

4. Io l’erostismo lo metto dappertutto.
– Maestro, a proposito di quel nudo, non si è mai capito se era una femmina o un maschio Che importanza ha?. E’ un uomo, in senso lato. Te comprì? – Certo, certo, maestro… E poi rientrò a Parigi, e poi di nuovo a NEWYORK, con le macchine ottiche e il cinema. Era un poco ossessionato dal movimento delle macchine, come è stato scritto? Vedi a me non m’interessava fare del cinema in quanto tale , gli americani fanno il cinema da dio, come nessuno, sono loro i veri inventori del cinema e nessuno li potrà mai superare, fa parte della loro cultura, mentre il cinema francese è di una noia mortale, da russare in prima fila, peggio del Sindaco parigino quando va a vedere Beckett. Sai, noi francesi ci crediamo sempre d’essere i mejo fichi del bigoncio, i più intellettuali, i più fini, i più artisti, i più tutto…Ma non è vero niente , so’ tutte minchiate, credi a me…. Torniamo al cinema americano… il passaggio dalle macchina al cinema è avvenuto così, come dire, naturalmente, quasi senza che io lo volessi ..il cinema per me è stato un mezzo pratico per raggiungere risultato ottici, la Optical art, il cinema è stato solo un mezzo per arrivare a ciò che volevo. – E poi l’erotismo, maestro..
Che vuoi dire? -Che significato ha questo erotismo con i seni di gomma e i sessi femminili. Che significato ha questo erotismo? Tu pensi al porno – shop, per caso?…Ma scusa , che significato ha per te l\’erotismo? .Quante volte al giorno pensi alla figa? A scopare ? L’erotismo sta alla base di tutto, oggi qualsiasi pubblicità è basata sull’erotismo, pure la nutella è erotica e il detersivo per sciacquare i piatti ha la sua bella figa in mostra …ma allora non se ne poteva parlare a causa di varie imposizioni di natura religiosa soprattutto e di natura morale. Io non ho fatto neppure un’opera, secondo me, che non fosse erotica o a sfondo erotico o per cui non c’entrasse l’erotismo. Pure l’orinatoio è erotico. Io lo metto dappertutto l’eros, anche nelle figure geometriche e astratte. Quando non ci capisci nulla del quadro dì pure tranquillamente che quello è un cazzo o una figa e hai indovinato, te comprì?
-Qualcuno potrebbe dire che è lei mastro che ha inventato la bambola gonfiabile. Beh, sarebbe un merito, no? Mi dovrebbero dare il premio Nobel per questo, non credi?.

Augusto Benemeglio

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