Dracula di Dario Argento


A cura di Gordiano Lupi

Dracula 3D delude le attese e si aggiudica il posto più basso della cinematografia di Dario Argento. Non si tratta neppure del primo esperimento di horror italiano in tre dimensioni, perché si fa bruciare sul tempo da Paura 3D (2012) dei fratelli Manetti, ancora più scarso, ma almeno girato in economia. Dario Argento dispone di mezzi notevoli per girare Dracula 3D ma svolge il compito in maniera scolastica, senza passione e genialità.
Dracula 3D viene girato nel 2011 nelle campagne di Biella, una finta scenografia che ricorda la Transilvania. Il regista romano si occupa di vampiri per la prima volta, dopo aver recitato un cammeo in Amore all’ultimo morso (1992) di John Landis, pure se in quel film non interpreta un revenant. La pellicola, scritta e sceneggiata da Antonio Tentori e dal fumettista Stefano Piani, ripercorre la storia originale di Bram Stoker, concedendosi poche divagazioni. A tratti vengono inserite suggestioni prelevate da Carmilla di Le Fanu, mentre il tono generale della storia è da fumetto horror anni Settanta, con molti elementi erotici.
Dario Argento e il produttore spagnolo Enrique Cerezo (presidente dell’Atletico Madrid) collaborano alla scrittura senza essere troppo invadenti. Il film viene presentato al Los Angeles Film Market e alla 65° edizione del Festival di Cannes, mentre esce in Italia nel gennaio 2012. C’è persino un sito dedicato: www.dracula3d.it, ricco di notizie, backstage e interviste. Trovate la sinossi del film dalla prima scena all’ultima. Riassumiamola in breve. La storia entra subito nel vivo con il massacro di una ragazza (Tanja) da parte di una misteriosa entità, dopo un amplesso con il giovane amante, ma è soltanto il primo di una lunga serie di omicidi. Il nucleo centrale della vicenda si svolge al castello di Dracula, dove il libraio Jonathan Harker viene invitato per sistemare la biblioteca del conte. La giovane Tanja (diventata amante del vampiro) minaccia di morderlo sul collo, ma è Dracula che lo vampirizza e lo rinchiude nelle segrete del castello. Alcuni popolani e un tenente dell’esercito vorrebbero ucciderlo, ma il servo di Dracula lo difende e compie una strage efferata a base di teste mozzate. Lucy (Asia Argento) subisce il fascino di Dracula e si ammala di vampirismo, con suggestioni prelevate dal Carmilla di Le Fanu, proprio mentre arriva Mina (la moglie del bibliotecario), che cercherà di risolvere la situazione. Van Helsing, immancabile, salva Mina da un’infausta sorte, libera il mondo dalla minaccia di Dracula, ma nella sequenza finale ci rendiamo conto che il vampiro non è stato debellato. Inutile raccontare la trama in dettaglio, perché è Dracula di Bram Stoker, con poche variazioni sul tema. Citiamo le poche cose originali. Dracula prende forma di diversi animali, non è mai un pipistrello, lo vediamo materializzarsi come civetta, assumere forma di scarafaggi, mosche, lupi e infine una gigantesca mantide. La fotografia di Tovoli è stupenda, ricorda il gotico di Bava e Freda per i colori accesi, mentre le scenografie computerizzate di Geleng sono riuscite a dovere. Grandi effetti speciali di Stivaletti che cura le trasformazioni di Dracula e le numerose parti splatter e gore. Argento cita Fulci (forse il merito è di Tentori, grande cinefilo) con una sequenza macabra che mostra un occhio infilzato da un chiodo. Fa una certa impressione vedere come Argento, nella fase calante della sua carriera, si avvicini sempre di più allo stile di registi come Lucio Fulci, anche se un tempo aveva detto: “Fulci? Quando esagera mi diverte”. Adesso è lui a esagerare, ma lo fa fuori tempo massimo. Dario Argento si è trasformato in un Lucio Fulci privo di genialità, pare un giovane epigono del maestro, intento a rincorrere modelli estremi di modesti autori contemporanei. Inoltre notiamo insolite parti erotiche, non verosimili, recitate male, ma  Miriam Giovanelli è molto bella, quindi risulta accettabile. Le scene splatter sono il sale della pellicola, intense ed efficaci, così come il regista ricrea una bella atmosfera d’epoca e molte suggestioni da horror classico. Bravo anche Claudio Simonetti, alle prese con una colonna sonora sinfonica, che compone nota dopo nota languide suggestioni vampiriche. Il problema di fondo è la poca originalità, una sceneggiatura fumettistica, prevedibile, che fa intuire allo spettatore l’intero sviluppo della vicenda, sequenza dopo sequenza. I dialoghi sono pochi, ed è un bene, perché quando gli attori parlano non dicono battute epocali, anche se la recitazione è a livelli superiori rispetto alla media dei film di Argento. Il montaggio è poco serrato, la storia procede lentamente, a ritmi soporiferi, il povero spettatore viene risvegliato soltanto dagli effetti speciali e dalle parti macabro – violente. L’azione è priva di tensione narrativa, colpevole una regia distratta, monocorde, sostanzialmente disinteressata al film. Citazione di Phenomena (1985) quando un nugolo di mosche preme a una vetrata, spalancandola e penetrando nella stanza. Questa volta tutto è costruito al computer, non artigianalmente con i fondi di caffè, ma il ricordo torna ai bei tempi in cui Dario Argento aveva idee geniali. Thomas Kretschmann (La sindrome di Stendhal) è il conte Dracula, lo spagnolo Unax Ugalde è Jonathan Harker, Marta Gastini è un’affascinante vampira (21 anni, alessandrina, giovane promessa vista in televisione ne I Borgia), Asia Argento è la torbida Lucy, Rutger Hauer è Van Helsing (in mancanza di Peter Cushing). Un Dracula in salsa splatter, con la novità del 3D, dotato di un finale che cita i duelli del cinema western e zeppo di riferimenti al gotico. Un film che se l’avesse girato un esordiente con pochi euro sarebbe ottimo, ma da un fuoriclasse come Dario Argento – oltre tutto dotato di un buon budget – ci aspettavamo ben altro.
Argento afferma: “Il mio Dracula è diverso da quello di Coppola. Dracula è il principe delle tenebre, il maestro delle follie sanguinarie, il massimo dell’orrore. Ho amato tutti i film su Dracula che sono stati prodotti, dai tempi del muto sino a oggi, e proprio per questo ho voluto fare una cosa originale, sanguinaria ma pure sentimentale. Il mio Dracula ama, non si limita a odiare”. Il film è ambientato nei Carpazi, anche se la Transilvania è stata ricostruita nei boschi di Biella, in un castello del 1300 perfettamente conservato. Dario Argento afferma di aver optato per Biella non per motivi di budget, ma “perché i luoghi storici del sanguinario Vlad Tepes, sono ormai troppo turistici e sfruttati, quindi privi dell’energia malefica necessaria”. Dracula 3D è un piccolo kolossal prodotto da Multimedia Film Production (Roma), Enrique Cerezo P.C. (Madrid) e Les Films de l’Astre (Parigi). Niente più Medusa. I produttori sono gli italiani Roberto Di Girolamo e Gianni Paolucci.

Regia: Dario Argento. Soggetto e Sceneggiatura: Dario Argento, Enrique Cerezo, Antonio Tentori, Stefano Piani (liberamente ispirato al romanzo di Bram Stoker). Fotografia: Luciano Tovoli. Effetti Speciali di Trucco: Apocalypsis. Ideazione e Supervisione Effetti Speciali: Sergio Stivaletti. Musiche: Claudio Simonetti (Kiss me Dracula, testo di Silvia Specchio, eseguita da Simonetti Project). Production Designer: Antonello Geleng. Scenografie: Claudio Cosentino. Costumi: Monica Celeste. Montaggio Stereo: Daniele Campelli, Marshall Harvey. Effetti Visivi: Rebelalliance International, Video Masterwork Film. Supervisione effetti: John Attard. Stereografia: Jean Antoine Delille, DBW Communication. Supervisione alla Produzione e Post Produzione: Barbara Di Girolamo. Organizzazione Generale: Massimo Paolucci. Produttori Esecutivi: Roberto Di Girolamo, Gianni Paolucci, Enrique Cerezo. Produzione: Multimedia Film Production, Enrique Cerezo P.C. (co-produzione italo-spagnola). Direttore di Produzione: Mauro Cagnina, Carlos Bernases. Aiuto Regista: Leopoldo Pescatore. Maestro D’Armi: Ottaviano Dell’Acqua. Interpreti: Thomas Kretschmann (Dracula), Marta Gastini (Mina), Asia Argento (Lucy), Unax Ugalde (Jonathan), Miriam Giovanelli (Tanja), Rutger Hauer (Van Helsing), Mariacristina Heller (Jarmila), Augusto Zucchi (Andrej Kisslinger), Franco Guido Ravera (Prete), Francesco Rossini (Tenente Delbruck), Giovanni Franzoni (Reinfield), Giuseppe Loconsole (Zoran), Riccardo Cicogna (Janek), Christian Burruano (Milos), Eugenio Allegri (Oste), Niccola Baldoni (Fabbro), Alma Noce (Marika), Luca Fonte, Marco Mancia, Toni Pandolfo, Simona Romagnoli.

Note e Premi: Selezione Ufficiale 65° Festival di Cannes. Film riconosciuto d’interesse culturale, realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Direzione Generale per il Cinema. Opera Realizzata con il sostegno della Regione Lazio – Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo. Realizzato grazie al Contributo della Legge 244/2007. Sostegno della Film Commission Torino Piemonte.

Esterni: provincia di Biella (Candelo, Cossato, Chiaverano). Interni: Castello di Montalto Dora (Ivrea) di Augusta Fioruzzi.

Sponsor: Acqua Lauretana e Sony.

Gordiano Lupi
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