Prima visione: Doppio amore


Recensione film “Doppio amore” per la regia di François Ozon

IL LATO OSCURO DELL’ANIMA
Attenti allo psicanalista, questo si sa. Chloé, depressa efebica secondo il look, ma anche il design, erotico di Ozon, cerca cure dall’ombroso psichiatra Paul, ci va a letto, ed è amore, così convivono felici e scontenti: chi è lo psichiatra Louis che, identico a Paul, irrompe nella loro vita? E le ossessioni di Cholé per cui andò dal dottore, che fine hanno fatto? Stop. Come la pasta Agnesi, qui parla Thriller. Da discutere se, dopo Siodmak, Hitchcock e De Palma, oggi si possa ancora inquadrare dal basso, per fare vertigine psicologica, una scala a chiocciola. Ozon, virtuoso con una carriera ammirevole, questa volta ci ficca in un “non è come sembra” affogato nello stile. Film “vecchio”, il suo procedere citazionista va nella cassetta della posta anni ’80, indirizzo: postmoderno. Eleganza per i fan.

Silvio Danese

Titolo originale: L’amant double
Nazione: Francia
Anno: 2017
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 110′
Regia: François Ozon
Cast: Jacqueline Bisset, Marine Vacth, Jérémie Renier, Myriam Boyer, Dominique Reymond

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