DEVENDRA BANHART – Mala


devendra_banhartA cura di Giuseppe Maggioli

DEVENDRA BANHART -Mala- (Nonesuch)
Cresciuto musicalmente ascoltando Frank Zappa, Bob Dylan, Neil Young ,Beck, e tutta la letteratura della Beat Generation, Devandra Banhart sconfina verso una musica surreale di definizione rock ma dai canoni espressivi prettamente indie pop e cucinati con ingredienti acustici, elettronici che ammaliano tutta la scena alternative del cantautorato americano moderno (Fleet Foxes , Frank Turner). Ai margini dell’industria musicale, Mala è il suo secondo disco per una major e sinceramente lui non se ne cura troppo poichè espone nel suo cd gemme sonore di grande fascino (Daniel, Never seen such god things) temi latini (Negrita), qualche concessione al pop di classe (Fur hildegar von bingen) e futuribili atmosfre neo folk (A gain) che fanno ben sperare. Una musica che si allarga a dismisura per questo chansonnier americano sulla scia di Serge Gansbourg in salsa folk dai colori meno surreali ma al tempo stesso pratici ed essenziali. Con il suo approccio sofisticato Devendra Banhart si conferma autore di rango e traccia una linea indelebile tra New York, Londra e la california più polverosa. Da ascoltare.

Giuseppe Maggioli

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