David Riva – Opera sei


Opera sei, libro d’esordio di David Riva Edixione XII, è un thriller che va oltre i limiti umani, un libro che solleva, inevitabilmente, interrogativi.
Hao Myung chirurgo estetico è un’artista, finanziato da un’associazione internazionale, Metafisica, darà inizio alla creazione di Opere d’arte umane che verranno poi commercializzare a prezzi esorbitanti.
I prescelti, ignari del proprio destino finale (essere venduti e divenire proprietà esclusive dell’acquirente), sono sottoposti a interventi che trasformeranno radicalmente la parte estetica e dalla quale non vi sarà più via di ritorno.
‹‹La guerra tra il Credibile e l’Incredibile, affrontata nel vivere quotidiano, rientra nella necessità di sopravvivenza della specie umana: prenderne parte – combattendo nella fila dell’una o dell’altra fazione – significa estendere i confini nebulosi del Mai e i fastidiosi limiti del Sempre. Chiediamoci quante volte abbiamo pronunciato: “Non accadrà mai!”, solo per venire contraddetti dagli eventi, a poca distanza di tempo.
In pratica, combattere questo conflitto vuole dire allargare il mondo tollerato per conquistare terreno su quello tollerabile
››.
E’ possibile utilizzare il proprio corpo per realizzare un’opera d’arte?
Stando a quello che teorizzano diversi artisti moderni, parrebbe proprio di sì. Cominciata con la Body Art, la tendenza all’utilizzo del proprio corpo come oggetto dell’opera artistica si è evoluta fino alla Carnal Art, il cui manifesto è stato pubblicato dalla francese Orlan.
E’ corretto sottoporre un essere umano a interventi chirurgici che ottengono risultati chiaramente devianti dal concetto dominante di bellezza e, spesso, anche dalla normale struttura anatomica?
Stelarc artista della frontiera più avanzata della Carnal Art dichiara: “Per come la vedo io il corpo è un oggetto di produzione di massa per il quale non sono disponibili parti di ricambio. OK, stiamo costruendo organi artificiali. Ma questo è soltanto l’ approccio medico. Quello di cui abbiamo veramente bisogno è il punto di vista del design. Se il cuore smette di battere a 70 anni, per me questo è un difetto di progettazione. Dobbiamo cominciare a riprogettare il nostro corpo”.
Anche se ognuno con la sua storia, i suoi drammi, le sue nere intenzioni non vivono bene il proprio status, corpo e quotidiano, cosa spinge un essere ad andare contro natura e richiedere (accettare) una tortura simile? …
I personaggi in Opera sei non si incontrano mai casualmente, il “chirurgo-artista” Hao Myung, si trova sempre nel posto giusto, nel momento in cui le sue “vittime-opere d’arte”, sono più fragili e disposti a sottoporsi all’intervento che li muteranno in qualcosa che esprimerà la vera essenza di ognuno al di là dell’estetica.
Tutto s’intreccia alla perfezione in una trama carica di suspense, alternata con il diario di Ester, opera sei, che da il senso perfetto e sia alle motivazioni che spingono a tanto, e sia al disagio che spesso alloggia in chi dentro il proprio corpo non si trova a suo agio, Ester che andrà contro tutto e tutti pur di arrivare al fine ultimo: la sua completa metamorfosi.
“Citando Saul Bellorc: il massimo successo è sopravvivere.
A se stessi prima che al mondo, aggiungo io.
Domani il dottor Myung iniziarà ad asportarmi la pelle del dorso”.

David Riva mi ha affascinato nell’intrecciare il quotidiano di ognuno in un ambiente di grandi disagi sociali, nella costruzione di un thriller che merita di essere letto.

Titolo: Opera sei
Autore: David Riva
Editore: Edizioni XII
Collana: Mezzanotte
Prezzo: € 13.00
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 8895733207
ISBN-13: 9788895733203
Pagine: 204
Reparto: Narrativa > Thriller

Nato nel 1972, David Riva è impegnato in diverse formazioni corali, studia vocalità lirica e polifonia classica e contemporanea.
Svolge la professione infermieristica in area critica.
Vincitore di diversi premi letterari tra cui “Archetipi: Le radici dell’immaginario”. Opera sei è il suo primo romanzo.

Katia Ciarrocchi

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