Recensioni: Daniel Keyes – Una stanza piena di gente


Recensione libro, tratto dalla storia di Billy Milligan, “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes

“Questa è l’incredibile storia di un uomo dall’aria timida e innocua e dei suoi 24, inquietanti, coinquilini che convivono con lui…” così Carlo Lucarelli in Dee Giallo parlava di Billy Millegan il caso più controverso di dissociazione della personalità e del libro che ne ripercorre la storia: “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes.
Dopo aver ascoltato Lucarelli, dovevo avere il libro tanto ne ero incuriosita ed è stato l’acquisto migliore che ho mai fatto nonostante tutta l’inquietudine che mi ha fatto vivere.

Daniel Keyes narra la tremenda vita di Billy Milligan e la sua storia che nel 1978 ha profondamente scosso l’opinione pubblica americana.
Billy Milligan viene arrestato con l’accusa di aver rapito, stuprato e rapinato tra studentesse universitarie, solo in quell’occasione viene fuori che Milligan soffre di disturbo dissociativo, nello specifico di personalità multipla; nella sua mente vivono 10 personalità che presto si scoprirà esserne 24, che rendono il suo comportamento imprevedibile lasciando dei vuoti di memoria, man mano che le personalità prendono o lasciano il “posto”..
Il caso di Milligan fu del primo in cui un criminale, riconosciuto colpevole dei reati commessi, fu assolto per via di una patologia mentale che non lo rendeva responsabile delle azioni compiute. Ed è proprio grazie a questa sentenza che il Disturbo Dissociativo di Identità acquisì un nuovo status di patologia a livello giuridico, non essendo più giudicata come una forma particolare di nevrosi.
Secondo il DSM V, i disturbi dissociativi sono caratterizzati da una discontinuità nella normale integrazione della coscienza, della memoria, dell’identità, della percezione, della rappresentazione del corpo e del comportamento. I sintomi dissociativi possono potenzialmente compromettere ogni area del funzionamento psicologico.
Una stanza piena di gente è un viaggio dentro la mente, e l’autore fa accomodare il lettore affianco a lui di fronte a Milligan in colloqui sconvolgenti e inquietanti che porteranno a vivere un’esperienza che lascerà nel dentro una miriade di emozioni contrastanti.
Il tema trattato è veramente complesso, ma la bravura Keyes è nella semplicità in cui descrive la storia, nella linearità e nell’empatia della comunicazione tra Milligan e lettore che permette anche a chi è digiuno di nozioni psichiatriche di comprendere moltissime cose di un mondo quasi nella totalità sconosciuto.
Il libro è diviso in 3 libri: Il tempo della confusione, dove si viene a conoscenza del disturbo e la comprensione che l’avvicendarsi delle personalità rendeva Billy incosciente, provocando in lui vuoti di memoria, causando molti problemi a Billy per via delle azioni imprevedibili intraprese dalle varie entità. Ecco che si inizia a comprendere i frequenti cambiamenti d’umore di Billy.
La caratteristica delle personalità era la loro capacità di eccellere in diverse discipline, ogni identità possedeva caratteristiche fisiche e psicologiche totalmente differenti tra loro e diverse entità di genere, alternando maschile e femminile, significativa è la personalità femmina omosessuale Adalana che ha accompagnato Billy sin dalla giovanissima età.
Il Maestro, che è Billy nella sua totalità con quasi tutte le personalità fuse che racconta la sua storia, ripercorrendo tutta la sua tremenda e triste vita.
Milligan ha i primi segui di dissociazione sin dall’età di quattro anni, la situazione si aggravò intorno agli otto anni, quando iniziano le violenze da parte del suo patrigno, fu stuprato, ammanettato, malmenato, sepolto vivo e solo Dio sa cosa altro… questo durò fino all’età dei 16 anni.
Questa parte del libro mi ha fatto profondamente soffrire e imbestialire, come può un ragazzino subire violenza senza che nessuno se ne accorga, come può una madre, una sorella e un fratello non rendersi conto che qualcosa non va? Mi ha lasciato dentro una tristezza incredibile per la vita vissuta da Billy e per la sua voglia di collaborare pur di ricominciare da zero e avere una “vita normale”.
“Voglio essere di nuovo un cittadino. Vorrei imparare da capo a vivere.”
Oltre la follia è la conclusione del percorso giudiziario di Milligan e dai rapporti con l’autore.
Stupefacente il lavoro svolto da Keyes sul caso Milligan, interessante e talmente ben descritta e chiara la fusione delle personalità che sembra viverla personalmente, fondamentali le testimonianze riportate dalle vittime di stupro che permettono di ampliare lo spettro di giudizio che il lettore, inevitabilmente, ha formulato nella propria mente. Fondamentali le testimonianze di tutte quelle persone che hanno vissuto o incontrato Milligan perché permettono di conoscere a 360 gradi Billy e di comprendere a pieno quale possa essere stata la risposta umana di una persona a un fortissimo trauma.
Fondamentale la meravigliosa penna, anima e cuore di Daniel Keyes che ha scritto uno dei capolavori della storia, facendo comprendere a pieno l’inadeguatezza dell’essere umano di fronte a persone malate di disturbi mentali, perché tali sono: malati che si possono curare e che possono tornare a vivere una vita normale, se aiutati con i giusti mezzi.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: Una stanza piena di gente
Autore: Daniel Keyes
Prezzo copertina: € 19.00
Editore: Nord
Traduttori: Stabilini N., Blum I. C.
Data di Pubblicazione: novembre 2009
EAN: 9788842914365
ISBN: 8842914363
Pagine: 541

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