Cronache italiane di Stendhal


Cronache italiane
pagina 69

TRADUZIONE ESATTA DI UN VECCHIO RACCONTO SCRITTO ATTORNO AL 1566

Giampietro Carafa(3), benché discendente da una delle più nobili famiglie del regno di Napoli, ebbe modi di fare aspri, rudi, violenti e degni in tutto e per tutto di un mandriano. Prese l’abito talare e ancora giovane se ne andò a Roma, dove godette della protezione di suo cugino Oliviero Carafa, cardinale e arcivescovo di Napoli. Alessandro vi, quel grand’uomo che sapeva tutto e poteva tutto, lo fece suo cameriere(4) (press’a poco quello che oggigiorno noi chiameremmo ufficiale di ordinanza). Giulio n lo nominò arcivescovo di Chieti; papa Paolo lo fece cardinale, e infine, il 23 maggio 1555, dopo brighe e dispute terribili tra i cardinali chiusi in conclave, fu creato papa con il nome di Paolo iv; aveva allora settantotto anni. Gli stessi che lo avevano chiamato al soglio di san Pietro non tardarono a tremare pensando alla durezza e alla pietà feroce, inesorabile del padrone che si erano dati.
La notizia di quella nomina inattesa mise in subbuglio Napoli e Palermo. In pochi giorni Roma vide arrivare un gran numero di membri dell’illustre famiglia Carafa. Tutti furono sistemati; ma, com’è naturale, il papa ebbe un trattamento di riguardo per i suoi tre nipoti, figli del conte di Montorio suo fratello.
Don Juan, il maggiore e già sposato, fu fatto duca di Palliano. Quel ducato, tolto a Marcantonio Colonna, al quale apparteneva, comprendeva un gran numero di villaggi e di cittadine. Don Carlos, il secondo dei nipoti di Sua Santità, era cavaliere di Malta e aveva fatto la guerra; fu fatto cardinale, legato di Bologna e primo ministro. Era un uomo assai deciso; fedele alle tradizioni della sua famiglia, osò odiare il re più potente del mondo (Filippo n, re di Spagna e delle Indie), e gli diede prova del suo odio. Quanto al terzo…

3 All’inizio del manoscritto italiano n. 173 si rilevano queste note scritte a mano da Stendhal: «Processo del cardinale Carafa, primo ministro messo a morte dopo la morte del suo re. Il cardinale Carlo Carafa, colpevole di numerosi omicidi, ma non di crimini di Stato. Data la singolarità di un cardinale giustiziato a Roma, ho fatto copiare tutti i brani, buoni e cattivi.
1561. Esecuzione del cardinal Carafa e del duca di Palliano, nipoti di Paolo iv. Paolo iv Carafa, napoletano, eletto nel 1555 quasi per caso per una questione di puntiglio del conclave. Era chiamato il cardinale di Chieti. Regnò quattro anni, due mesi e ventisette giorni. Questo vecchio furibondo, ma in buona fede, non pensò ad altro che a reprimere l’eresia con i supplizi. Come cardinale, era membro della congregazione dell’inquisizione e vi aveva acquisito modi severi. La sua elezione costernò Roma. Si cominciò a parlare di eleggere il cardinale di Chieti due ore prima dell’alba e l’elezione fu decisa nella notte seguente a tarda ora. Ho fatto tradurre alcune pagine del riassunto del processo dei Carafa. Il cardinale Carlo meritava la morte per i suoi assassini, ma non come ex primo ministro. Aveva operato, così mi sembra, nell’interesse del papa seguendo i suoi lumi. L’onore romano nel 1560 esigeva che i parenti di una donna leggera, padre, figlio, marito, cognato, la facessero perire. Esempio: Maria de’ Medici (non la regina), la vecchia principessa Santacroce, la duchessa di Palliano.
4 In italiano nell’originale (N.d.T.).

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Titolo: Cronache italiane
Autore: Stendhal
Traduttori: Binni L., Martini Vigezzi S., Prato Caruso L.
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Prezzo: € 9.50
Data di Pubblicazione: Marzo 2007
ISBN: 8811368669
ISBN-13: 9788811368663
Pagine: XXIX-332
Reparto: Narrativa

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