Recensioni: Claudio Demurtas – Chiaro di venere


Recensione libro ” Chiaro di venere” di Claudio Demurtas

Una nostalgica ventata di aria fresca, così definirei Chiaro di Venere il libro d’esordio – come leggo dalla biografia dell’autore – scritto circa vent’anni or sono e oggi rivisitato e pubblicato da EventualMente edizioni.

Il tema principale di questo romanzo è il processo di maturazione sentimentale politica e religiosa di Federico, un giovane studente universitario di giurisprudenza, che rispecchia pienamente le contraddizioni e le problematiche di un’epoca di transizione dal boom economico dei primi anni sessanta a un mondo nuovo che metteva in contestazione, col sessantotto, idee, valori e comportamenti del passato.

Federico, un ragazzo di estrazione borghese che vive la sua crescita, fisica e culturale lentamente, con un grande disagio interiore che lo rende insoddisfatto della vita, ma nonostante tutto non smette di ricercare ciò che potrebbe renderlo un uomo compiuto.
Le vicende si susseguono nella crescita individuale di Federico dal liceo, con tutte le problematiche di un ragazzo fragile e timido, alle prime delusioni amorose. Un viaggio, che nel cuore del lettore, apre la porta della tenerezza. Ammetto che ho sorriso e ho sentito tutto il malessere di Federico in alcune situazioni.
La maturazione del protagonista inizia dopo la nomina di insegnante di lettere presso una scuola media in uno sperduto paesino della Sardegna. L’indipendenza economica gli permetterà di acquisire man mano sicurezza in sé, fino ad arrivare alla prima storia d’amore “importante” che lo aiuterà a maturare anche culturalmente e politicamente.
Ma Federico è incapace di prendere decisioni importanti, perché l’insicurezza di base non gli permetterà di avere un quadro completo di ciò che veramente vuol diventare ed essere, così come nella vita professionale è incapace di prendere decisioni importanti anche in amore. Dopo la laurea finisce per lasciare la ragazza che gli aveva permesso di farsi un uomo più maturo, poiché lo aveva “iniziato” alla lettura di libri e quotidiani più impegnati della Gazzetta dello Sport, qual era lettura abitudinale di Federico.
A fine romanzo c’è la trasformazione quasi totale del protagonista, da ragazzo con grande fragilità emotiva e concettuale a uomo più rafforzato attraverso un processo di formazione politico, spirituale e di vita.
Sono rimasta positivamente affascinata dalla penna di Claudio Demurtas, che è riuscito a raccontare un periodo di storia importante per lo sviluppo economico e sociale attraverso un ragazzo, con la giusta leggerezza, e facendo muovere i vari personaggi intorno a Federico con discrezione e riuscendo a rilevare che non può esserci nessuna crescita, né sociale né individuale se si è soli.
Purtroppo nel finale di “Chiaro di venere” un po’ di delusione c’è stata.
Il periodo storico affrontato, che va dal 1963 fino al 1973, periodo ridondante di dibattiti, assemblee politiche/culturale e discussioni, è trattato con superficialità e quasi di fretta, e questo è un vero peccato.
Nel complesso è un libro che consiglio vivamente, perché è una lettura fresca e coinvolgente.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: Chiaro di venere
Autore: Claudio Demurtas
Prezzo copertina: € 15.00
Editore: Eventualmente
A cura di: N. RAMPIN
Data di Pubblicazione: 2017
EAN: 9788896840412
ISBN: 8896840414
Pagine: 192

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