Cinzia Pierangelini – Un’altra Julia
A cura di Miriam Ravasio
Titolo: Un’altra Julia
Autore: Cinzia Pierangelini
Pag. 116
Prezzo: 7,90
ISBN 978 – 88 -903572-6-8
Eppure deve esserci un motivo per augurare il buongiorno ogni mattina. “Poverazza” me e chi ce lo spiega ai “figghi” questo incasinatissimo mondo? Sembra essere il pensiero che ha accompagnato Cinzia Pierangelini nella scrittura del suo libro; rappresentare l’incomprensibile caos dei valori e dei sentimenti a benefico di chi non si fosse accorto, che la vita è solo un bacio peloso della sorte.
Protagonista di Un’altra Julia è il Pelo. Quello dell’anima, invisibile agli occhi; quello del viso, il “sudario” cucito dalla malia; quello “sullo stomaco” indice di sfrontatezza, impudicizia, arroganza. Come nelle fiabe popolari di fine ottocento, i personaggi ,ovviamente adeguati ai tempi, sono: la Reginotta da sposare, il RE, anzi due, le Regine (ridotte un po’ a balia, per la verità), il buono povero e gay, il cattivo ricco e stupratore, disgrazie, rovine e matrimoni. L’impasto ha il gusto delle merendine e del gioco, perché di serio in questa narrazione non c’è niente e le citazioni appaiono come i numeri della Tombola, estratti dal sacchetto dal più simpaticone della famiglia. Terno! Lady Godiva, è la tenutaria del casino dove il giovane Tindaro-Tindì, in breve tempo si trasforma da figlio sottomesso in giovane libertino scatenato, cattivo e perverso quasi più del “dottor Jekyll e Mister Hyde nell’Orlo della Follia; La fuga, a dorso di mulo, di un marito e di una moglie incinta. Proprio come Giuseppe e Maria…
Sostene Maria Pellegrino Mezzasalma, il poeta allevato in convento dalla zia zitella che privato da figure maschili, coltiva la sua innocente mania di guardare i corpi degli uomini, come “Luca era gay e adesso sta con lei”. Cinquina e Tombola per il gran finale alla Pomodori verdi fritti:
“Ma che belli i gerani che avete nell’orto, che ci mettete per concimarli che vengono su così?, chiede Concetta per cambiare discorso, osservando la lunga fila di fiori in un angolo sotto al muro.
Ci metto sangue di… Rachele vorrebbe dire ‘porco’ ma non ci riesce. Bue?”
Sì, bue!
Note biografiche dell’autore:
Cinzia Pierangelini, violinista e docente, è nata a Messina dove vive. Scrive dal 2004 ed esordisce l’anno successivo con la raccolta di racconti Dall’ultimo leggio, cui seguono i romanzi Eraclito e il muro (2006) Draghia – romanzo fantasy per ragazzi – (2008) ‘A jatta (2008) Il professor Scelestus – romanzo per ragazzi – (2009).
Suoi lavori vincitori di premi e selezioni sono stati pubblicati su antologie e riviste letterarie.
di Miriam Ravasio















Attendevo questa recensione da due giorni, avendola letta in anteprima, per rispondere finalmente e pubblicamente all’autrice della stessa, la sig.ra Ravasio. Conoscevo già questa signora poiché le chiesi di disegnare una copertina per Un’altra Julia (sì, sì proprio questo libro!) e perciò le narrai la storia e le mandai anche una parte del racconto affinché potesse orientarsi per il suo disegno. Le sue parole furono: ‘Ne sono entusiasta’. Tanto entusiasta che fece in brevissimo tempo un abbozzo( che conservo eh, mica dico balle, insieme alle mail) del disegno di copertina che, detto per inciso, a me non dispiacque affatto. Di altro parere fu l’editore che preferì scegliere diversamente e quindi rifiutò la copertina della Ravasio. (acci…un rifiuto, non sia mai!). Ho voluto dilungarmi, non a caso ovviamente, sui trascorsi tra me e la Ravasio per tranquillizzare eventuali scrittori che si rivolgano a lei per una recensione: non è mica sempre così! solo quando è molto arrabbiata! Perché lo dico? non per la recensione negativa, ché ognuno ha diritto di pensare ciò che vuole e di esprimersi, anche, in merito a ciò che legge. Soprattutto quando, senza avere le doti e l’umiltà e, non ultima, la professionalità (perdonatemi eh, ma ho scritto un romanzo intero sui ‘critici da strapazzo’) intende levarsi al rango di critico letterario! Dicevo quindi che rispondo non perché la critica sia negativa ma per la rabbia, il veleno, l’acido che la contraddistingue rendendola (non ditemi di no) davvero originale! Insomma il sassolino che la Ravasio si portava nella scarpa in merito al mio libro doveva essere acuminato assai, pungente e fastidioso, tanto che nel levarselo la signora ha vomitato un fiotto di fiele che poco ci mancava mi avvelenasse la giornata! Fortunatamente ai critici, o pseudo tali ovviamente, sono abituata e quando non mi fanno piangere ci rido su, o magari ci scrivo un romanzo. Comunque, tanto per dare una parvenza di serietà a questa mia, vorrei chiarire a questa illustre disegnatrice e critica che del libro non è che abbia capito proprio tutto eh, e pricipalmente ciò che riguarda l’animo…Ma questo non mi sorprende, credo che l’animo della suddetta stia all’arte come un ravanello a un baobab!
Accidenti! Che tenzone di sapor medievale! :-)
Io recensisco spesso libri di Historica edizioni e li ho sempre considerati buoni libri, alcuni ottimi! Anche questo mi arriverà per posta e, a questo punto, sono ansioso di leggerlo e recensirlo, su questa webzine o altrove!
Un saluto
Onofrio