Cinema: Viviane


A cura di Silvio Danese

Divorzio: il calvario di una donna
Non fa tesoro del diritto della persona, il tribunale rabbinico che giudica la richiesta di divorzio di Viviane dal marito, ostinatamente contrario. Legale in Israele, il divorzio è però subordinato alla sola volontà del consorte maschio eval verdetto religioso. È la cronaca del calvario di una donna: cinque anni di sedute e rinvìi, separazione e obbligo di ritorno a casa, mentre testimonianze e ricostruzioni rivelano una relazione fallita e suggeriscono anche vessazioni corporali. Ce la farà? Un’aula, un corridoio d’attesa, due avvocati, i capelli, gli abiti e il tempo di Viviane (la già indimenticabile Elkabetz) che implora prima con gli occhi che con le parole di essere liberata. Impostato sulle figure retoriche di iterazione e attesa di scioglimento, usa il primo piano come dialettica di duello e la risposta del marito, “no”, come un colpo di pistola sul duellante legato. Sono chiare anche le ragioni dell’ortodossia, radiografate con indiretta denuncia di responsabilità. Sui piatti della storia dell’umanità e delle sue religioni il film mette la femmina come soggetto e l’amore come proprietà. La bilancia esplode. Da vedere.

Titolo originale: Gett
Nazione: Israele, Francia, Germania
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 115′
Regia: Ronit Elkabetz, Shlomi Elkabetz
Cast: Ronit Elkabetz, Menashe Noy, Simon Abkarian, Sasson Gabai, Eli Gorstein, Gabi Amrani, Rami Danon, Roberto Pollack, Dalia Begger, Albert Illuz, Avrahram Selektar, Keren Morr, Evelyn Hagoel, Rubi Porat Shoval, Shmil Ben Ari, David Ohayon, Ze’ev Revach
Produzione: DBG, Elzévir & Cie

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