Cinema: Venere in pelliccia


Vanda & gli altri “geniali” masochisti
Perchè siamo masochisti? Macché. Come siamo masochisti, piuttosto. Frusta e lacci, anima e carne, in reggicalze nero, corpetto di pelle, con un personale da virago tendente al trans, la Seigner è Vanda, volgare, ambigua, ammaliante aspirante alla parte di protagonista in una riduzione del romanzo di von Sacher Masoch “Venere in pelliccia” a Parigi. Amalric fa il regista-scrittore Thomas che, prima, respinge l’ignorante e invadente Vanda, poi ne resta fatalmente sedotto, preda, vittima, come chiede la sua vocazione autolesionista, che coincide con il carattere e il destino di scena. Gli attori entrano ed escono dai personaggi smascherando il sadomasochismo dei ruoli. Commedia nella commedia, per certi versi il film è geniale, almeno quando una risata liberatrice comprende la verità amorosa di un gioco ancestrale. Polanski dimentica la psicanalisi, punta al bisogno e al meccanismo, qualcosa di umano, doloroso e divertente. Riuscita allegoria del sadomasochismo come antica, attualissima, guerra dei sessi, dalla pièce di successo a Broadway “Venus in fur” di David Ives (coautore della sceneggiatura con Polanski).

Silvio Danese

Titolo originale: La Vénus à la fourrure
Nazione: Francia
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 96′
Regia: Roman Polanski
Cast: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric
Produzione: RP Productions, Come film, Monolith Films
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2013
14 Novembre 2013 (cinema)

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