Cinema: Sherlock Holmes
Trailer:
A cura di Silvio Danese
Più postmoderno che “elementare”
Dimenticate il segaligno investigatore con mantellino, pipa e cappello. Holmes è morto. Viva Holmes. Quanti personaggi ci sono nello squinternato, colto, egressivo, trasgressivo, trasandato, deduttivo, funambolico, agilissimo Karateca Sherlock in questa trascrizione Warner 2009 diretta dal muscolare, eccitato, ex marito di Madonna? James Bond e Jackie Chan, Batman e il tenente Colombo, Indiana Jones e Fantomas. Spinto a duplicare le doti d’origine, Downey è il mattatore centrato dell’edizione postmoderna del classico di Doyle. Però dice ancora: “Quando hai eliminato l’impossibile, è la verità”. Così, con fumettistica ridondanza, scopre i segreti dell’immortale Lord Blackwood e smaschera un’organizzazione criminale di corrotte istituzioni. Quante metropoli misteriche, futuribili ci sono in questa Londra fine ‘800, tra i cantieri modernisti e più prevedibili dimore a doppio fondo… Potrebbe deludere i classicisti a oltranza? Elementare Watson.
di Silvio Danese
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Sono un po’ dubbioso su questa versione aggiornata di Holmes. Ho l’impressione abbiano tenuto d’occhio il botteghino. Action Movie ma sono curioso di come hanno trattato i personaggi di Doyle. Non mancherò di visionarlo…
Ciao Alberto,
Ho visto il film il giorno di Natale e devo dire che dopo un primo momento di perplessità mi ha incollato allo schermo.
Certo il personaggio di Conan Doyle Sherlock Holmes è stravolto, una lettura diversa che vede Holmes calcolare mentalmente i colpi da infliggere agli avversari, il che mostra un Guy Ritchie che vuol far colpo a tutti i costi sul pubblico, non manca di ragionamento ma sicuramente allontana moltissimo dalla figura del detective che tutti conosce. Ma nonostante questo “stravolgimento” o rivisitazione –come la si vuol chiamare – il film arriva in sala con ironia prendendo il pubblico e credo appassionandolo . Il regista lascia aperte le porte per un proseguo, che credo non dispiaccia allo spettatore…
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Ando Gilardi “Morire di coppia”
C’è un tipo di eroismo che è il più eroico di tutti ma di cui non si parla e non si fanno monumenti agli eroi: è l’eroismo della donna che diventa la fedele compagna di un uomo e lo accompagna poi nella morte. Da ragazzo avevo letto, e mi aveva fatto impressione, che in India questo ha il nome di sati, e che si tratta di una pratica antica, la quale prevede che una volta morto il marito, la vedova si immoli viva sulla pira funeraria del consorte defunto. Il rito era percepito ipocritamente come un atto di devozione verso il consorte e solo le donne virtuose erano in grado di compierlo. In realtà per gli uomini indiani, la moglie era ritenuta una protesi del marito, diciamo come una sua gamba di legno, per cui nel caso della morte dell’uomo, la donna diventava un peso inutile per la società, e sessualmente era logora e usata, la soluzione del suicidio era l’unica logica. …
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XIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli”
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Il Concorso è stato sempre patrocinato dal Presidente della Repubblica e dalla Presidenza del Senato (con due premi inviati dalle alte cariche istituzionali)
Il Concorso si articolerà in quattro sezioni:
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Sezione B - Poesia a tema libero in vernacolo;
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Intervista allo storico Guido Crainz
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Nell’ultima risposta all’intervista che mi ha rilasciato lo storico Guido Crainz mi piacerebbe scorgere una traccia di questo ribaltamento – nonostante il pessimismo, che condivido. La mappa è complessa, l’esame non sempre coincidente ma l’urgenza civile, il bisogno di capire e di mettere in circolo i contrappesi di cui parla lo storico dovrebbero essere anche i nostri. …
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