Cinema: Pinuccio Lovero – Yes I can


Se il becchino diventa metafora dell’Italia
Pinuccio il ritorno. Come X Men e l’Uomo Ragno. Superpoteri: terza media, becchino ispirato, innocenza politica e fiducia nell’onestà dei sogni. Ma non vince, smaschera: un meridione localista metafora d’Italia, svuotato di senso e concretezza fino al grottesco, involuto in un linguaggio sociale R .„ che allucina il potere come conquista privata di prò loco se non di appartamento, il proprio. Sequel del fortunato documentario sul giovanottone che voleva diventare “custode a livello cimiteriale”, accolto qualche anno fa nei talk show di Bonolis e Magalli, Lovero decide di “scendere in campo”, ma anche in camposanto, per difendere i valori di una buona gestione di loculi e tombe, nella scorsa kermesse elettorale. Accompagnato dalla cinepresa di Mezzapesa, che combina taglio biopic americano e spirali vernacolari (esilaranti certe riunioni in barese marziano o gli autoritratti di impensabili candidati), vagheggiando Obama, Lovero punta ai voti di vivi che “pensano al domani” come rispettati e accuditi futuri morti. Siamo vicini al dadaismo comico di Karl Valentin. Ma no. Siamo noi.

Silvio Danese

Titolo originale: Pinuccio Lovero – Yes I can
Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: Documentario
Durata: 70′
Regia: Pippo Mezzapesa
Cast: Pinuccio Lovero, Anna Pappapicco, Nicola Vendola
Produzione: Direzione Generale Cinema, Fanfara Film, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), Vivo Film
Distribuzione: Fanfara Film, Vivo Film
Data di uscita: Roma 2012
15 Maggio 2014

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