Cinema: Mommy


A cura di Silvio Danese

Cronaca (agitata) di un amore materno
Faceva spot pubblicitari da bambino, oggi è il più dotato autore sotto i 30 nel mondo. Canadese figlio d’attori, spugna di grande cinema, Dolan ha 26 anni, è al sesto lungometraggio ed è corteggiato da tutti i festival internazionali dai tempi di “J’ai tue ma mère” (2009). Qui fa un passo avanti, e che passo, con la cronaca agitata di un amore materno eccentrico e totale per un figlio sedicenne affetto da “ipeattivismo”, super-io impulsivo e violento, emblema di una libido che non riesce a controllare l’anarchia dei sentimenti. Scegliendo uno schermo d’angoscioso formato verticale (1:1, Dolan però lavora sui formati dall’esordio), manda in risonanza oppressiva l’esuberanza fisica e vocale del protagonista, per aprirsi al panoramico in esplosivi momenti di gioia nella vita della vedova Diane, del suo incontrollabile Steve e della vicina di casa Kyla, che si unisce per sfuggire a una famiglia “sedata”. Non è una cavalcata caratteriale: nel finale rivela di trovarsi sulla lama creativa che divide normalità e follia, con una citazione esplicita della celebre sequenza di chiusura del film di Foreman “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Da vedere.

Titolo originale: Mommy
Nazione: Canada, Francia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 139′
Regia: Xavier Dolan
Cast: Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon, Suzanne Clément, Alexandre Goyette, Patrick Huard
Produzione: Metafilms

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