Cinema: Last summer


A cura di Silvio Danese

Esordio italiano fra Rossellini e Ozu
La fine è un inizio, secondo saggezza. La giapponese Naomi ha quattro giorni per salutare Ken, cinque anni, che non dovrà più vedere per un decennio come da sentenza favorevole al potente padre inglese, assente che incombe. Sorvegliata dall’equipaggio sullo yacht a vela di famiglia, a Otranto, set dell’addio, Naomi cerca di riconquistare il bambino, istruito per dimenticarla. Ce la farà? Nel contrasto tra la fredda eleganza della barca e le rigide regole dell’incontro, la ricerca di una comunicazione intima, del corpo come della lingua materna, apre uno spiraglio. La mamma ha fatto errori, «ma d’ora in poi ti guarderò come un aquilone in volo». Un dolcissimo, significativo colpo di scena finale rimette nel cuore di Ken la memoria della madre per sempre. Girato (un esordio) da un italiano rosselliniano che vive a Londra e pensa a Ozu dirigendo un cast internazionale con sceneggiatura in collaborazione con Igort e Banana Yoshimoto, è un film di ben riposta fiducia nei primi piani di Rinko Kikuchi, nella suspense dei sentimenti, nel paesaggio, nell’implicito. Si sente il bisogno di stilizzare, ma è ricerca di stile.

Titolo originale: Last summer
Nazione: Italia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 94′
Regia: Leonardo Guerra Seràgnoli
Cast: Rinko Kikuchi, Yorick Van Wageningen, Lucy Griffiths, Laura Sofia Bach, Daniel Ball, Ken Brady
Produzione: Cinema 11 undici, Essentia, Jean Vigo Italia, Rai Cinema

  https://www.youtube.com/watch?v=II29_bBRX4Y

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