Cinema: Gli abbracci spezzati
A cura di Silvio Danese
L’amore? Un gioco tenero e complicato
Dal regista poetico feticista di ‹‹Tutto su mia madre›› un altro flessuoso flirt col cinema. Una nuova geometria di emozioni cinema-vita-cinema? Almadovar ci prova. Il titolo riprende la scena dei resti degli amanti carbonizzati e abbracciati di Pompei nel ‹‹Viaggio in Italia›› di Rossellini. Nei tempi ’90 lo sceneggiatore Harry Caine era il regista Mateo, caduto in amore per l’attrice Lena, l’avvenente convivente dell’anziano Ernesto, industriale geloso e vendicativo che finanzia un film… Le cose si avviluppano in almeno tre piani: la visita, oggi, del figlio omosessuale dell’ormai deceduto industriale che vuole vendicarsi delle vessazioni del padre; l’amore clandestino tra Mateo e Lena, con una fuga tra i crateri e il mare di Lanzorote, il film ‹‹Ragazze e valigie››, commedia al femminile dove Lena (la Cruz) recita un ruolo opposto al dramma che sta vivendo nella vita. Complicato? Si. Nel gioco tra tempo e memoria, si riconosce il bisogno, e il piacere, di ripensare certi idoli d’autore, un po’ programmato (toccante, ma didascalico il finale), suadente, meno armonioso di ‹‹Volver››, sempre coinvolgente.
di Silvio Danese
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