Cinema: Fai bei sogni


Bellocchio racconta i tormenti dell’anima
La menzogna del padre e dei parenti sul “salto nel vuoto” della mamma malata, comprensibile in infanzia, protratta per decenni ha minato identità e affettività del giornalista Massimo, che nel corridoio (del tempo) del suo appartamento rivive “sogni infranti” fino alT’addio al passato”. Da mezzo secolo, dolce ossessione (“I pugni in tasca” 1965, “La balia” 1999, “L’ora di religione” 2002, “Vincere” 2009) nel cinema di Bellocchio lo sguardo del figlio interroga, sublima o distrugge, la fuggente figura dell’origine, tra desiderio e castrazione. Liberamente tratto dal romanzo autobiografico di Massimo Gramellini, questo è invece la messa in scena della proibizione di verità nell’omertà di famiglia (giusta la nota horror di Belfagor). Conseguenza edipica, la stessa, ma qui mirabili sequenze compongono il mistero sensuale della madre come ricerca di senso nella vita. Non necessari due episodi di fedeltà al libro (l’invio di guerra, il cip-cip con la futura moglie), valgono però le parole della Ginzburg ai tempi di “Enrico IV”: “Vi ha cercato tutto ciò che era affine al suo mondo e l’ha tradono nel suo latino”.

Silvio Danese

faibeisogniTitolo originale: Fai bei sogni
Anno: 2016
Genere: Drammatico
Durata: 133′
Regia: Marco Bellocchio
Cast: Bérénice Bejo, Emmanuelle Devos, Valerio Mastandrea, Fabrizio Gifuni, Guido Caprino, Linda Messerklinger, Nicolò Cabras, Dario Dal Pero, Barbara Ronchi
Data di uscita: 10 Novembre 2016 (cinema)

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