Cinema: 12 anni schiavo


McQueen: l’America di dolore e catene
Tra “Lincoln” di Spielberg (il parto sanguinoso della legge contro la schiavitù) e “Django Unchained” di Tarantino (la vendetta onirica dell’ eroe-popolo “negro”) c’è questa cronaca storica di un caso-per-tutti, che non riesce però a formarsi nell’epica di una nazione come vorrebbe. Solomon Northup (dalla sua autobiografia), afroamericano libero nella democratica Washington del 1847, è rapito e venduto nel sud razzista prima della Guerra Civile: perde casa, redingote, lavoro di violinista a teatro e famiglia e diventa, per lo spettatore, la guida e la vittima dell’inferno di violenza e morte che minò le fondamenta della Grande Nazione. Terzo lungometraggio di McQueen (“Hunger”, “Shame”), cineasta e videoartista di talento, ha un passo ossessionato e ossessivo non sempre motivato. Incollato con la cinepresa al corpo vessato come un disco rotto, diviso tra l’esibizione della mostruosità e l’analisi della follia bianca, capace di almeno un paio di grandi sequenze tragiche (l’impiccagione mancata e la punizione di una ragazzina), è un film discontinuo e importante. Fassbender vale il biglietto.

Silvio Danese

Titolo originale: 12 Years a Slave
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 133′
Regia: Steve McQueen
Cast: Chiwetel Ejiofor, Dwight Henry, Lupita Nyong’o, Brad Pitt, Paul Giamatti, Michael Fassbender, Paul Dano, Benedict Cumberbatch, Sarah Paulson, Garret Dillahunt, Quvenzhané Wallis, Alfre Woodard
Produzione: Regency Enterprises
Distribuzione: Bim Distribuzione
Data di uscita: 20 Febbraio 2014 (cinema)

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