Recensione: Chiara Zanini – La strada dei sogni


C’è qualcosa di magico nel fare un pezzo di strada assieme, nella vicinanza dei corpi, nell’addomesticarsi a vicenda. La strada è un tipo di spazio e di tempo che giorno dopo giorno copre le distanze degli anni, delle menti, dei ricordi, riempiendo vuoti che si sono creati dentro di noi altrove. La strada qualche tempo fa era dove si diventava grandi, dove s’imparava ad unirsi al mondo, ciascuno con il proprio passo, chi più lento, chi lieve, chi goffo o chi defilato. Era in strada che si trovavano i sorrisi veri, le pacche sulla spalla, le sbucciature alle ginocchia, le merende che ungevano le mani, i silenzi pieni, le assenze, i ritorni, gli odori buoni, e una miriade di sogni inseguiti, abbandonati o infranti. Detesto le strade di alcune città americane su cui non cammina mai nessuno, su cui non esiste un’ora del giorno in cui per puro volere del caso si possano incontrare gli occhi sconosciuti del prossimo e provare calore. Qualche anno fa ho letto che la terra ruota attorno al proprio asse per un solo motivo: per farci avvicinare gli uni agli altri prima che sia troppo tardi.
C’era una volta un tempo in cui le strade le davano una mano.

Questo magnifico stralcio è l’into a “La strada dei sogni”, nuovo libro di Chiara Zanini. Un libro che ha come filo conduttore la strada e si suddivide in tre racconti distinti, tre storie diverse ambientate in tre luoghi nel mondo lontani tra loro.
Napoli, ragazzini crescono insieme, tra amicizie e primi amori che nascono tra le strade e piazze di Secondigliano, un racconto che sa di buono, di genuino, di tempi andati…
Ho un collega di lavoro napoletano, Salvatore, una persona che stimo moltissimo, con me parla napoletano quando si racconta e mi racconta la sua giovinezza, ebbene la Zanini con “Secondigliano, Napoli, Italia 1984-2000” primo dei tre racconti facente parte di “La strada dei sogni” me lo ha riportato alla mente con tutta la sua genuinità.

Quann ‘e ragazze me domandano cosa facessimo in strada tutti ‘e pomeriggi, io risponno sempre allo stesso modo.
“Voi sape’  cosa si fa in strada tutto ‘o tiempo?…
Si sogna. E poi si sogna in gruppo. Na cosa ca è capace ‘e sollevarti da terra.”

In “Durban, Sudafrica. 2001” è una quarantenne la protagonista, ma anche tutte le persone che incontra nel suo nuovo inizio, una donna che si reinventa abbandonando tutto per ricominciare a Durban.

“Le nostre vite funzionano così, come i castelli di carta: basta una scelta posizionata male per dover ricominciare tutto da capo”

E quello che l’autrice ci dona é un messaggio importante, nulla è mai perso e tutto può essere modificato, basta volerlo e cambiare direzione, anche se questo vuol dire ricominciare da zero… Non bisogna mai perdere la speranza

Non dico che sia tutto giusto quello che facciamo su questi tetti, dico che è l’unico modo per riprenderci quello che ci hanno strappato 500 anni fa.
I bosniaci devono pagare, erano cristiani come noi, poi sono arrivati i turchi e hanno cambiato bandiera. Quelli sono i peggiori per me, sono dei fottuti traditori, e i figli dei loro figli non vanno risparmiati a maggior ragione. Hanno il sangue dei traditori dentro al loro sangue e fingono davanti al mondo di non saperlo.
Beh, il vecchio stronzo ha ragione: è arrivata la resa dei conti ormai e tutti dovrete decidere da che parte stare. Noi stiamo solo aiutandovi a farlo.

Sarajevo, Bosnia-Erzegovina.1992-1996, la guerra vista attraverso gli occhi di un cecchino e di un bambino, un racconto struggente per quanto meraviglioso che mi ha preso fin dentro le viscere…

“Papà dice che ci si abitua tutto; io credo che ci si abitui solo alle cose brutte, perché le cose belle non durano mai a sufficienza”

La crudeltà della guerra, un cecchino, la morte, un diario, delle seggiole, la vita, poche parole per dire tutto, non parlerò oltre del racconto perché è qualcosa che il lettore deve vivere in totale.

“Signora, credo che i miei genitori siano morti sotto i bombardamenti. Mamma è sparita da tre mesi e papà era alla Biblioteca Nazionale quando è andata a fuoco”
Si è messa a piangere al posto mio:in guerra ognuno fa un po’ di quello che tocca all’altro e viceversa.

Dopo la lettura di “La strada dei sogni”, mi è piaciuto il libro? La mia risposta è “Ni”, non so spiegarmi bene la motivazione, la Zanini ha una bellissima scrittura e un modo di narrare splendido, riesce a far vivere immagini ed emozioni al lettore con grande naturalezza.
A mio avviso “Sarajevo, Bosnia-Erzegovina.1992-1996” è un racconto talmente perfetto in tutte le sue parti che vale tutto il libro, ma la strada dei sogni non è solo quest’ultimo racconto.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: La strada dei sogni
Autore: Chiara Zanini
Prezzo copertina: € 12.50
Editore: Youcanprint
Collana: Youcanprint Self-Publishing
Data di Pubblicazione: 2017
EAN: 9788892695627
ISBN: 8892695622
Pagine: 184

 

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