Celine – Viaggio al termine della notte


A cura di Augusto Benemeglio

1. Cèline è unn bastardo

Cèline?…Beh, a dirvela tutta io -anche oggi- sai quanti ne impiccherei di questi sporchi razzisti guerrafondai , belve sanguinarie sparse su tutta la terra, uno che è stato con Petain, che è stato con Hitler, che ha fatto ammazzare centinaia, migliaia di ebrei. Me ne frego che sia uno scrittore. E’ un criminale…

Céline? … Un bastardo randagio da prendere e sbattere nel cestino alla prima schifezza . Il suo libro più famoso , “Viaggio al termine della notte” , l’avevo raccattato da un lenzuolo a terra , da un venditore da marciapiede , sparso tra i libri usati , sporchi, pidocchiosi , ancora raccolti nel lenzuolo fetido.

2. Io so che significa inventare

Cèline?…Aveva detto «scrivo come posso, quando posso, dove posso […] ho sempre dovuto rubare ore a quelli che mi da vano lavoro, rubare tempo ai mestieri che mi davano il pane […]. Scrivo in fretta e furia, come sempre ho vissuto: in fret ta e furia». E ancora, altrove: «l’argot non si fa con un glossario, ma con delle immagini nate dall’odio, è l’odio che fa l’argot. L’argot è fatto per esprimere i veri sentimenti della miseria».
Ma poi, nell’intervista che rilasciò un anno prima di morire,nel 1960, corregge il tiro.
“Io so che significa inventare! Prendi gli impressionisti: un giorno di sole , presero i pennelli e andarono a dipingere all’aperto , e là videro per davvero come ci si mangia , sull’erba. Prendi Bach e Debussy , due rivoluzionari, hanno mescolato , i suoni. Io mescolo le parole , tutto qui. Per un romanzo dei miei , tu scrittorello di merda , ne devi scrivere ottomila di pagine e non ottocento”.

3.Spia del Reich

Senti come parla , il saccente. E che cosa cerchi di dimostrare , con questa eloquenza, vecchio porco nazista?
“Emozioni. In principio c’erano le emozioni, e non le parole. Io faccio diventare emozioni le parole. La parola è orribile, non la puoi annusare. Ma raggiungere il punto in cui quell’emozione la puoi tradurre, ma quello è un momento di una difficoltà che non puoi immaginare …uno schifo, al di là dell’umano…E’ un giochetto in cui ci puoi lasciare le penne”
Cèline?… Che ne sai in realtà , tu, vecchia fogna , spia del Reich , che vivi insieme ai topi e ai rifiuti, di quel carro bestiame che è la guerra e ha preso noi , innocenti , ci ha ghermiti appena nati , in mezzo alle rovine , e poi ci ha dispersi, ci ha divisi per sempre. Io sai che ti dico , Louis – Fernand ? Che da qui alla fermata dell’autobus , – duecento passi, – ti butterò nel secchio della mondezza, te lo assicuro. Puzzi talmente che al massimo riuscirò a leggere tre pagine del tuo “voyage”.

4.Quel po’ di vita scassata

…E invece… me lo sono letto fino all’ultima riga e poi ( me ne vergogno quasi) l’ho conservato, ridandogli una pulita. Ora c’ha la copertina nuova di zecca, ma le pagine sono rimaste gialle, come lui, “il traditore”. No, no, amici, il “viaggio” non è l’inaugurazione di uno stile , ma la più forte maledizione della guerra, anche se l’unica storia che conti – lo dice lui – è quella per cui hai pagato.
Cèline?Certo , dice anche cose interessanti , belle, non filosofeggia, non butta avanti teorie , solo si appoggia a quel po’ di vita scassata che gli hanno lasciato,non ammazzandolo dopo la guerra – come avrebbero dovuto e come è capitato ad altri collaborazionisti “non peggiori di lui”…ma ciò non è accaduto , non si sa perché, non è accaduto e basta , come per migliaia di sporchi bastardi nazisti , macellai dei campi di sterminio…Eppure il suo “viaggio” è l’unico libro che mi ha fatto compagnia in quel certo periodo nero, non c’è stato più niente dopo che avesse quel tono di vita avvelenata , rubata agli altri per il solo fatto di essere sopravvissuto, quel tanto di vita residua sopra un mucchio colossale di ventenni macellati , di tutte le razze e le religioni , nei fossi dalle schegge di ferro…

5.Avere un caos dentro di se

Cèline? Vogliamo condannarlo come uomo? , è giusto che sia così? e va bene condanniamolo!, …In fondo lui avrebbe preferito morire così, come una bestia , appartandosi , foss’anche un plotone di esecuzione , “è un tratto dignitoso e nobile della natura , che solo le bestie hanno conservato , quello di morire così, appartati , senza scassare i zibbedei a nisciuno” , parola di Celine, che non voleva morire agonizzando nelle corsie degli ospedali. Impicchiamolo, dunque, e gli faremo un favore . Ma insieme a lui condanniamo mille altri scrittori , a partire da quel ruffiano di Virgilio o da Ovidio che cantano le imprese guerresche degli eserciti imperiali…e facciamola finita!…
Cèline? La felicità “è avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante, come dice Nietzsche? “Ma che cazzo dici? Io non so che cosa sia, la felicità. Se mi dessero abbastanza quattrini per tirare avanti senza problemi, se potessi andarmene da qualche parte a osservare la gente , senza dover lavorare , se potessi starmene in pace con i miei cani e i miei gatti… Piante e bestie recano i segni della salvezza come l’uomo quelli della perdizione…

6.Mi piace dormire

. Ecco questa sarebbe per me la felicità, starmene da solo, in pace, su una spiaggia di fronte al mare. Da mangiae il minimo necessario, quasi niente . E una candela , solo una candela per leggere il giornale…Ma in realtà la felicità non la chiedo, né m’interessa. Godersi la vita è una questione di temperamento, di dieta. Bere, mangiare, fottere , ecco cos’è giocare con la vita , un mucchio di cose che non ti lascia nulla , se non di molto vago. Io non sono un giocatore e questo risolve tutto. Non mi piace mangiare, non bevo , né vado più nei bordelli. E’ tutta roba da merdosi. Mi piace dormire ed essere lasciato in pace. Leggo due o tre giornali , ricevo qualche amico, e viene la sera. E così senza che te ne accorgi passano i giorni e gli anni . E quando t’invecchi le cose vanno più in fretta. Da giovani un giorno sembra non finire mai, quando si è vecchi , invece è subito finita. Da pensionato un giorno è un lampo, da ragazzo va al rallentatore.
E questo è tutto.

7.Che ognuno suoni bene il suo strumento

Cèline?….”Alla fine – scrive Erri De Luca – le sue parole suonare vere , cristosanto!, anche fatta la tara su un po’ di civetteria da cane randagio, a me ha venduto le pagine con cui mi sono sgrassato di dosso la fatica gelata di un inverno dei miei trent’anni nella mia città di nascita e di addio, in cui non ero più “napulitano” e in cambio non ero nient’altro. e che ero un coglione qualunque , un resto , un residuato di altra folla, io l’ho saputo lì, con quel libro stropicciato e lacero: lì, cristosanto, e mai più… Eravamo tanti, allora. Migliaia, anzi centinaia di migliaia, forse milioni di giovani. Ma solo uno di noi era ” controcorrente”. Si alzò e disse: “Da questo schifo di società , da questo stato di cose , bisogna separarsi. “ E’ giusto, – dicemmo tutti in coro… “Deve essere così…Bisogna compiere un atto di eresia….”
Sì, sìì. sììì. sìììììì, – urlammo tutti a squarciagola . “Ma non più con le urla, i tumulti, no.Anzi. In silenzio”. Allora tutti noi zittimmo, mentre quello continuò: “E in segreto. E non da soli. Ma in gruppi. In società autentiche, le quali devono creare una vita il più possibile indipendente e sensata. Senza alcun
idea di falansterio o di colonia utopistica, un tipo di società nella quale
ognuno apprenda anzitutto a governare se stesso e a concedersi giustamente
verso gli altri. E che ognuno eserciti bene il proprio mestiere. Che suoni bene il proprio strumento.

8. Ma la letteratura a che cazzo serve?

Sono questi i principi morali su cui deve essere fondata una
società, principi che sempre , per natura , escludono la frode, la
prevaricazione, la ciarlataneria ; la fame e il dominio di possess”.
E la letteratura che cosa c’entra in tutto questo?…E Céline?
Cèline?…Cèline…Louis-Ferdinand Celine , ecco qua.
Scrittore popolare per eccellenza, e non perchè la sua opera si rivolga ad una determinata classe ( magari per lusingarla) , ma perchè tutta la sua formazione, tutto il suo essere, tutto il suo sentire appartengono al mondo della squallida povertà. Ricerca stilistica, ritmo, lirismo emotivo, ricchezza di espressione con frequenti ricorsi a modi popolari e anche scurrili, ed al gergo, caratterizzano questo originalissimo scrittore, che era anche un uomo notevole, a prescindere dalla sue idee non sempre condivisibili..
Era una cosa di tanto tempo fa. Mi è rivenuta in mente. Ve l” ho detta.
Sembra di ieri. Anzi di oggi, invece è di trent’anni fa.
Pissi, pissi , amico lettore, avvicina l’orecchio che voglio farti una confidenza: Mi sai dire a che cazzo serve la letteratura?
Mica cambia la tua vita , nè fa cambiare il sopruso l’ingiustizia la miseria , nè fa cambiare idea al governante di turno che ha deciso di fare la guerra…
Anzi…la trova utile come scusante.
Adieu!

Augusto Benemeglio

Titolo: Viaggio al termine della notte
Autore: Louis-Ferdinand Céline
Traduttore: Ferrero E.
Prezzo: € 18.60
Editore: Corbaccio
Collana: I grandi scrittori
Data di Pubblicazione: Maggio 2011
ISBN: 886380172X
ISBN-13: 9788863801729
Pagine: 575
Reparto: Narrativa > Narrativa classica

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