Saggi
“Emily, Antonia, Sylvia: Sacerdotesse del Quotidiano”, edito nel 2005 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Saggi”, è una curata critica letteraria d’analisi sugli aspetti poetici di Emily Dickinson, Antonia Pozzi e Sylvia Plath.
L’autrice, Donatella Basili, è un esempio d’armonia tra la letteratura e la scienza, infatti è laureata in matematica ma da sempre, all’interno del suo animo, la presenza della vena poetica ha percosso le corde dei versi. Autrice di una raccolta di poesie “Ombre”, edita presso Rupe Mutevole, ha vinto numerosi concorsi letterari, fra i quali il primo premio di poesia “Ugo Carreca” nel 2000, e ha pubblicato numerosi racconti e saggi letterari in diverse riviste (“Resine”, “Thesis”, “L’iniziativa”). …
Muhammad Amin al-Husayni è un nome certamente a molti non noto, ma ben conosciuto dagli ebrei e dal mondo arabo in generale. Quest’uomo fu a lungo il Gran Mufti di Gerusalemme, cioè la massima autorità giuridica islamica sunnita responsabile della corretta gestione dei luoghi santi islamici in Gerusalemme.
Costui, fra il 1934 e il 1945, intrattenne complessi rapporti con Adolf Hitler e più in generale con il nazismo tedesco e con il fascismo italiano. Riesce difficile comprendere una stretta relazione fra un capo religioso e il dittatore, notoriamente ateo, di una nazione impregnata di antisemitismo, tanto più che se gli ebrei sono semiti, altrettanto lo sono gli arabi.
Questo bel saggio storico di Alberto Rosselli si propone di fare chiarezza su questi rapporti, delineandone i motivi alla base e le finalità, e lo fa in modo convincente, con una scrittura precisa, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori. …
Con Le stimmate dello sciamano, secondo saggio di Andrea Armati, prosegue il viaggio all’interno della storia di San Francesco d’Assisi. Nel primo saggio “Lo stregone di Assisi. Il volto negato di San Francesco” Armati, ci fa vedere, con tanto di fonti storiche, quanto la figura di Giovanni di Pietro Bernardone fosse pragmatica e mistica, un bravissimo politico al quale la chiesa concesse molto e più del dovuto, nonostante che a quel tempo molte cose non fossero permesse e del tutto condannate.
Armati con Le stimmate dello sciamano riprende da dove ci aveva lasciato e prosegue il suo viaggio marchiando su una cartina il percorso dell’”evangelizzazione” di San Francesco in luoghi che all’epoca erano totalmente pagani e dove le pratiche di stregoneria erano attività usuali per gli abitanti del luogo. …
La metapolitica non è una disciplina accademica. Senza ombra di dubbio il suo campo di studio rinvia alla filosofia politica. Tuttavia di rado se ne parla in enciclopedie e manuali di storia del pensiero politico. Probabilmente perché su di essa pesa tuttora l’accusa di pericoloso dilettantismo romantico dalle tentacolari propaggini totalitarie. Il che per certi versi è vero. Ma è soltanto una parte della storia. Ed è ciò che si propone di mostrare Carlo Gambescia. Per il quale la metapolitica, come altro sguardo sul potere, può rappresentare, oggigiorno, la classica boccata d’aria fresca e pulita: un’analisi razionale di quel che viene “dopo” e “oltre” la politica, imperniata sulle scienze sociali e non sull’ astratta ricerca dell’ “Ottimo Stato” o sulla sua abolizione rivoluzionaria. …
“Borsellino mostrava di conoscere determinate vicende: mostrava soprattutto di non avere alcuna ritrosia a parlare dei rapporti tra mafia e grande imprenditoria del Nord, a considerare normale che le indagini dovessero volgere in quella direzione; non manifestava alcuna sudditanza psicologica, nzi una chiara propensione ad agire con gli strumenti dell’investigazione penale senza rispetto per alcun santuario e senza timore del livello al quale potessero attingere le sue indagini, confermando la tesi degli intervistatori che la mafia era non solo crimine organizzato, ma anche connessione e collegamenti con ambienti insospettabili dell’economia e della finanza.” Dalla sentenza d’appello del processo “Borsellini Bis”. Caltanissetta, 18 marzo 2002. …
“L’Italia in vacca” (Aliberti editore) è il saggio d’esordio di Riccardo Caselli, venticinquenne psicologo sociale, che vanta una prefazione di Pier Luigi Celli e coniuga anime differenti nonché numerosi spunti. Un vero e proprio “incrocio di punti di vista”, come lo definisce nella prefazione il direttore della Luiss, che sottolinea la necessità di dare rilievo ad un pensiero controcorrente e creativo come quello del giovane autore reggiano.
Il pamphlet tratta di costume e società, con ampi spazi dedicati a mass-media, formazione dei giovani e vita quotidiana; diverse riflessioni sono rivolte anche alle dinamiche aziendali e alle tecnologie, con l’evoluzione del web e della new economy sempre sullo sfondo. …
Le identità usurpate, uomini che si sostituiscono ad altri, prendendone in pratica il nome e il ruolo, abbandonando quella che era la personalità innata, è questo il tema di questi due saggi storici che Leonardo Sciascia ha affrontato con la sottile capacità di analisi che gli è propria.
Non so quanti siano a conoscenza dell’incredibile vicenda Bruneri o Canella che appassionò, meglio ancora infiammò l’Italia sul finire degli anni venti del XX Secolo. Non sto a raccontarla perché sarebbe inutile per chi non la ignora e costituirebbe invece un’indebita ingerenza nella curiosità dei futuri lettori che, cono certo, saranno avvinti da una trama che sembra quasi inventata. Ma da un fatto certo, oggetto di numerosi dibattiti giudiziari, che cosa avrebbe potuto dire di nuovo Leonardo Sciascia? …
Non posso fare a meno di concordare con Lucio D’Arcangelo sui pericoli che sta correndo la nostra lingua, in una evoluzione che assomiglia però più a un imbarbarimento che a un naturale ed equilibrato progresso.
E’ in quest’ottica che l’autore ha scritto questo breve testo, che ha chiamato Breviario di italiano, sottotitolato “18 punti per salvare la nostra lingua”. Esagerazioni, timori infondati? Assolutamente no, perché purtroppo è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto di chi ama il proprio paese e la propria lingua che è in atto una progressiva spersonalizzazione che ne fa perdere i caratteri basilari, dando luogo a un linguaggio sgrammaticato, con un abuso ingiustificato di anglicismi. …
Venerdì 30 ottobre 2009 ore 21,00
presentazone del saggio di Giovanna Ruffin “Madri di Cosa Nostra-Le vestali del disvalore”
Interviene Carlo Alfieri, scrittore
Verrà proiettato la video-intervista “La vedova con la lupara” (Rai News 24) rilasciata nel 1964 da Serafina Battaglia, la prima pentita di mafia
La presentazione si terrà presso la sede dell’Associazione “La Scheggia” Via Dolomiti, 11 (MM 1 -Turro) a Milano …
Dialoghi sull’ opera d’ arte tra filosofi e letterati
Commentando il dipinto di Guercino «Et in Arcadia Ego» Piero Coda suggerisce tre interpretazioni della allegoria: «L’ Arcadia, il paradiso idealizzato, ha presente in sé, nascosta ma reale, la dimensione della fine»; «la realtà della morte nasconde, in realtà, il segreto della vita»; «la morte rappresentando il principio di realtà apre all’ alterità in vista dell’ attingimento alla vita piena». Il tema, studiato da Panofsky, pone l’ arte dunque in Arcadia, forse come segno di morte e, dopo, di rinascita? In questa raccolta di dibattiti fra filosofi, letterati, storici dell’ arte, musicologi, tenuti a Palazzo Barberini fra 2006 e 2007 ed editi a cura di Massimiliano Finazzer Flory, il tema dell’ arte e della sua funzione torna costantemente. E lo capisce bene Remo Bodei: «Ogni opera d’ arte si ritaglia un tempo e uno spazio diversi, suoi propri». …
Strano libro, questo, quasi un ibrido, composto com’è da un racconto breve e da un saggio letterario, un insieme che normalmente potrebbe stonare , ma che nel caso specifico offre un risultato pregevole, risultando entrambi i pezzi due autentici gioiellini.
Comincio dal racconto, né breve, né lungo, oserei dire il giusto, proprio perché non c’è nulla di troppo, né si notano assenze nel discorso, condotto in un italiano ormai raro, forbito senza essere lezioso, scorrevole senza essere impetuoso.
La vicenda in sé è grottesca, perché il protagonista, Poliorcete Visentini, dove l’etimologia greca del nome significa assaltatore di città, è l’oggetto di una diabolica scommessa delle autorità italiane e jugoslave (siamo negli anni cinquanta), un gioco infame a cui il personaggio si sottrarrà in un finale esemplare, rivendicando la propria dignità di uomo. …









