Interviste
D: Benvenuto fra i lettori di Liberolibro. Raccontaci, tanto per cominciare, una storia… la tua per esempio!
R: Grazie per il benvenuto e per l’onore – e il piacere – di questa intervista. La mia storia, in effetti, è una lunga storia. Comincia, molto banalmente, con un ragazzino innamorato dei libri e dotato di molta, forse troppa, fantasia. Pur non disdegnando di praticare sport e altre attività all’aria aperta, confesso che molto del mio tempo libero – e soprattutto della notte – lo trascorrevo leggendo i grandi classici dell’avventura e del mistero. Sono cresciuto, per dirla tutta, con London e Poe, Christie e Lovecraft, Dickens e Wilde. Poi, più grandicello, nello studio di mio padre ho trovato Tolstoj, Calvino, Flaubert, Zola e tantissimi altri autori. È stato amore a prima vista! …
Le rivelazioni di Anamorphosis sono clamorose, ciò che si svela è la fine dell’Arte, l’epilogo inglorioso del Rinascimento e il senso vero dell’intera opera di Leonardo da Vinci assume aspetti straordinariamente chiari. Lo “sfumato” tanto studiato da secoli e secoli nelle scuole, è volontà e determinazione. L’enigma passa a noi, che guardiamo e non sappiamo vedere.
1. Qual’è stata la prima domanda che ti sei posto e che ha dato origine alla ricerca?
Nel corso dell’analisi degli affreschi di palazzo Besta, e in particolare del mappamondo in essi compreso, la cosa che più mi ha colpito è stata l’estrema capacità tecnica con la quale questo straordinario affresco è stato dipinto. Il suo realismo, la tridimensionalità, le trasparenze di un oceano apparentemente banale, emerse solo ad una analisi per contrasti e colori, mi ha indotto a pensare che l’artefice di tale meraviglia artistica non potesse essere un comune artista, rimasto anonimo fino a noi. …
- Claire Clairmont è indubbiamente un romanzo storico, perché i personaggi sono tutti realmente esistiti, a cominciare da Percy Bysshe Shelley a Mary Shelley, da Lord Byron a Jane Mary (Claire) Clermont. Anche Edward Silsbee non è un’invenzione, ma effettivamente si recò in Italia per conoscere Claire e avere visione della corrispondenza intercorsa fra lei e appunto i tre ben più noti inglesi, nonché per la sua testimonianza diretta di fatti accaduti molti anni prima.
Le domande in realtà sono due e cioè il personaggio di Georgina, di cui si innamora Edward, è esistito veramente? Perché impostare un romanzo su Claire Clermont, non scrittrice a differenza egli altri tre, anche se dotata di notevole e acuta personalità? …
Dopo aver recensito il suo ultimo libro, abbiamo intervistato il filosofo Mario Perniola.
1 Il suo ultimo interessantissimo libro, Miracoli e traumi della comunicazione, è anche denso di snodi concettuali a prima vista non sempre ovvi. La prima domanda è questa: l’epoca della comunicazione (questo regime, in sintesi, dell’opinione in cui siamo immersi, che svaluta il sapere e l’esercizio illuministico della critica in favore della pubblicità e della chiacchiera) secondo lei comincerebbe esattamente quando? Con la fine della seconda guerra mondiale o con il ‘68? E quali, eventualmente, le differenze? —
- Sei una scrittrice piuttosto prolifica, con un’attitudine particolare per il genere fantastico e per la narrativa di ambientazione storica. Rientra in quest’ultima branchia La firma del diavolo, che trae spunto da fatti effettivamente accaduti a Triora nel 1588. Come mai questa passione per i processi per stregoneria e in particolare per quanto accaduto in quell’anno nel paesino ligure dell’entroterra di Ventimiglia? …
- “Finestre e balconi”, un altro libro che hai portato alla luce nonostante le notorie difficoltà a trovare editori disposti a pubblicare poesia. La tua è una produzione abbastanza costante e di opere stampate ne puoi già contare un discreto numero. Che cosa spinge un uomo a scrivere un libro le cui difficoltà non consistono solo nella stesura, ma soprattutto nella possibilità di pubblicazione? Sì, potresti rispondermi che è per lasciare una traccia per il “dopo” e in fin dei conti potrebbe anche essere vero, ma secondo me questa non è l’unica e nemmeno la principale motivazione. Quindi ti esorto a svelare ciò che sta dietro a questa lotta, quasi titanica, per pubblicare. …
Un romanzo definito “di formazione”. Nuovi incontri, amori, tennis, università. Questi in sintesi gli argomenti di “Giovani promesse”, il secondo romanzo del ventottenne ferrarese Martino Gozzi, pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli Editore.
- Come definiresti il tuo romanzo?
A me piacciono le cose semplici, e quindi direi che Giovani promesse è – molto semplicemente – un romanzo. Poi, chi lo prenderà in mano, a seconda delle inclinazioni, lo troverà un romanzo di viaggio, di sport o di formazione. Oppure nessuna di queste cose. …
Gianni Bono è uno storico del fumetto italiano, autore di una Guida al fumetto, fondatore delle Edizioni If, creatore del Museo del Fumetto e dell’Immagine di Lucca. Alfredo Castelli è una delle colonne portanti del fumetto italiano, ha creato Martin Mystère, il detective dell’impossibile edito da Bonelli e una serie di personaggi che per anni hanno fatto la fortuna del Corriere dei Ragazzi di cui era redattore. Non potevano esserci autori migliori per dare vita a un’operazione nostalgia che riproduce in un volume saggistico – antologico il profumo di quei tempi e fa rivivere nella fantasia del lettore avventure che non si possono cancellare. I ragazzi dei primi anni Settanta compravano i super eroi Marvel, Topolino, Alan Ford, ma duecento lire per il Corriere dei Ragazzi non mancavano mai, perché era un settimanale capace di far felici genitori, insegnanti e adolescenti. Erano tempi in cui i fumetti venivano demonizzati, considerati diseducativi, si diceva che toglievano tempo ai libri e alle letture serie. …
-Perché questo titolo?
Il titolo può definirsi il biglietto da visita del libro, in esso ci sono due distinte motivazioni.
La prima si riferisce ai grandi protagonisti o alle persone a me care, che hanno intarsiato la mia vita, arricchendola con le opere, con la presenza e l’amicizia .
Alla seconda volevo dare una dimensione metaforica più elevata.
Nel mio accidentato percorso esistenziale, la libertà dello spirito è stata la mia salda guida interiore.
E se come intima aspirazione volevo rinvigorire il mio anelito spirituale, nell’irto viaggio verso la trascendenza, dovevo alimentare la parte carente dell’anima, con un buon nutrimento. …
In un paese avvilente, che si è reso ostaggio di un uomo, dei suoi interessi, un paese pieno di sé e che nel contempo ne ha una stima scarsissima, che non sa pensarsi politicamente e che si è lasciato pappare il cervello da un piazzista che modifica a suo piacimento l’ordinamento istituzionale per farla franca e lucrare sul nostro lavoro – la vita, né più né meno -, dalle parti di questo popolo di entusiasti analfabeti insomma c’è qualcuno che prova non solo a resistere ma a rovesciare l’esito della partita: altrimenti a che serve la cultura?
Nell’ultima risposta all’intervista che mi ha rilasciato lo storico Guido Crainz mi piacerebbe scorgere una traccia di questo ribaltamento – nonostante il pessimismo, che condivido. La mappa è complessa, l’esame non sempre coincidente ma l’urgenza civile, il bisogno di capire e di mettere in circolo i contrappesi di cui parla lo storico dovrebbero essere anche i nostri. …
Questa raccolta è stata pubblicata in quanto ha vinto il premio di poesia Jacques Prévert, quindi un ulteriore motivo di soddisfazione per te. Sono poesie che abbracciano un lungo arco di tempo e che sono frutto di un’esperienza in costante crescita. Il titolo (Stagioni sovrapposte e confuse) è un po’ particolare e allora ti chiedo perché hai voluto chiamare così questa raccolta. ,,,









