Horror
Edizioni XII annuncia l’edizione italiana di un capolavoro della narrativa horror contemporanea: The Conqueror Worms, il più celebre romanzo di Brian Keene, maestro statunitense dell’horror, due volte vincitore del prestigioso Bram Stoker Award.
Autore amatissimo per il suo immaginario ricco di zombie, cannibali, spettri e creature ancestrali, Brian Keene era inspiegabilmente assente dal panorama editoriale italiano nonostante il grande successo di pubblico e critica d’oltreoceano. …
Gargoyle si afferma sempre più come autorevole editore horror e si cimenta nell’impresa ambiziosa di far resuscitare dalle ceneri la saga di Varney il vampiro, caposaldo della narrativa gotica inglese di fine secolo fino a oggi inedita in Italia. Un’operazione di portata storica e dai costi notevoli, vista l’imponenza della trilogia (oltre 1500 pagine), le difficoltà di traduzione (affidata a un’ottima Chiara Vatteroni) e di esegesi testuale (curata da Paolo De Crescenzo e Federica Lelli). In tempi di vampiri commerciali alla Twilight, di stupidaggini per non leggenti alla Chiara Palazzolo, di vampiri innamorati e melensi, si sentiva il bisogno di un netto ritorno al classico, di un vampiro alla Polidori, Le Fanu, Stoker… in poche parole di un vampiro vero! …
Video camera sulla paura
“C’è qualcuno li giù? Chi è?”. La paurosa domanda thriller c’è, il mistero s’aggira in una casa, una coppia è sotto tiro. Film horror in soggettiva assoluta, della serie Blair Witch Project, Cloverfield ecc. Tutto dall’obbiettivo di una telecamera, e questa non è una novità. La tiene in mano il protagonista che, con la moglie, la lascia accesa la notte per registrare eventuali presenze. Impossibile aggiungere altro, perché c’è una sorpresa poco più in là. Forse l’unica, ma il film è distribuito da Spielberg. …
Manlio Gomarasca e Davide Pulici sono due critici cinematografici che conosco da quando è comparso in edicola Nocturno, anche se fisicamente ho incontrato soltanto il primo in occasione di un Joe D’Amato Horror Festival. Sono le stranezze della vita, per cui ti occupi delle stesse cose, ma vivi così distante che non ti frequenti, ognuno coltiva il suo recinto e scrivere i propri libri, senza contatti e scambi di opinioni. Nocturno Cinema è una rivista benemerita, perché è stata la prima a sdoganare il cinema di genere italiano, a parlarne senza falsi intellettualismi, presentando a un pubblico inconsapevole registi come Ruggero Deodato, Umberto Lenzi, Joe D’Amato, Mario Bava, Lucio Fulci, attori come Tomas Milian, Bombolo, Renzo Montagnani e attrici come Gloria Guida e Edwige Fenech.
La piccola cineteca degli orrori presenta una summa dello storico lavoro realizzato da Nocturno, un helzapopping surreale senza ordine cronologico e sistematico, riccamente illustrato da locandine, flani, foto di scena e sequenze epocali. …
Lorenza Ghinelli non mantiene la promessa avanzata da Valerio Evangelisti. Il divoratore, opera prima insignificante
“Il divoratore”, opera prima di Lorenza Ghinelli, non è un libro di quelli che si possono dire brutti. Però non è un bel libro, nonostante la superflua introduzione di Valerio Evangelisti che tira le somme senza fare i conti con l’oste, cioè con la critica: “Lorenza Ghinelli è l’ulteriore esempio di un miracolo ricorrente. Lingua perfetta, lontanissima dai luoghi comuni dei generi noir e horror, cui pure si apparenta. Efficacia stilistica totale, con frasi talora elaborate che nulla tolgono alla scorrevolezza e al fluire della trama. Un crescere della suspense ottenuta evitando mezzucci ed espedienti di seconda mano. Sulle prime non si capisce nemmeno che ci troviamo dalle parti dell’horror o, per chi collega il genere a fiumi di sangue, dalle parti del thriller”. …
Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta in modo completo la storia della guerra sporca della dittatura argentina: la metodologia della “desaparicion”, i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra, la persecuzione degli ebrei argentini, un incubo nell’incubo, la verità sul ruolo della chiesa cattolica, le connessioni e le coperture internazionali. E racconta anche la battaglia delle nonne e delle madri di Plaza de Mayo: una storia al femminile, fatta di amore, dolore e coraggio.
Questa recensione l’ho trovata qualche tempo fa sul sito di Massimo Carlotto http://www.massimocarlotto.it/index.html ed è tratta da un articolo di Raimondo Bultrini ( La Repubblica 9 marzo 1998 ) e siccome descrive in maniera migliore di quella che potrei usare io le senzazioni e le emozioni del libro, ve la propongo così come a suo tempo l’avevo letta io. …
Un horror francese insopportabile per gli eccessi di violenza
La vendetta della bambina
Mentre affranto titubante Martyrs di Pascal Laugier, atteso come l’horror del decennio, mi torna in mente la scena primaria dei miei rapporti con il cinema di paura. Quant’ero ragazzino un mio zio, che ogni tanto mi portava al cinema, annunciò: “Oggi andiamo a vedere Frankenstein”. Ma bastò una sbirciata la Mostro sogghignante sul manifesto per risolvermi a non entrare. Dopo avermi trattato da vigliaccone, lo zio invitò un mio coetaneo, un certo Toffoli: “Lui si che è coraggioso!”. Conclusione: il giorno dopo appresi che i signori Toffoli erano stati costretti a chiamare il medico perché il figlio, dal momento in cui aveva visto l’incespicante Boris Karloff calpestare il velo della sposa, non smetteva di tremare come una foglia. Mi fregai le manine. …
A cura di Gordiano Lupi
UN CAPPUCCETTO ROSSO SANGUE
Un film che ricorda Joe D’Amato. Ultima prova di Stefano Simone, giovane regista di Manfredonia. Sono la persona meno adatta a parlare in maniera distaccata di questo film, perché è tratto da un mio racconto, ma se lo faccio è perché ho notato qualcosa di buono nella sua realizzazione. Di solito tra scrittori e registi non corre buon sangue, i primi se ne stanno sulla difensiva a dire quant’è bello il loro racconto e come gliel’hanno rovinato sprovveduti registi. Posso citare esempi eclatanti come Lettere da Capri di Soldati e L’uomo che guarda di Moravia, resi al cinema da Tinto Brass, nel primo caso con la disapprovazione dello scrittore e nel secondo delle eredi. Io faccio eccezione, probabilmente perché sono meno bravo di Soldati e Moravia, soprattutto non ho la pretesa di fare letteratura, ma semplice narrativa di genere. Stefano Simone ha ventidue anni, vive a Torino ma è nativo di Manfedonia. Ho visto alcuni suoi corti come Infatuazione, L’uomo vestito di nero, Lo storpio, Il gatto nero dalle grinfie di Satana, Contratto per vendetta e Istinto omicida, girati in digitale nel periodo 2005 – 2008, che – tra alti e bassi – facevano intravedere buone potenzialità. …
A cura di renzo Montagnoli
Sono quattro racconti che finiscono con il legarsi l’uno all’altro come i capitoli di un romanzo, grazie al filo conduttore, rappresentato non solo dal genere, ma dalla presenza di un personaggio, l’agente speciale Carnielli, un uomo particolarmente valido nella caccia ai vampiri.
Infatti si tratta di un horror legato ai succhia sangue, ma non pensate al tradizionale Dracula, principe delle tenebre; qui invece sono degli assetati, per lo più metropolitani, la cui presenza è avvertita dal lettore, poiché non compaiono direttamente nella narrazione, ma ne viene ricreata la classica atmosfera. Che si tratti di vampiri del resto un primo elemento probatorio è riportato nel primo racconto, Il Borgo, forse il migliore, visto che il protagonista ricorre quasi subito alla protezione della tradizionale croce portata al collo. …
Venerdi 15 Maggio alle ore 17.00 presso lo stand Ediq del Salone del Libro di Torino la casa editrice Il Foglio presenterà la collana FANTASTICO E ALTRI ORRORI con il direttore Vincenzo Spasaro.
Verranno presentati in particolare il romanzo “Il divoratore” di Lorenza Ghinelli (presente l’autrice), l’antologia “L’incrinarsi di una persistenza” di Maurizio Cometto (presente l’autore), il romanzo “Five Fingers” di Luca Barbieri (presente l’autore) e l’antologia “Veleno- 10 storie per non dormire” (presenti gli autori Rossella Anelli e Gordiano Lupi). …
A cura di Gordiano Lupi
Tenebre (1983) sconcerta il pubblico di Dario Argento perché interrompe la trilogia delle madri dopo Inferno e Suspiria e segue la volontà di Salvatore Argento, produttore delle pellicole, che medita un ritorno al thriller per rinnovare il successo di Profondo Rosso. La trilogia si chiuderà soltanto nel 2007 con La terza madre, pellicola controversa che supera le precedenti per eccessi barocchi, estremizzazioni violente e insolita attenzione al sesso. Argento raduna per Tenebre un grande cast composto da ottimi attori come Anthony Franciosa, Daria Nicolodi, Giuliano Gemma, John Saxon, Lara Wendel e John Steiner. Tra i comprimari più importanti citiamo Veronica Lario, Ania Pieroni, Christian Borromeo, Marino Masé, Mirella Banti, Eva Robins e il futuro regista Michele Soavi. Argento si conferma un maestro degli omicidi, confeziona uno dei suoi lavori più violenti e onirici, ma anche una delle opere più curate da un punto di vista tecnico. …









