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Poesia

Nichita Stanescu e il senso dell’amore
19 agosto 2010 | 85 views | Commenta
Nichita Stanescu e il senso dell’amore

Se vi capita di andare a Bucarest (la città bella, la città della gioia), in un mattino d’autunno, “quando il sole è un’aria piena di uccelli/ che volano ala nell’ala”, chiedete del parco intitolato a Nichita Stanescu, uno straordinario poeta che ci ha lasciato un’opera vasta e intensa, uno che che dà corpo al pensiero del nostro tempo, ma che non rinnega la poesia di Arghezi e Blaga, di Barbu e Voiculescu, un poeta intenso, luminoso, bellissimo, nato a Ploiesti, mezzo rumeno e mezzo russo, per via di madre, che è insorto contro l’anchilosi e l’inerzia che minacciava di morte la creazione lirica di poeti nati nel terzo decennio, sotto la dittatura comunista, uno che è stato capace di rifiutare il dogmatismo ideologico, l’enfasi patriottarda e la requisitoria politica, uno che ha rivendicato i diritti della poesia ad accogliere tutti gli aspetti della nostra situazione esistenziale che resta problematica e drammatica, insidiata dal dolore, dalla solitudine e dalla morte. …



Mara Faggioli – Dedicato a Lorenzo
27 luglio 2010 | 160 views | Commenta
Mara Faggioli – Dedicato a Lorenzo

Sensibilità e dolcezza
Per uno strano gioco del destino il nipotino di Mara Faggioli è stato chiamato Lorenzo, come il mio, assai più giovane, essendo nato il 27 aprile del corrente anno. L’artista fiorentina, che nella gentilezza ha una delle sue non poche virtù, mi ha fatto avere questo libro, anche con la convinzione che, con l’omonimia, mi sarebbe risultato ancor più gradito.
Ciò è stato, anche se la mia valutazione resta indipendente dalla circostanza.
Dedicato a Lorenzo è un libro strano, perché ricomprende favole, poesie e sculture, ma lo scopo per cui è stato scritto è veramente encomiabile, con quella sua ricerca del fermo della memoria sia per Mara Faggioli, sia per raccontare un giorno al nipotino quanto a lui potrà interessare del periodo che ha preceduto il lieto evento. …



Stefano Bianchi – Sputami a mare (Le voci)
14 luglio 2010 | 161 views | Commenta
Stefano Bianchi – Sputami a mare (Le voci)

Che un poeta veda diversamente dagli altri è più che mai ovvio, perché l’osservazione in lui non è mai fine a se stessa, ma è l’inizio di un processo di spesso inconscia ricerca dentro di sé. E’ così che in poche parole giunge l’immagine dell’autunno, venata da una malinconia propria dell’incedere di questa stagione, oppure il velo lattiginoso assume consistenze materiali, grevità ed affanni che si inspirano pedalando.
La poetica di Stefano Bianchi, pur inserita nel presente che la sua ancor non veneranda età giustifica, è però il risultato di esperienze che sempre accompagnano gli uomini dagli albori della vita. …



Senghor, l’immaginazione al potere
18 giugno 2010 | 180 views | Commenta
Senghor, l’immaginazione al potere

Nove anni fa, moriva, vecchissimo, a 95 anni, Léopold Sédar Senghor, il poeta, il capo di Stato, il profeta della negritudine. Era morto nella terra della sua prima amata moglie, Colette Hubert, nella sua casa “stile africano”, in Normandia, a Verson,”davanti all’uragano che tutto svelle intorno a me , foglie e parole futili”. Lì si era ritirato vent’anni prima, dopo aver rinunciato volontariamente alla sua carica di presidente del Senegal. Subito dopo la sua morte andai a trovare Florio Santini, e sul lungomare di Otranto, il canale dei “disperati”, insieme a lui e sua moglie Siou Wan, parlammo di Senghor, che Florio aveva conosciuto bene durante la sua lunga stagione di “Addetto culturale all’Ambasciata Italiana“. Erano gli anni ’70 e si erano incontrati nella dolcezza della terra africana, a Dakar, sopra il cimitero marino dove è sepolto il figlio del grande poeta della negritudine. …



La settima stella di Maria Pia Romano
7 giugno 2010 | 261 views | Commenta
La settima stella di Maria Pia Romano

Chi è Maria Pia Romano? E’ presto detto. “Un’innamorata del silenzio/ che scrive storie di pelle e di mare”. L’ immagine che ho di lei è quella di una ragazza salentina intelligente, bella, colta, piena di vitalità, sportiva (una sub vera e propria con tanto di brevetto, una sirenetta, di quelle che “possono amare solo ciò che scorre”), con un neo veneziano sulla guancia sinistra e lunghissime ciglia nere (“Ho ciglia lunghe per dissetarmi d’ombra”) sotto uno sguardo di velluto, sognante, che scivola sulle cose invisibili, che crea le cose che nascono dal nulla, dalla trasparenza degli atomi, “dai granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia”. E’ una che scrive da molti anni, da sempre. …



Luigi Panzardi – Finestre e balconi
31 maggio 2010 | 146 views | Commenta
Luigi Panzardi – Finestre e balconi

Già il titolo, con quel fiorire di aperture, più o meno ampie, sui muri di palazzi evoca vie di fuga, ma anche di contatto, dalle realtà opprimenti di una società che sembra aver smarrito i più elementari, nonché primordiali, concetti di esistenza.
La visione del mondo che ha l’autore non è pessimista, o di rigetto, ma drasticamente di chiusura, nella consapevolezza che il farne parte non dipende da lui, presente nella materialità corporea, ma non partecipe, membro di un consesso senza alcuna volontà di esserlo.
Per quanto questo libro si componga di più raccolte, con tematiche e modi espressivi anche diversi, spaziando dal verso libero al sonetto, inscindibile appare il pathos che ha condotto la mano alla scrittura. …



Maria Pia Monicelli: Ho nel palmo il mare
25 maggio 2010 | 715 views | Un Commento
Maria Pia Monicelli: Ho nel palmo il mare

Nessuno scriverebbe versi se il problema della poesia fosse quello di farsi capire, disse una volta Montale in modo ironico polemico e provocatorio, ma ( se vogliamo) anche illuminante, per spiegare il concetto della poesia moderna, della c.d. poesia ermetica, oscura, ma affascinante. In realtà Maria Pia Monicelli – che è una creatura deliziosa e bellissima, fatta di smeraldi tenerezza e macerie, (sa essere dura come la pietra e fragile come il cristallo), una donna colta e raffinata che ama il teatro, la musica, l’arte e si nutre costantemente di poeti del novecento ormai divenuti classici (parlo di Lorca, Quasimodo, Ungaretti, Eluard, Kavafis, Eliot, Alberti, Guillén, Neruda, etc.) – vorrebbe essere capita, compresa…



Raffaele Carrieri, antico sacerdote della Magna Grecia
22 maggio 2010 | 176 views | Commenta
Raffaele Carrieri, antico sacerdote della Magna Grecia

Della rigogliosa flora antica e di tutte le enormi foreste che ricoprivano il Salento (c’erano oltre duecentomila ettari di boschi, nel principio dell’Ottocento, in Terra d’Otranto, oggi ce ne sono meno di diecimila), sono rimaste solo tracce: il “Bosco di Rauccio”, gli ulivi millenari nelle campagne di Vernole, la quercia vallonea di Tricase (oltre 700 anni), la quercia virgiliana della “Masseria Macrì”, nelle campagne di Supersano, e il maestoso Carrubo della “Masseria Paccianna” di Gallipoli, uno dei più importanti esemplari dell’area mediterranea, superiore perfino al tanto celebrato carrubo marocchino di “Moulay Idriss”. …



Grigore Vieru – Orfeo rinasce nell’amore
3 maggio 2010 | 387 views | Un Commento
Grigore Vieru – Orfeo rinasce nell’amore

La Graphe.it Edizioni porta in Italia con testo romeno a fronte tradotto da Olga Irimciuc “Orfeo rinasce nell’amore”, il quale raccoglie le più belle poesie del poeta moldavo Grigore Vieru.
Grigore Vieru è considerato “il poeta delle origini del mondo” per la sua capacità di penetrare l’intimo nelle tematiche esistenziali dell’umanità.
Uno dei più vivaci attivisti per il risveglio della coscienza nazionale dei romeni a est del fiume Prut, contribuì essenzialmente a sviluppare la letteratura per bambini. …



Esenin e Isadora Duncan, amore, droga e morte
28 aprile 2010 | 465 views | Commenta
Esenin e Isadora Duncan, amore, droga e morte

Sergej Esenin, l’autore de “La confessione di un teppista” e “Mosca delle bettole”, avrebbe potuto essere forse uno dei più grandi poeti del nostro tempo se non si fosse impiccato, a meno di trent’anni, nel bagno di una squallida stanza d’albergo di Leningrado, gonfio di vodka e disperazione. Era un gelido e buio pomeriggio invernale del 1925 e la poesia si impoverì di colpo, perdendo uno di quei poeti – contadini che portavano avanti un discorso di autentica cultura popolare, con melodiosi accenti e una poetica che esaltava i valori della tradizione e del costume contadino. Se in Majakovskij la rivoluzione di ottobre ebbe il suo poeta che esaltò l’operaio , in Esenin trovò invece il cantore del contadino russo protagonista del rivolgimento avvenuto in Russia. Il giovane Sergej Alesksandrovic Esenin, figlio di contadini credenti, era convinto che la rivoluzione avrebbe avuto un carattere mistico e il contadino sarebbe stato la guida e il depositario della grande missione liberatrice del popolo russo, ma ben presto si accorse che la rivoluzione non teneva in nessun conto il mondo contadino. …



Michele Caccamo e l’impossibile salvezza
13 aprile 2010 | 165 views | Commenta
Michele Caccamo e l’impossibile salvezza

Michele Caccamo è uno che ha provato il deliquio della parola, quello stato di grazia intermittente che è solo dei poeti, e in specie dei poeti visionari e metafisici come lui, che hanno una “malinconia rarefatta” e una loro “musica nascosta”, come osserva Raffaele La Capria nella prefazione a “La stessa vertigine,la stessa bocca”, Manni, Lecce, 2007.
Si tratta di un poeta che cerca striature di luce e di libertà, che ha una spinta costante a donarsi, una tensione e un linguaggio talora corrusco, violento, magmatico, potente, incisivo, che lascia il segno: “E potrò salire al sole/ – con il fuoco tra i denti -/ e un faro d’oro tra le dita/ e stare eterno
Bisogna provare che cosa significhi avere dentro di sé un corpo di scrittura e la sofferenza, il dolore , la morte come “paesaggio” esistenziale; …