Carlos Ruiz Zafón – Le luci di settembre


Forse non sono imparziale, perché Carlos Ruiz Zafòn io lo adoro, mi affascina, mi avvinghia, mi immerge in un mondo gotico e “fantastico” dove spesso vorrei non dover riemergere.
Le luci di settembre (terzo volume della trilogia della nebbia, scritto nel 1995) esce in Italia da pochi mesi e separa i lettori in due distinte “fazioni”: Zafòn approfitta dei successi di “L’ombra del vento” e “Il gioco dell’angelo” per proporre anche produzioni datate e poco soddisfacenti; Zafòn “affina la tecnica e la fascinazione arriva a un livello altissimo”.
Sicuramente c’è ragione in ambedue le parti, a onor del vero Zafòn conquista con il suo stile narrativo, nelle ambientazioni e descrizioni di posti e situazioni, senza tralasciare la capacità di dar vita ai personaggi rendendoli estremamente umani, ma non riesce a uguagliare i due successi sopracitati, poiché i lavori proposti oggi, sono precedenti e per quanto revisionati è inevitabile il paragone, ma non per questo da stroncare. Zafòn è un grande romanziere né da prova a ogni pubblicazione.
Le luci di settembre, come già detto, è l’ultimo della Trilogia della nebbia che ha già visto la pubblicazione de “Il principe della nebbia” e “Il treno della mezzanotte”, una produzione scritta prima dell’ombra del vento (libro che ha portato al successo l’autore) e, come lo stesso autore afferma nell’introduzione a Le luci di settembre, per un pubblico giovanile, ma che a mio avviso avvinghia tutte le fasce d’età senza limiti alcuni. Ambientato tra Parigi e un piccolo paese sulla costa della Normandia, il romanzo gioca d’atmosfera con descrizioni a dir poco “realistiche” dei luoghi, tra isole bagnate dall’oceano nello spettacolo incantevole della natura, e boschi lugubri incorniciati da giocattoli meccanici che ne accentua il mistero del soprannaturale in un castello immerso nella più profonda tristezza.
I personaggi sono narrati con grande maestria e tra amori che sbocciano e ombre che si riaffacciano a pretendere indietro ciò che di diritto è suo il romanzo si snoda in una pericolosa partita tra bene e male.
Le caratteristiche del romanzo gotico ci son tutte, tematiche che hanno reso l’autore famoso, fino a sfociare nel tema del Doppelgänger (copia spettrale o anche reale “sosia” di una persona vivente), tema sfruttato notevolmente dalla grande letteratura, nonostante ciò affascina e intriga ogni volta.
Il bene e il male, la “fondamentale e originaria dualità dell’uomo”, alla fine del XIX secolo fu Jung ad ipotizzare l’esistenza di un “secondo sé”, una forma universale esistente all’interno del sé e corrispondente all’intera vita inconscia della psiche. L’ombra è il lato negativo della personalità, la somma di tutte quelle qualità spiacevoli che si vogliono nascondere. L’ombra ha una natura emozionale, una sorta di autonomia ed una qualità possessiva.
Zafòn personifica il Doppelgänger nell’ombra ceduta che perseguita il proprietario, malvagia e beffarda che non si ferma di fronte a nulla, ripetute sono le formule binarie, le contrapposizioni, i contrasti (luce-ombra, nebbia-sole), proprio a voler sottolineare la difficile coesistenza tra bene e male.
Un libro che si legge tutto d’un fiato.

Titolo: Le luci di settembre
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Traduttore: Arpaia B.
Editore: Mondadori
Prezzo: € 13.00
Collana: NumeriPrimi
Data di Pubblicazione: Febbraio 2013
ISBN: 8866210285
ISBN-13: 9788866210283
Pagine: 268
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964), autore di assoluto talento e di successo mondiale, ha cominciato la sua carriera nel 1993, con una serie di libri per ragazzi. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti, L’ombra del vento (Mondadori 2004), divenuto immediatamente un caso letterario internazionale, con un milione e mezzo di copie vendute solo in Italia. Nel 2008, con Il gioco dell’angelo (Mondadori), è tornato all’universo del Cimitero dei Libri Dimenticati, che tutti i suoi lettori ricordano con grande passione. Nel 2009 da Mondadori è uscito Marina. Le sue opere sono tradotte in più di quaranta lingue e hanno conquistato numerosi premi e milioni di lettori nei cinque continenti.

Katia Ciarrocchi

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